IL SOGNATORE, 280 m, TD+, M7 - Up-Climbing

IL SOGNATORE, 280 m, TD+, M7

Nuova via sulla parete nord-est del Peschio Pedone (Sirente)

Luca Gasparini e Gianluigi Ranieri, alla fine di novembre dell’anno scorso, hanno tracciato una nuova via di misto nell’area del Monte Sirente: Il Sognatore.

La nuova via esce in vetta al Peschio Pedone, un’elevazione della lunga cresta che si origina dal Monte Sirente e si estende verso sud-est. Non nominato su gran parte delle mappe, si affaccia sulla conca della Neviera con alcune pareti rocciose. Immediatamente a nord-ovest di tale struttura si trova l’Altare della Neviera, dove lo stesso Gasparini, con Cristiano Iurisci, ha tracciato un’altra via invernale: Aram Ducis (2021).

Per affrontare Il Sognatore è raccomandabile attendere condizioni di freddo stabile, che garantiscano buona qualità della neve e della roccia. L’uscita in cresta, elegante e panoramica, completa l’itinerario.

Sirente-Velino, Appennino (Abruzzo)
Peschio Pedone 2218 m, versante nord-est
Il Sognatore
Luca Gasparini, Gianluigi Ranieri, 30 novembre 25
280 m, TD+ III, 4, M7 (M6 obbl.)

Materiale: classico da ghiaccio e misto, due viti corte, serie friend medio-piccoli (utili i micro BD), alcuni chiodi da roccia. La via è solo parzialmente attrezzata (chiodi).

Accesso: Prati del Sirente (Secinaro, AQ). Dallo Chalet del Sirente, situato lungo la strada che collega l’Altopiano delle Rocche a Secinaro, prendere l’evidente sterrata alle spalle dello chalet in direzione sud-ovest. Dopo 150 m piegare a sx, ancora su sterrata, per circa 250 m. Prestare attenzione al bivio, segnalato da un paletto a dx con due grossi omini in pietra, e seguire il sentiero con segnali bianco-rossi, che sale sulla linea di massima pendenza. Intorno a q. 1350 una sterrata incrocia il sentiero, proseguire oltre sulla linea di massima pendenza. Dopo circa 50 minuti si arriva a una prima radura con bella vista sulle pareti, poco oltre una seconda radura (q.1600 m). Abbandonare il sentiero principale, che attraversa la radura, e salire frontalmente. Per traccia addentrarsi nel bosco e, tendendo sempre un po’ in diagonale a sx, salire tra gli alberi, con passaggio a volte disagevole per la presenza di rami spezzati e piegati dalle valanghe. In breve si esce definitivamente dal bosco in vista dell’ampia conca della Neviera, sovrastata dalle pareti rocciose (q. 1720 m). La via si svolge sulla parete che precede la conca sulla sinistra, a sinistra del Pilastro dell’Indio. L’attacco si trova sul lato destro del marcato spigolo percorso dalla via Variante Iurisci-Di Tullio al 3° Pilastro.

Relazione:

L1: salire verticalmente per 15 m, piegare più facilmente a sx e sostare (1ch). M4+, 35 m;

L2: traversare 8 m a dx e affrontare la fessura leggermente strapiombate a sx del grande blocco che chiude la linea di salita. Proseguire tenendo la dx e sostare presso una cavità. M5+, 25 m;

L3: alzarsi di un metro e traversare 5m a sx (esposto). Salire su placca con passaggio delicato, poi proseguire più facilmente, tenendo la dx, fino a una grotta dove si sosta (1 cordino). M5, 25 m;

L4: scalare la fessura-diedro con i piedi su placca, sfruttando il lato dx per le mani e agganci, molto friabile. Superare una selletta e sostare due metri più in basso. M5+, 25 m;

L5: dalla sosta risalire frontalmente una breve parete, poi puntare a sx, verso il lato orientale dello sperone. M3, 60 m;

L6: spostarsi sulla parte sx dello sperone, prima con un leggero traverso, poi salendo su scomodo risalto. Tenere la sx ed entrare in una cavità segnata da due camini. 65° max, 80 m;

L7: affrontare la frattura di sx, strapiombante e ostruita da un blocco. Risalire per 10 m la fessura verticale con uscita molto fisica (2 ch). Traversare a sx non appena usciti dal camino, raggiungere il filo di cresta e sostare. M7, 35 m.

Discesa: continuare a salire lungo la cresta su facile terreno misto. Raggiungere e superare un breve tratto sottile ed esposto, con cornici. Risalire il canale successivo per 120 m, tornare sulla cresta e seguirla fino al suo punto più alto. Scendere brevemente sul filo verso il Sirente (ovest), passando a tratti sulla sx della cresta (cornici), fino a una sella evidente. Piegare a destra e scendere in un largo canale che riconduce alla Neviera e alle tracce dell’avvicinamento.

Informazioni fornite da Luca Gasparini. Tutte le immagini: coll. Gasparini-Ranieri

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
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