MAKALU: ALPINISTA DENUNCIA GUIDA E AGENZIA - Up-Climbing

MAKALU: ALPINISTA DENUNCIA GUIDA E AGENZIA

Un drammatico caso di sopravvivenza sul Makalu finisce davanti alla giustizia nepalese, aprendo un precedente storico per la responsabilità legale delle agenzie di spedizione commerciali sugli ottomila.

Konstantin Smirnov allo specchio con le dita congelate

Il Makalu si sposta dalle pagine di cronaca alpinistica a quelle dei tribunali: l’alpinista russo Konstantin Smirnov ha infatti intentato una causa legale civile e penale in Nepal contro la sua guida, Bhajuram Gurung, e l’agenzia Makalu Adventure, accusandoli di averlo abbandonato a quasi 8.000 metri di quota durante la discesa dalla vetta lo scorso 9 maggio. Secondo la ricostruzione di Smirnov, dopo aver raggiunto la cima dell’ottomila nepalese, la stanchezza estrema a quota 7.900 metri lo avrebbe bloccato; a quel punto, la sua guida lo avrebbe lasciato solo e senza ossigeno per scendere al campo superiore, costringendolo a passare una drammatica notte all’addiaccio in preda a un probabile edema cerebrale. Sopravvissuto, l’alpinista ha attivato l’SOS del suo dispositivo Garmin InReach la mattina successiva, venendo poi raggiunto dallo sherpa Renjin con ossigeno e medicinali, per essere infine evacuato in elicottero dal Campo 2; i gravi congelamenti riportati hanno però reso inevitabile l’amputazione di tutte e cinque le dita della mano sinistra. L’agenzia Makalu Adventure, guidata da Mohan Lamsal, respinge categoricamente ogni accusa, sostenendo che la guida abbia allertato subito i soccorsi una volta giunta al campo e che le operazioni di recupero immediate siano state impedite dal maltempo e da una valanga, precisando inoltre che il cliente avrebbe iniziato la discesa autonomamente prima di incontrare il secondo sherpa. Al di là delle rispettive versioni, la vicenda assume una portata enorme per l’himalayismo commerciale: sebbene ogni primavera centinaia di clienti scalino i colossi nepalesi accompagnati da guide e sherpa, i confini della responsabilità legale in situazioni d’emergenza rimangono ancora una zona grigia e, come sottolineano i legali di Smirnov, questa potrebbe essere la prima volta in cui un tribunale nepalese esamina direttamente e stabilisce i reali obblighi di tutela e sicurezza in montagna che un’agenzia e i suoi professionisti devono garantire a un cliente pagante durante un’ascesa ad alta quota.

Alessandra Prato

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