14 Set KALYMONS: QUASI 400 VIE RICHIODATE
UPDATE SUI LAVORI IN GRECIA
Kalymnos: nasce una nuova sinergia tra associazioni e Comune, richiodate già quasi 400 vie con i più elevanti standard disponibili.
Kalymnos: con quasi 5.000 vie e decine di migliaia di fittoni, il paradiso greco si trova davanti a una sfida di manutenzione che si trascina da decenni, culminato con il tragico incidente del 27 marzo 2026. In quella data, un climber ceco ha perso la vita sulla via a causa del cedimento di entrambi i fittoni della catena e di un ulteriore ancoraggio lungo il tiro, chiodato nel lontano 2002. L’episodio ha riportato al centro dell’attenzione un problema strutturale: dal 1999, anno in cui Aris Theodoropoulos introdusse i primi standard di sicurezza in collaborazione con il Comune, la crescita del numero di vie ha sempre superato di gran lunga la capacità di riequipaggiamento. Se nel 2000 un progetto di re-bolting su 100 vie copriva quasi metà dell’isola, nel 2010 la stessa cifra rappresentava meno del 10% di un totale ormai salito a ben oltre le 1500 vie. Tra il 2010 e il 2025 il grosso del lavoro è stato sostenuto da volontari, in particolare dagli stessi autori della guida di Kalymnos, con un solo intervento su larga scala nel 2015 (circa 300 vie, finanziato dall’UE), mentre mancava un sistema ufficiale di segnalazione dei problemi riscontrati dai climber.
Il 2025 ha segnato una svolta, con l’avvio di due iniziative parallele: la nascita dell’associazione no-profit Rebolt Kalymnos, fondata da climber e chiodatori esperti,che si basa su donazioni e volontariato, unito al lancio di un programma comunale da più di mezzo milione di euro per il riequipaggiamento delle vie e il miglioramento dei sentieri d’accesso. Rebolt Kalymnos ha iniziato con fittoni a espansione in acciaio inox su un centinaio di vie, per poi passare, grazie ai fondi raccolti, ai più costosi fittoni a resina in titanio certificato, ritenuti oggi la soluzione più affidabile contro il rischio di stress corrosion cracking tipico degli ambienti marini. Dopo l’incidente di inizio 26, l’associazione si è impegnata a utilizzare esclusivamente titanio ed epossidica per ogni intervento futuro, ampliando il team di volontari e accelerando il ritmo dei lavori: tra aprile e agosto sono state riattrezzate centinaia di vie in settori come Kalydna, Symplegades, Summertime e Spartacus, per un totale di quasi 400 vie dalla fondazione e oltre 100.000 euro investiti in materiali. Parallelamente è nato anche Bolt Beta, un database che censisce età, materiale e condizione dei fittoni su tutta l’isola, offrendo per la prima volta un sistema centralizzato di segnalazione.
Il 19 agosto il Comune di Kalymnos, affiancato dalla guida alpina Christos Belogiannis, nominato consulente tecnico dopo l’incidente, ha annunciato l’intenzione di sostituire tutte le catene delle vie con ancoraggi in titanio ed epossidica dotati di due moschettoni separati. Rebolt Kalymnos ha ben accolto la scelta dei materiali, ma ha sottolineano come limitare l’intervento alle sole soste rischi di creare una falsa sensazione di sicurezza, dato che la maggior parte delle cadute avviene sui ancoraggi intermedi e non in sosta: per l’associazione, la valutazione deve riguardare la via nella sua interezza. Da qui la proposta di collaborazione rivolta al Comune, con la condivisione gratuita di esperienza e database, per costruire un programma di manutenzione strutturato su criteri chiari, valutazione delle vie complete, uso esclusivo di titanio ed epossidica, monitoraggio sistematico delle condizioni dell’hardware e pianificazione a lungo termine. Un percorso che Rebolt Kalymnos definisce ormai una responsabilità permanente e non più un’attività occasionale, dalla quale dipendono non solo la sicurezza dei climber ma anche la reputazione internazionale di Kalymnos come meta d’arrampicata.
Fonte Rebolt Kalymnos
Foto archivio Versante Sud
Alessandro Palma

