23 Feb MARCO SAPPA RACCONTA LA LIBERA DI MEGAPHONE
La Valsavarenche si conferma l’epicentro del misto estremo valdostano con la prima libera di Megaphone, linea chiodata nel 2023 da Niccolò Bruni e rimasta a lungo in attesa delle condizioni ideali.

Megaphon, fonte: Marco Sappa
Il progetto, rimasto in sospeso per due stagioni anche a causa delle condizioni meteo, ha visto finalmente la soluzione della sua lunghezza chiave, un secondo tiro estremamente fisico e tecnico. È stato Marco Sappa a firmare la prima libera di L2, risolvendo una sezione caratterizzata da scalata precaria, scarsità di appoggi per i piedi e un impegno atletico costante, seguito subito dopo dalla ripetizione dello stesso Bruni. La via, originariamente concepita su quattro lunghezze, si concentra oggi sui primi due tiri a causa dei cambiamenti climatici che rendono instabile la formazione del ghiaccio nella parte superiore. Per questa sezione di misto dry, gli apritori hanno proposto il grado di M11+, confermando l’alto livello tecnico richiesto dalla sequenza. Questa realizzazione consolida il momento d’oro della Valsavarenche, diventata in questa stagione il fulcro dell’attività di alto livello per il dry-tooling e il misto, grazie alla spinta di alpinisti che continuano a ricercare l’estetica del ghiaccio combinata con le massime difficoltà del moderno alpinismo invernale.
Ecco il racconto di Marco:

Marco e Niccolò dopo la salita, fonte: Marco Sappa
“La salita di Megaphon ha rappresentato il coronamento di una stagione di misto per me molto importante. Quest’inverno sentivo il bisogno di nuovi stimoli e ho deciso di dedicarmi con costanza a questa disciplina. Ho iniziato a scalare fin dall’inizio della stagione insieme a due specialisti: Niccolò Bruni e Francesco Civra Dano (detto ‘Cispa’). Il mio obiettivo principale era Tsunami, una via storica di grado M12 situata in bassa Valsavarenche. Si tratta di una linea con pochissime ripetizioni, rimasta probabilmente ferma per molti anni; io e Francesco siamo stati tra i primi a ripeterla.
Il percorso è proseguito poi nell’area dell’Anfiteatro, che abbiamo trovato in ottime condizioni. Lì, in sole due giornate, sono riuscito a ripetere altre due vie storiche: Jedi Master ed Empire Strike Back. È stata un’esperienza divertente che mi ha permesso di approfondire seriamente il mondo del misto.
Per quanto riguarda Megaphon, si tratta di un tiro lunghissimo di 35 metri, chiodato da Niccolò qualche anno fa. Lo avevamo già approcciato a inizio stagione, ma devo ammettere che allora avevo fatto una fatica enorme. Mi mancava la sensibilità necessaria nell’uso delle piccozze e dei piedi. Tuttavia, grazie alla dedizione di questi mesi, la forma è arrivata: l’altro giorno, dopo aver montato la via, sono riuscito a chiuderla subito al secondo giro.

NIccolò durante la libera, fonte: Marco Sappa

Marco Sappa su “The Empire Strikes Back”, fonte: Marco Sappa
È incredibile come in questa specialità la tecnica sia davvero determinante. La fluidità dei movimenti, il modo di arrampicare, la forza con cui si stringono le piccozze e la precisione dei piedi fanno tutta la differenza del mondo. Grazie ai consigli e al confronto con Niccolò e Francesco sono migliorato tantissimo e, soprattutto, mi sono divertito molto.
Megafon attacca con circa sette o otto metri di ghiaccio verticale piuttosto secco. Si incontra poi un tettino caratterizzato da un passaggio boulder abbastanza duro, per poi proseguire per altri 15 metri su un terreno di dry-tooling relativamente facile. Questo costituisce il primo tiro, con una difficoltà stimata intorno all’M8 o M8+. Senza fermarsi, continuando la scalata, si effettua un traverso verso sinistra dove inizia la parte realmente impegnativa della via. La linea presenta pochissimi appoggi per i piedi e due agganci per le piccozze estremamente precari. Non si tratta dei classici agganci netti tipici del dry-tooling scavato, ma di due punti di tenuta molto instabili che rendono la salita difficile. La lunghezza complessiva è notevole, parliamo di ben 35 metri. A livello personale è stato davvero un bell’inverno. Sono riuscito, come mi capita ormai da qualche anno durante l’estate, a trovare un ottimo equilibrio tra la mia attività di atleta e quella di guida alpina. Può sembrare scontato, ma in realtà non lo è mai: tutte queste giornate rappresentano, in fin dei conti, una bellissima storia di condivisione e di amicizia”
Foto di anteprima: Niccolò sul primo tiro di Megaphone, fonte: Marco Sappa
Alessandra Prato

