08 Apr MIXED MOCHENTAL, 165 m, M8
Nuova via in Valle dei Mocheni (Trentino-Alto Adige)
Emanuele Andreozzi e Ruggero Samaden hanno aperto Mixed Mochental, un itinerario misto/dry sul Sasso Rotto, in Valle dei Mocheni (Trentino-Alto Adige).
Ruggero Samaden racconta:
«Nel mese di febbraio 2026 ho proposto all’Ema di fare un giro sopra al Rifugio SAT che gestisco, il Sette Selle, per cercare qualche linea carina da salire con le picche sul porfido del Lagorai. Ero convinto che le bastionate rocciose esposte a nord-est del Sasso Rotto avessero un gran potenziale. La roccia del Sasso Rotto, che si chiama così mica per niente, è spesso friabile ed erbosa, motivo per cui questa cima è sempre stata trascurata dagli scalatori. Oltre vent’anni fa Fabrizio Dellai e soci avevano provato a salire qualche linea con scarpette e magnesio ma, dopo aver assistito a un grosso crollo spontaneo a pochi passi da dove stavano per iniziare una nuova ascesa, avevano rinunciato. La parete gli era sembrata talmente sconsigliabile che avevano preferito evitare di divulgare i pochi itinerari aperti prima del crollo.
In inverno, però, la roccia viene inglobata dalla morsa del gelo. Ero sicuro che si sarebbe trasformata in un luogo ideale per scalare su misto. Perfino le zolle d’erba, che intasano le fessure e tanto infastidiscono gli scalatori “estivi”, giocano a nostro favore: quando sono ghiacciate, diventano perfette per piantarci le piccozze. Non abbiamo inventato niente di nuovo: l’arrampicata mista scozzese si svolge sovente in luoghi dove d’estate, tra roccia marcia, muschio ed erba, non sarebbe piacevole arrampicare.
La mattina del 13 febbraio, girando avanti e indietro lunga la fascia rocciosa, abbiamo notato così tante linee interessanti che era difficile scegliere quale tentare. Alla fine abbiamo optato per un estetico diedro rosso.
Al primo tiro sono andato avanti io. Iniziava con dei buoni agganci in fessura e generose toppe d’erba ghiacciate. Proseguendo, le difficoltà salivano, concentrandosi principalmente nei ribaltamenti, tutti particolarmente delicati. L’ultimo di questi, in uscita da una splendida fessura aggettante a incastri di lama, lo era più degli altri. Per fortuna ci si proteggeva bene!

Abbiamo affrontato poi l’estetico diedro rosso, chiuso in alto da uno strapiombo. Era il turno dell’Ema, che si lanciò in un bellissimo e impegnativo tiro di difficoltà crescenti e continue, dove si sfruttano appoggi microscopici e precari per i ramponi e zolle d’erba ghiacciate sul fondo del diedro per le picche. Per chiudere in bellezza, lo strapiombo finale imponeva un passaggio molto atletico su una solida fessurina a incastri di lama.
Da lì in poi abbiamo proseguito facilmente su neve con qualche breve salto di roccia fino alla cresta sommitale.
La via l’abbiamo chiamata “Mixed Mochental”: forse è più dry che mixed, però il nome così ci sembrava più “figo”!».
Oltre a questo itinerario, Emanuele Andreozzi e Ruggero Samaden hanno esplorato ulteriori linee sulla stessa parete, dove è possibile scalare anche durante le giornate dal meteo “non perfetto”. Si tratta di monotiri trad di difficoltà tra M5 e M7+, situati poco lontano dal Rifugio Sette Selle. Il periodo ideale per scalare va dalle prime nevicate/gelate autunnali fino a tutto il mese di febbraio, con clima freddo: è importante che le zolle d’erba siano ben gelate. Ruggero Samaden aggiunge:
«Queste linee di salita, insieme alle vie di arrampicata, alla falesia estiva chiodata da Alessio Conz, al Sentiero Giuliani (cresta alpinistica non attrezzata, divertente ma esposta), ai numerosissimi itinerari di scialpinismo e di escursionismo estivo, fanno di questa zona un bellissimo ‘’parco giochi’’, dove si può vivere la montagna a 360 gradi, sia in estate che in inverno, in un contesto tranquillo, senza impianti di risalita o strade trafficate. Noi al Sette Selle siamo sempre aperti nei weekend, in tutte le stagioni, e ogni giorno durante l’estate, quindi il punto d’appoggio c’è!».

Valle dei Mocheni, Catena del Lagorai (Trentino-Alto Adige)
Sasso Rotto 2394 m, versante nord-est
Mixed Mochental
Emanuele Andreozzi, Ruggero Samaden, 13 febbraio 2026
165 m, M8
Materiale: classico da ghiaccio e misto, due mezze corde, doppia serie di friend, una serie di microfriend, serie di nut, serie di hexentric. Cordini per attrezzare/rinforzare le soste di calata. L’itinerario è trad: gli apritori chiedono ai ripetitori di non aggiungere materiale fisso in parete, limitando al massimo anche l’uso dei chiodi da roccia, preferendo le protezioni rimovibili.
Accesso: salire in auto in Valle dei Mocheni fino a Palù del Fersina (TN). Proseguire fino all’ultimo parcheggio (a pagamento) della località Frotten. A piedi salire al Rif. Sette Selle per il sentiero 343 (con gli sci seguire il tracciato 343B), quindi dirigersi alla Forcella d’Ezze (circa 2 h dal parcheggio). Arrivati alla forcella, traversare lungamente verso destra, stando sotto la parete, poi abbassarsi leggermente per portarsi al di sotto dell’evidente diedro rosso.

Relazione:
L1: serie di fessure su roccia rossa, molto estetica ma non sempre solida. M7, sosta da attrezzare. 35 m;
L2: scalare il bellissimo diedro, su zolle d’erba ghiacciate e incastri di lama. L’arrampicata, inizialmente facile, si fa sempre più dura e continua. In alto, oltre lo strapiombo, individuare una fessurina a sinistra e superarla con arrampicata atletica. Al suo termine uscire a destra in cima a u pulpito. M8, sosta da attrezzare. 40 m;
L3 e L4: due tiri su terreno facile conducono alla cresta sommitale. M3 e neve a 60°. Circa 90 m.
Discesa: tre calate su spuntoni di fianco alla linea di salita (vedere foto con tracciato). La prima calata è da attrezzare, sempre su spuntoni, a partire dalla cresta sommitale, per cui non è indicata sulla foto.
Tutte le immagini: coll. Andreozzi-Samaden
Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.

