MERCI PENTRU EL HIELO, ED-, 600 m - Up-Climbing

MERCI PENTRU EL HIELO, ED-, 600 m

Cosa fanno uno spagnolo, un romeno e un francese… sulla nord-est dei Trois Dents du Pelvoux?

Isra Samper, Ovidiu Mihail Ranja e Olivier Laurendeau hanno aperto Merci pentru el hielo, una linea di ghiaccio e misto in Écrins.

Cosa fanno uno spagnolo (Isra), un romeno (Ovidiu) e un francese (Olivier)… sulla nord-est dei Trois Dents du Pelvoux? Sembra quasi l’inizio di una barzelletta! Ma i tre alpinisti, invece di combinare i classici guai delle storielle da ridere, ha tracciato una linea interessante e sostenuta, a tratti esposta e sicuramente effimera, che è stata già ripetuta con soddisfazione da varie cordate.

Il nome della via significa letteralmente: “Grazie per il ghiaccio” ed è scritto riunendo le tre lingue degli apritori.

Massiccio degli Écrins, Alpi del Delfinato (Francia)
Trois Dents du Pelvoux, 3683 m, parete nord-est
Merci pentru el hielo
Isra Samper, Ovidiu Mihail Ranja, Olivier Laurendeau, 11 novembre 2024
600 m, ED-, fino al 5+ su ghiaccio (AI e WI)

Materiale. Classico da ghiaccio con 8 viti di varie misure, serie di friend (C#0.01 – C#2), ball nuts (oppure raddoppiare C#0.01 – C#0.3), 5-6 chiodi a lama.

Accesso. Da Ailefrode (Hautes-Alpes, F) salire in direzione del Pré de Madame Carle. Se la strada è aperta fino al Pont du Ban, è possibile accedere alla base della parete per il Nevé des Militaires e il canale del Torrent des Violettes. Se invece la strada è chiusa già ad Ailefroide, partire a piedi da questa località passando per le Vires d’Ailefroide e il Névé Pélissier. Entrambe le opzioni d’accesso, esposte e delicate, ripercorrono parti della via di discesa della classica Traversata del Pelvoux.

Tracciato. Foto Florent Pedrini – www.verticalflow.net

Relazione.

L1: superare una successione di ripidi risalti tra neve e roccia, dapprima ben proteggibili, poi meno. 4+/5 su ghiaccio, 2 chiodi, 60 m;

L2: scalare 15 metri ripidi, difficili da proteggere; risalire un pendio di neve fino a una buona sosta su roccia sulla sponda destra orografica. 4/4+ su ghiaccio, 50 m;

L3: pendii innevati interrotti da salti più ripidi, sosta su spuntone. Neve a 50° e 3+ su ghiaccio, 120 m;

L4: scalare la goulotte sulla sinistra orografica, su placage di ghiaccio e neve poco proteggibili. Buona sosta su roccia presso la destra orografica. 4+/5 su ghiaccio, 60 m;

L5: ancora difficile da proteggere. Sosta sulla sinistra orografica presso un piccolo spuntone. 4/4+ su ghiaccio, 50 m;

L6: corto passaggio ripido, poi pendii nevosi. Buona sosta su roccia. Neve a 50° e 3+ su ghiaccio, 100 m;

L7: breve ma ripido risalto su ghiaccio, poi neve ripida. Sosta su roccia sulla sinistra or., sulla verticale del tiro successivo. 4/4+ su ghiaccio, 50 m;

L8: lungo muro su neve. Alcune protezioni discrete su roccia prima della sezione più ripida. Sosta su roccia sulla destra orografica. 4+/5 su neve/ghiaccio, 60 m;

L9: tiro chiave. Ghiaccio molto ripido in una sorta di diedro e piccolo strapiombo. Sosta su roccia presso la sinistra orografica. 5/5+ su ghiaccio, 50 m;

L10: pendii innevati interrotti da salti più ripidi, uscita in vetta. Neve a 50° e 3 su ghiaccio, 200 m.

Discesa. Dalla cima calarsi 60 m sul versante ovest per accedere al Glacier de Violettes. Scendere lungo il ghiacciaio seguendo il classico percorso della Traversata del Pelvoux.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.

 

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