82 QUATTROMILA IN 19 GIORNI - Up-Climbing

82 QUATTROMILA IN 19 GIORNI

Kilian Jornet completa con successo il suo concatenamento “Alpine Connections”

Kilian Jornet Burgada ce l’ha fatta: sabato 31 agosto l’atleta spagnolo ha completato l’ascensione degli 82 Quattromila delle Alpi in soli 19 giorni, muovendosi sempre a piedi o in bicicletta.

La sua impresa resterà nella storia e batte per la prima volta il record di Franco Nicolini et Diego Giovaninni (60 giorni), che durava dal 2008.

Kilian è partito il 13 agosto per affrontare il più orientale dei Quattromila alpini: il Piz Bernina, in compagnia di Philipp Brugger. Si è quindi spostato in bicicletta fino al Grimselpass e, il 14 agosto, ha salito il Lauteraarhorn, lo Schreckhorn e il Finsteraarhorn.

Il 15 agosto si è dedicato alle altre cime principali dell’Oberland: Gross Grünhorn, Hinter Fiescherhorn, Gross Fiescherhorn, Mönch, Jungfrau e Aletschhorn. Dopodiché è nuovamente salito in sella per pedalare fino a Saas-Grund.

Il 17 agosto, con Mathéo Jacquemoud, ha scalato “solo” Lagginhorn e Weissmies, mentre il 18 agosto ha concatenato i classici Quattromila della Nadelgrat: Dirruhorn, Hohbärghorn, Stecknadelhorn, Nadelhorn.

Il 19 agosto, con Mathéo Jacquemoud e Genis Zapater, è stata veramente una grossa giornata: nel menù c’erano Lenzspitze, Dom, Täschhorn, Alphubel, Allalinhorn, Rimpfischhorn, Stalhhorn.

Il 20 agosto Kilian si è dedicato al Monte Rosa divorando tutti i Quattromila della zona in un giorno solo. Il 21 agosto, con Mathéo Jacquemoud e Genis Zapater, ha affrontato il trio Cervino – Dent d’Hérens – Dent Blanche.

Il 22 agosto, insieme a Jacquemoud, ha scalato Ober Gabelhorn, Zinalrothorn, Bishorn e Weisshorn. Il 23 agosto, con Alain Tissier, ha completato la traversata del Grand Combin (tre Quattromila “ufficiali”). Il giorno dopo si è spostato dal Vallese Svizzero all’Alta Savoia francese per dedicarsi all’osso duro dei “collezionisti” di Quattromila: la catena del Monte Bianco.

Dopo una giornata di riposo, il 26 agosto, Kilian ha concatenato tutte le cime delle Grandes Jorasses e della Cresta di Rochefort fino al Dente del Gigante, scalando con Mathéo Jacquemoud, Mitch Lanne e Bastien Lardat.

Il 27 agosto ha affrontato da solo la catena dell’Aiguille Verte fino alle Droites. Il 29, dopo aver ripetuto la classica Traversata delle Aiguilles du Diable, ha toccato la vetta del Monte Bianco, quindi è sceso al Dôme du Goûter e fino all’Aiguille de Bionassay. A quel punto i suoi compagi del giorno, Mathéo Jacquemoud e Noa Barrau, sono scesi. «Ho continuato da solo, sono tornato sulla cima del Monte Bianco una seconda volta sulla via del ritorno, poi sono sceso sulla cresta del Brouillard (Monte Bianco di Courmayeur, Picco Luigi Amedeo, Mont Brouillard e Punta Baretti) con uno spettacolare tramonto sullo sfondo, un momento che ricorderò per sempre» racconta Kilian sui social. «Ci ho messo circa 20 ore in totale. Mi sono fermato al bivacco Eccles per circa 4 ore, aspettando condizioni migliori, prima di scalare alcuni tratti tecnici al Grand Pilier d’Angle e all’Aiguille Blanche de Peuterey. Una giornata davvero importante da ricordare, con 16 nuove cime da 4000 metri, quasi 41 chilometri con 5000 metri di salita, in 29 ore e 25 minuti (senza contare le 4 ore di sonno a Eccles)». Impressionante!

Il 30 agosto Kilian, con alcuni compagni, si è spostato in Italia per visitare anche il Gran Paradiso. Infine, dopo una lunga pedalata, ha raggiunto gli Écrins dove, accompagnato da Mathéo Jacquemoud e Benjamin Védrines, ha scalato il Dôme e la Barre.

«19 giorni dopo aver iniziato sul Piz Bernina, il mio sogno di scalare tutte le 82 vette da 4000 metri delle Alpi usando solo la forza umana per collegarle tra loro si è avverato sul Dôme e sul Barre des Écrins, i più occidentali di tutti i Quattromila», racconta Kilian.

«Questa è stata, senza dubbio, la cosa più impegnativa che abbia mai fatto nella mia vita, mentalmente, fisicamente e tecnicamente, ma forse anche la più bella. È difficile elaborare tutte le mie emozioni in questo momento, ma questo è un viaggio che non dimenticherò mai. Voglio ringraziare ancora una volta tutte le persone che mi hanno supportato o hanno scalato con me durante questo progetto. Ora è tempo di riposare un po’!». Per i “comuni mortali”, però, è difficile credere che anche Kilian Jornet abbia bisogno di riposo…

 

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Foto di Marek Piwnicki su Unsplash

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