JACOPO LARCHER RIPETE BON VOYAGE E12 - Up-Climbing

JACOPO LARCHER RIPETE BON VOYAGE E12

QUARTA SALITA DEL 9A DI PEARSON

Jacopo Larcher si aggiudica la quarta salita di Bon Voyage, 9a (E12) trad ad Annot (Francia).

Bon Voyage, situata ad Annot, in Francia, è immediatamente diventata un punto di riferimento nell’arrampicata trad di altissimo livello. Nata dalla mente e dalle mani di James Pearson all’inizio del 2023, questa linea condivide l’attacco con Le Voyage (8b+), per poi deviare a sinistra attraverso una serie di fessure cieche e piccoli buchi, culminando su uno spigolo tecnico. Pearson suggerì il grado di E12, paragonabile al 9a, una delle valutazioni più severe al mondo per una via trad, riproponendo il grado dopo la vicenda di The Walk Of Life. Il grado è stato confermato anche dagli altri due fortissimi ripetitori che hanno preceduto Larcher nella primavera del 2024: il fuoriclasse ceco Adam Ondra e il belga Seb Berthe.

Per Jacopo Larcher la via si è rivelata un banco di prova fisico e mentale durato oltre due anni. Dopo che Pearson gliene parlò, Larcher aprì il cantiere verso la fine del 2023. Il primo ostacolo sul cammino di Jacopo è stato il movimento cruciale su un monodito, che gli causò anche un infortunio al mignolo. Dopo un infortunio al collo che interruppe il suo terzo viaggio, Jacopo è tornato ad Annot a metà novembre di quest’anno. È qui che è scattata la scintilla: una rinnovata motivazione, la condivisione del processo con gli amici e un approccio libero dalla pressione lo hanno portato, il 29 novembre, a trovare lo stato di flow perfetto. 

La salita arriva dopo un anno particolarmente difficile: “Il 2025 è stato un anno impegnativo per me. Ho avuto molti momenti incredibili, ma dal punto di vista dell’arrampicata ho faticato molto e nulla sembrava funzionare, il che ha portato frustrazione e aspettative/pressione più alte, soprattutto dopo il mancato flash di Freerider. Non riuscivo a trovare il fuoco che di solito brucia dentro di me per l’arrampicata, e più lo cercavo, più sembrava allontanarsi. Ma in qualche modo, nelle settimane prima del viaggio, mi sono reso conto che il fuoco stava tornando. Stavo arrampicando senza pressione, semplicemente per la gioia di arrampicare e condividere bei momenti con gli amici. Alcuni viaggi hanno riacceso quella scintilla, e lo stesso è successo ad Annot. Mi stavo avvicinando sempre di più ad ogni tentativo, ma invece di sentirmi frustrato o sotto pressione, come mi era successo per la maggior parte dell’anno, volevo solo provare di più, arrampicare di più. Onestamente, questo è ciò che mi era mancato negli ultimi mesi. Mi sono sentito benissimo a provare con impegno, condividere momenti con gli amici ed essere in un buono stato d’animo.

Alla fine è solo un pezzo di roccia, ma sono grato per ciò che questa via mi ha insegnato durante il processo. Mi ha dimostrato che vale sempre la pena perseguire un obiettivo, non importa quanto si fatichi. Mi ha ricordato l’importanza di condividere il processo con gli altri, mi ha riconnesso con un paese in cui ho trascorso molti bei momenti e, specialmente in quest’ultimo viaggio, mi ha riconnesso con la mia arrampicata. Che Bon Voyage, alla fine. Un grande ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso questo viaggio con me, sia lì che da casa.”. Questo ennesimo grande traguardo si aggiunge ad una lunga lista di performance incredibili, tra cui spiccano la FA di Tribe, la ripetizione di Meltdown, ma anche multipitch estreme come Eternal Flame o Silbergeier, il tutto condito da boulder di alto livello e e vie fino al 9a+, come La Rambla a Siurana. 

Fonte Jacopo Larcher

Cortesia foto Andrea Cossu

Alessandro Palma

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