ANETO, POSETS E PERDIDO IN 43 ORE - Up-Climbing

ANETO, POSETS E PERDIDO IN 43 ORE

L’alpinista Jonatan García completa in solitaria e autosufficienza il concatenamento di Aneto, Posets e Monte Perdido: 315 km e oltre 12.700 metri di dislivello in meno di 43 ore.

Jonatan in solitaria, fonte: Jonatan Garcia

Nuova straordinaria prova di resistenza sui Pirenei firmata da Jonatan García, l’alpinista che tra 11 e 12 giugno ha completato in completa autosufficienza un concatenamento eccezionale partendo direttamente dalla porta di casa, a Benasque. Muovendosi esclusivamente a piedi, in bicicletta e arrampicando, García ha unito le tre vette più alte della catena montuosa coprendo una distanza di 315,6 chilometri e superando un dislivello positivo di 12.723 metri in un tempo complessivo di 42 ore e 47 minuti.

L’avventura è scattata alle ore 4:00 del mattino di giovedì 11 giugno da Benasque. Lo stesso alpinista ha poi spiegato la scelta della finestra temporale: «Ho guardato le previsioni meteo, che alla fine è il fattore più importante, e ho visto che c’erano condizioni ottime: era il momento di provarci». Dall’uscita di casa, l’atleta ha raggiunto in sella alla sua bicicletta la località di La Besurta per poi dirigersi verso l’Aneto (3.404 m) scegliendo un percorso di stampo prettamente alpino attraverso il colle di Salenques e la rinomata cresta Salenques-Tempestades. Durante la salita ha toccato le cime del Margalida (3.241 m) e del Tempestades (3.290 m), arrivando sul punto più alto dei Pirenei alle ore 10:50, prima di scendere lungo il versante settentrionale per riguadagnare La Besurta e riprendere la bicicletta.

Cima Tempestadas, fonte: Jonatan Garcia

La tappa successiva lo ha visto pedalare fino alla valle di Eriste, dove ha parcheggiato nuovamente le due ruote nei pressi della Espigantosa ed è salito al Pico Pavots (3.121 m) per affrontare integralmente l’aerea ed elegante cresta di Espadas-Posets, un tratto tecnico che unisce diverse cime oltre i tremila metri e che lo ha condotto alla vetta del Posets (3.375 m), la seconda cima della catena, raggiunta alle 19:33. Ridisceso a valle, García è rientrato brevemente nella sua abitazione a Benasque per fare scorta di cibo e liquidi in vista della sezione più impegnativa del progetto, quella diretta al Monte Perdido (3.355 m). Per quest’ultimo obiettivo ha pedalato fino alla Pradera de Pineta, punto in cui ha abbandonato la bicicletta per risalire il versante nord della montagna passando dal Balcón de Pineta e seguendo la via normale estiva della parete nord, fino a toccare la cima alle 11:53 del mattino di venerdì. Ripercorso il medesimo itinerario in discesa, è salito per l’ultima volta in sella. «Verso la fine, il lungo rientro a Benasque in bicicletta è stata la parte più lunga e dura, dopo tutte quelle ore accumulate sulle gambe», ha confidato García. L’impresa si è conclusa definitivamente alle 22:43 della sera, proprio davanti alla sua porta di casa.

Tempi e dettagli tecnici dell’itinerario, fonte: Jonatan Garcia

La performance si distingue in modo particolare per lo stile rigoroso scelto dall’alpinista, il quale ha affrontato l’intero percorso in totale isolamento, senza alcun supporto logistico esterno e senza concedersi pause per dormire durante le quasi 43 ore di sforzo continuativo. Una scelta metodica che risponde a una ricerca interiore ben precisa, come racconta lo stesso García analizzando a mente fredda l’ingranaggio psicologico dell’impresa: «È stata una giornata molto interessante, in cui l’obiettivo principale era continuare a esplorare e a scoprire, ma soprattutto a livello personale, molto più che a livello di territorio. Volevo vedere fino a dove possiamo spingerci, esplorare il mio limite di essere umano, volevo provare ad avanzare e a scoprire me stesso. Certo, alcune zone erano nuove per me, ma la vera sfida era qualcosa di intimo: capire dove il corpo e la mente possono arrivare, continuare a migliorarsi e, soprattutto, mantenere la mente aperta a nuovi progetti e a nuove sfide».

Questo genere di concatenamenti no-stop non è una novità per García, che nel suo palmarès vanta già la salita dei 51 tremila del massiccio Maladeta-Aneto in 34 ore, il concatenamento delle creste di Salenques, Llosas e Alba in 20 ore, le quattro creste del massiccio Aneto-Maladeta in 22 ore, la connessione estiva delle cime di Posets, Perdiguero e Aneto, e la stessa unione tra Aneto, Maladeta, Perdiguero e Posets realizzata in condizioni invernali.

Alessandra Prato

 

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