06 Ago KOLIBRI, VIII/A2, 1030 m
Nuova via sulla parete est dello Jirishanca
Dani Arnold, Alexander Huber e Simon Gietl hanno aperto Kolibri, una nuova via sulla parete est dello Jirishanca (Perù).
Dopo due giorni e due bivacchi in parete Arnold, Huber e Gietl hanno raggiunto la cima orientale (GPS: 6028 m) alle 9:15 del mattino del 15 luglio. A causa delle pessime condizioni della neve e degli elevati pericoli oggettivi, i tre hanno deciso di non tentare la vetta principale, evitando di correre rischi eccessivi.
Kolibri si snoda tra la via francese e quella italiana. L’itinerario si caratterizza nella sua parte inferiore per numerosi passaggi su placche, tratti strapiombanti e passaggi difficili da proteggere. Occorre superare tiri tecnicamente impegnativi con runout, tratti obbligatori in libera fino all’8° grado e alcuni passaggi in artificiale (A2).
La roccia in parete è ottima: solida, ruvida e aderente. La sezione centrale della nuova via segue prima la suggestiva rampa di ghiaccio della via italiana, poi, nella parte superiore della parete, corre lungo una linea di fessure e diedri fino alla ripida cresta est, percorsa durante la prima salita della montagna (Egger/Jungmair, 1957).
Kolibri è una via alpinistica impegnativa che richiede elevati standard tecnici ed esperienza. La via è caratterizzata da linee chiare ed eleganti, roccia eccellente e varietà di passaggi e di terreno: si passa da una sezione inferiore tecnica e difficile, a un’arrampicata classica in fessura nella parte superiore, fino all’uscita su neve e ghiaccio. La protezione è estremamente impegnativa in alcuni punti. Le soste sono state attrezzate con spit da 8 mm; lungo i tiri sono state utilizzate solo protezioni mobili, fatta eccezione per uno spit intermedio.
Le condizioni meteo per l’apertura di Kolibri si sono rivelate pressoché ideali: non troppo fredde per affrontare passaggi d’arrampicata impegnativa in alta quota ma, allo stesso tempo, non troppo calde: il rischio di caduta di roccia e ghiaccio è rimasto basso. La parete era asciutta e stabile e ha concesso ai tre alpinisti una salita rapida e sicura.
Gli apritori commentano:
“Abbiamo trovato una linea bellissima e logica sulla roccia migliore. Le condizioni della parete erano ideali, il lavoro di squadra ottimo: semplicemente una combinazione perfetta. Per noi, questa linea è una delle prime salite più belle, un dono di Madre Natura!“.
Immagini: coll. Arnold, Huber, Gietl

