CRISTINA CASTAGNA CENTER - Up-Climbing

CRISTINA CASTAGNA CENTER

A breve l’inaugurazione della struttura per l’ospitalità turistica e i corsi di alpinismo

Il Cristina Castagna Center sarà inaugurato il prossimo 10 agosto a Ghotolti Ishkoman nel Gilgit-Baltistan (distretto di Ghizer, Pakistan).

La struttura, dedicata all’ospitalità turistica e ai corsi di formazione sulle tecniche di arrampicata e alpinismo, è stata realizzata da Montagna e Solidarietà APS con il contributo del Club Alpino Italiano, con l’obiettivo di generare un impatto socio-economico per le popolazioni locali e promuovere il loro avvicinamento alle attività professionali legate all’alpinismo (ne abbiamo parlato in questo articolo all’epoca della sua costruzione).

L’inaugurazione del Centro si inserisce nel progetto del CAI K2–70, dedicato alla celebrazione del 70° anniversario della prima salita al K2, il cui evento principale sarà una spedizione femminile italo-pakistana (con Federica Mingolla, Silvia Loreggian, Anna Torretta, Cristina Piolini, Samina Baig, Amina Bano, Nadeema Sahar, Samana Rahim e la dott.ssa Lorenza Pratali). Le nove alpiniste partiranno per un’avventura destinata a lasciare un’impronta importante nella storia dell’alpinismo italiano, non solo per l’impresa sportiva ma soprattutto per l’esperienza umana, il valore e il lascito che rappresentano il cuore di questo progetto.

Lascito rappresentato proprio dal Cristina Castagna Center: “un’acchiappasogni” amava definirsi Cristina Castagna, la prima donna italiana a toccare la cima del Makalu, 8.473 metri. Una giovane infermiera che, appena possibile, partiva per l’Himalaya inseguendo la sua grande passione per l’alpinismo. Cristina ha scalato lo Shisha Pangma, il Gasherbrum II, il Dhaulagiri, il Makalu e il Broad Peak, dove è scomparsa per una fatale caduta. Il Cristina Castagna Center è dedicato proprio a lei e a tutte le donne che amano la montagna.

Il Centro è concepito per lo sviluppo economico della vallata e offrirà anche servizi per la comunità locale. Saranno organizzati corsi di formazione sulle tecniche alpinistiche rivolti a neofiti, appassionati, esperti, operatori del settore. Il turismo di montagna, sia internazionale che nazionale, è in fase di espansione in Pakistan: una scuola di alpinismo sarà utile a favorire lo sviluppo del turismo stesso, puntando anche a un approccio ecosostenibile. Inoltre – osservando che nell’alpinismo pakistano recente stanno emergendo diverse e bravissime donne scalatrici, come dimostra la spedizione organizzata per i 70 anni – una scuola di alpinismo rappresenta un’interessante fonte di incoraggiamento allo sviluppo sociale della figura femminile in Pakistan.

Il 10 agosto avverrà l’inaugurazione del Centro. Sono stati invitati all’evento circa cinquanta italiani fra turisti, trekkers, alpinisti, associati e referenti delle associazioni nazionali; altrettanti scalatori, appassionati e operatori di montagna pakistani; giornalisti e autorità locali, regionali e nazionali e una folla di persone della vallata. Il Centro è un segno di solidarietà tra Italia e Pakistan, utile anche a rafforzare la relazione internazionale dei due paesi considerando, e ricambiando in certa misura, i meriti, l’onore e la responsabilità per la conquista del K2 da parte della spedizione italiana del 1954.

«Sono felice che si possa contribuire alla conclusione di questo progetto iniziato dall’alpinista Tarcisio Bellò. Un’iniziativa che ci permette di essere fisicamente presenti in un Paese che ha dato tanto in termini di visibilità al Club Alpino Italiano a partire dalla spedizione nel 1954. In Pakistan il CAI non era mai stato presente in maniera stabile. Non vogliamo che questa esperienza sia un caso isolato, ma l’inizio di un percorso di collaborazione, in modo tale che ci siano rapporti sempre più stretti tra la popolazione pakistana e quella italiana» conferma il presidente generale del CAI Antonio Montani.

COM’È NATO IL PROGETTO

«L’idea del Cristina Castagna Center fu proposta nell’agosto 2009, durante l’inaugurazione dell’acquedotto costruito nel villaggio di Ghotolti in valle Ishkoman, da parte di Azraf Aman, il primo pakistano a scalare il K2 nel 1977. Nel 2013 vari capifamiglia di Ghotolti offrirono la terra e, presso il magistrato locale di Chatorkand, furono regolarmente registrate sia la donazione del terreno di Shukrat Baig che l’accordo per la costruzione del Cristina Castagna Center da parte del Comitato Locale insieme alle associazioni italiane come Montagne e Solidarietà e Club Alpino Italiano. In Italia un gruppo di ingegneri, guidati dall’architetto Francesco Baggio, ha elaborato i disegni strutturali e anche lo sviluppo futuro» dichiara Tarcisio Bellò, presidente di Montagne e Solidarietà APS.

Il progetto, coinvolgendo un intero villaggio e anche la vallata spesso in forma volontaria, ha acquisito sempre più importanza e notorietà con il passare del tempo. Così tre ingegneri pakistani Shahbaz Khan, Basharat Jan e Rani Habib, riuniti nel gruppo Project Executin Team PET, si sono resi disponibili a seguire l’opera in forma volontaria. Dal 2018 a oggi sono proseguiti i lavori secondo la disponibilità dei fondi raccolti in Italia tra associati, appassionati di montagna, sezioni CAI, Lions Club e altri gruppi, realizzando: fosse settiche, pilastri, muri perimetrali, architravi, copertura, muri divisori interni e isolamenti. Nei prossimi mesi saranno realizzati infissi, impianti ecc. e completato il muro perimetrale e gli esterni con il contributo della sede centrale CAI.

«Il Cristina Castagna Center è stato realizzato nel segno di una fraterna collaborazione fra persone appassionate di montagna di due paesi, Pakistan e Italia, non così lontani, non così diversi. Quest’anno ricorrono i 70 anni dalla storica conquista del K2, nota sia tra le vallate del Pakistan che nel mondo come “la montagna degli italiani”. Nell’occasione della celebrazione della storica impresa alpinistica italiana sarà quindi possibile promuovere questa e altre iniziative di gratitudine verso questo grande paese asiatico. Un piccolo grande intervento solidale internazionale, particolarmente interessante per il fatto che si realizza grazie a una straordinaria cordata tra alpinisti italiani e popolazione locale di montagna. Come scrisse il grande poeta pakistano Muhammad Iqbal potrebbe essere “una piccola ma importante goccia” con la prospettiva per i giovani pakistani di un futuro migliore nel proprio paese» conclude Bellò.

In copertina: i lavori ancora in corso. Foto Tarcisio Bellò.

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