14 Mar STEFANO CARNATI RIPETE VICIOUS CIRCLE 9A+
LA VIA PIÙ DURA DI TUTTA LA SLOVENIA
Stefano Carnati ha effettuato la prima ripetizione di Vicious Circle, 9a+/b, liberato da Adam Ondra.
Dopo la salita di Sanjski Par Extension (9a) da parte di Luca Bacer, torniamo a Misja Pec. Nello stesso settore, quasi dieci anni fa, più precisamente nel 2016, Adam Ondra liberava uno dei tiri più duri dell’est Europa. Dopo aver aggiunto uno spit per concatenare diverse vie, Adam liberava questa mega connessione, che faceva lievitare il grado a 9a+/b e si collocava al top delle vie più dure di tutta la Slovenia. Dopo aver completato il trittico di nono grado classici della zona, con Sanjski Par, Xaxid hostel e Martin Krpan, a Stefano Carnati non rimaneva molto da provare in zona… La scelta è stata quasi obbligata!
Adam creò questo masterpiece di resistenza da 40 movimenti aggiungendo una dura partenza a Sanjski Par. Spese le prime tre sessioni per salire Sanjski, Stefano si è messo all’opera sulla prima parte, che ritiene essere la più dura. Fun fact: in continuità, secondo la sua esperienza, il crux rimane comunque la seconda parte, nonostante sia leggermente meno impegnativa… Un vera tortura! Dopo una quindicina di sessioni in totale, Stefano si è aggiudicato la prima ripetizione di Vicious Circle, un risultato davvero prestigioso! Dopo la FA di Ondra, nessuno più era riuscito nell’impresa.
“Mi sono intrappolato in questo Vicious Circle: la complessità dei movimenti mi ha conquistato subito. Anche perché questo percorso è rimasto asciutto nonostante le piogge che la regione si trovava regolarmente ad affrontare, ho presto capito che andarsene non era la decisione giusta. In breve, la linea può essere suddivisa in una prima parte più semplice che conduce direttamente al crux del percorso: una breve sequenza dura su appigli netti in cui la posizione del corpo e la mobilità delle anche giocano un ruolo fondamentale. Poi arriva il passaggio alla parte “più facile”, cioè Sanjski Par, ma che risulta essere il vero punto chiave della rotpunkt. Nel complesso questo rappresenta un mostro di resistenza alla potenza di 40 movimenti. A peggiorare le cose, durante il mio secondo giorno ho rotto una delle prese iniziali, rendendo la sequenza introduttiva meno fluida. Avendo dedicato diversi giorni al boulder negli ultimi anni, la prima metà della via era perfetta per me, ma percorsi così impegnativi richiedono un tipo di forma fisica completamente diversa. Quindi durante il mio soggiorno in Slovenia ho cercato gradualmente di recuperare questa condizione per sentirmi in grado di progettare qualcosa che mi spingeva continuamente al limite superiore. Per l’ennesima volta nella mia carriera da arrampicatore mi sono ritrovato nel loop delle proiezioni, il tipico processo fatto di progressi, battute d’arresto, pressioni, tentennamenti e così via che affligge tutti gli amanti di questo sport. Sabato scorso ho trovato la chiave per spezzare questo Vicious Circle. È ora di qualche fetta di torta in più!”
Quale sarà la prossima via a cadere sotto le dita del mitico Teto Carnati?
Fonte Stefano Carnati
Cortesia foto Stefano Staffetta
Alessandro Palma

