BENJAMIN VÉDRINES IN SOLITARIA SULLA OVEST DEL DRU - Up-Climbing

BENJAMIN VÉDRINES IN SOLITARIA SULLA OVEST DEL DRU

L’alpinista francese ripete la via BASE (1000 m, M8+, 7a)

Tra il 16 e il 21 febbraio Benjamin Védrines ha ripetuto in solitaria la via BASE sulla parete ovest del Dru.

BASE è stata aperta nel 2021 da Léo Billon, Seb Ratel, Jordi Noguere e Thomas Auvaro del GMHM (Groupe Militaire de Haute Montagne) di Chamonix. Si tratta di un itinerario di misto moderno, che oppone difficoltà fino a M8+, oltre ad alcuni tiri su pura roccia (7a).

La prima ripetizione in libera di BASE è stata realizzata tra la fine del 2024 e l’inizio di quest’anno da Virgile Devin, Esteban Daligaut e Robin Valet.

Benjamin Védrines sognava da tempo di confrontarsi con la minacciosa ovest del Dru: «Era davvero un progetto che mi stava a cuore da quando letto i racconti delle scalate invernali in solitaria dei miei mentori, Christophe Moulin e Arnaud Guillaume, nel massiccio degli Écrins. All’epoca lo trovavo folle, allo stesso tempo spaventoso e attraente!».

Un progetto impegnativo anche per un alpinista come Védrines che, prima di sentirsi pronto a partire, ha dovuto fare i conti anche con i suoi dubbi e le sue paure: «Ci pensavo ogni giorno e in un certo senso era diventato un “peso”».

Finalmente, dopo mesi di preparazione specifica, Védrines si è sentito pronto per affrontare l’avventura. Domenica 16 febbraio l’atleta ha attrezzato il primo tiro, mentre il giorno successivo ha dato inizio all’ascensione in parete. L’atleta ha dovuto fare i conti non solo con la difficoltà pura della via, ma anche con la famigerata instabilità della ovest del Dru. Alcuni tiri sono veramente “marci” e la frana importante più recente datava solo 21 gennaio. Inoltre, nella parte superiore dell’itinerario, dove si scala interamente su roccia, un poco di neve fresca imprevista ha impedito a Védrines di utilizzare le scarpette, complicando ulteriormente l’impresa.

Il 21 febbraio, dopo quattro bivacchi, ha raggiunto la “Vierge”, la Madonna di vetta.

«Penso di aver trovato ciò che cercavo: freddo, difficoltà a scalare in libera, maltempo. Cinque giorni in cui la mia passione ha vibrato tanto quanto la roccia. Perché sì, il granito non è migliore che negli Écrins».

In copertina: Foto di Randy Yip su Unsplash

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