JERNEJ KRUDER DA 9A TRAD: CROWN ROYALE! - Up-Climbing

JERNEJ KRUDER DA 9A TRAD: CROWN ROYALE!

SECONDA SALITA DI CROWN ROYAL

Lo sloveno Jernej Kruder è da 9a trad: sua la seconda salita di Crown Royale, in Norvegia.

L’arrampicata è una delle poche discipline che consente agli atleti di mettersi in gioco in altri campi una volta abbandonata (o quasi, visto il quarto posto al campionato sloveno 2025) la carriera da garista. Non è raro infatti incappare in grandi performance su roccia eseguite da personalità di spicco del mondo delle gare. Anzi, ad onor del vero, tantissimi competitor non vedono l’ora di mettersi in gioco sulla roccia e far fruttare l’eclatante forma fisica raggiunta in anni di allenamento. Un caso esemplare è senza dubbio Jernej Kruder. Lo sloveno classe 1990 è indubbiamente uno dei migliori atleti della storia moderna del bouldering, capace di vincere la coppa del mondo IFSC nel 2018. La cosa che fece particolare scalpore all’epoca, non fu tanto la vittoria, quanto più il suo allenarsi sulla roccia per le competizioni, ripetendo tra le molte cose anche vie estreme in Dolomiti

Il richiamo per la roccia e le cose “pericolose” è sempre stato forte per Jernej, che da subito ha cercato di misurarsi con il trad di alto livello. Negli anni passati, Krudi si è aggiudicato vie come Greenspit in valle dell’Orco e La Bruja, un 9a ibrido falesia-trad a La Pedriza. Quest’anno però si è superato:Cercherò di farla breve… Beh, è ​​un racconto piuttosto breve, visto che avevo prenotato i voli per la Norvegia solo per due settimane. Il mio piano era di dare un’occhiata alla via per vedere se fosse possibile farlo, magari in futuro.

In queste due settimane, Jernej è riuscito a fare ben di più, aggiudicandosi la prima ripetizione di Crown Royale, uno dei pochissimi 9a trad al mondo. Oltre ad essere uno dei pochi noni trad, questa linea è resa ancora più particolare dalle sue caratteristiche: è lunga cento metri e, a causa dell’attrito della corda, gli ultimi venti metri vanno scalati in free solo, slegandosi. 

 “Dopo aver salito la prima parte abbastanza velocemente, mi sono concentrato completamente sulla parte superiore. Inizialmente, l’ho provata con il materiale già piazzato, e tutto ciò che volevo era un buon tentativo di redpoint prima di partire. Due giorni prima della partenza, ho fatto i miei primi tre tentativi dl basso, ma le condizioni erano pessime. Nonostante ciò, ero contento di averla fatta in tre parti. L’ultimo giorno, mi sono svegliato dolorante e stanco. Fuori piovigginava persino leggermente, motivo per cui avevo investito tutte le mie energie il giorno prima. Ciononostante, sono tornato lassù a prendere il mio materiale. Ha smesso di piovere e la brezza mi ha spinto a un altro tentativo. Ho fatto molta fatica a superare la prima parte. Il mio corpo era stanco e la mia mente era vicina a gettare la spugna. Un buon riposo e una piacevole brezza fredda mi hanno ridato la motivazione. Più salivo, più mi sentivo concentrato. Non pensavo troppo al posizionamento dell’attrezzatura, mi concentravo solo sui movimenti. A quel punto, ho raggiunto il bordo della parete. La corda era tirata e a quel punto ho dovuto slegarla. Il mio corpo era esausto, ma la mia mente era in pace. Con cautela, sono uscito dalla parete e ho urlato in cima. Che momento! Un ringraziamento speciale a Pete Whittaker per aver aperto questa via e anche a tutti gli altri amici che erano lì con me e mi hanno supportato/assicurato! La vostra energia mi è stata sicuramente di grande aiuto!”

In due settimane, Kruder si è aggiudicato il test piece di Whittaker, quando sui capolavori di Annot e Cadarese?

Fonte Jernej Kruder

Alessandro Palma

 

 

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