10 Ago NESA, SPAZZADESCHI E GADOLA SULLE TRANGO TOWERS
Il trio italiano composto da Davide Nesa, Alessandro Gadola e Pietro Spazzadeschi sale la celebre Eternal Flame sulla Nameless Tower e firma il concatenamento Great-Little Trango. Il racconto di una spedizione in Karakorum tra grandi soddisfazioni e imprevisti al campo base.

Meravigliosa Nameless Tower, fonte: D. Nesa

Trango, fonte: D. Nesa
Il 4 luglio Davide Nesa, Alessandro Gadola e Pietro Spazzadeschi sono partiti per il Pakistan con l’idea di scalare il più possibile nella zona delle Torri di Trango, senza troppi calcoli e con circa tre settimane di permanenza al campo base. Per Alessandro e Pietro si trattava della prima spedizione in assoluto e per tutti e tre della prima volta in questo paese. Con loro c’era la voglia di mettersi alla prova su pareti storiche, a partire da Eternal Flame, la via aperta 37 anni fa da Kurt Albert, Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora sulla Nameless Tower.
Come racconta Nesa: “Tanto di cappello per l’istinto dei primi salitori 37 anni fa, con Eternal Flame Kurt Albert, Wolfgang Güllich, Christof Stiegler e Milan Sykora hanno realizzato quella che molti definiscono la migliore e più bella via d’arrampicata al mondo. Noi non abbiamo salito tutte le vie d’arrampicata al mondo ma possiamo confermare quanto dicono e siamo entusiasti di essere riusciti a ripetere questo capolavoro sognato da tempo. Siamo partiti dall’Italia con molti sogni ma anche tanta paura di non essere all’altezza… chi l’avrebbe mai detto che 3 scappati di casa come noi sarebbero davvero riusciti a fare qualcosa del genere “

Bivacco con vista, fonte: D. Nesa

Magnifico granito delle Trango Towers, fonte: D. Nesa
L’occasione si è presentata subito nei primi giorni, quando una finestra di bel tempo li ha spinti a salire sulla Nameless Tower prima ancora di essersi acclimatati: «il 4 luglio sono partito con Alessandro Gadola e Pietro Spazzadeschi per il Pakistan, avevamo circa un mese in tutto di cui tre settimane di campo base effettivo. Per tutti è la prima volta in questo paese e per loro è anche la prima spedizione. non abbiamo un piano ben preciso, semplicemente vogliamo scalare il più possibile nella zona delle torri di Trango. subito la prima settimana arriva una finestra di bel tempo e anche se non siamo per nulla acclimatati riusciamo a salire Eternal Flame alla Nameless Tower».
La settimana seguente il meteo è peggiorato nettamente, bloccandoli al campo base e portando anche momenti molto difficili a causa di un crollo: «trascorriamo invece la settimana successiva chiusi in campo base per maltempo durante il quale scende una grossa frana che distrugge tutto il campo, per noi fortunatamente solo un bello spavento ma i nostri tre amici baschi vicini di tenda vengono feriti di cui uno abbastanza grave. Li aiutiamo come riusciamo fin quando arriva una squadra di portatori per riportarli a valle».
Nonostante le condizioni non ancora perfette, nei giorni seguenti il gruppo è riuscito a cogliere altre opportunità di scalata prima del rientro: «nei giorni successivi, il meteo non è ancora un granché però riusciamo a ripetere una via sul Garda peak 4700m chiamata Karakorum Kush e Piranski Zaliv alle BC slab, via di 800 metri di Silvio Karo. Gli ultimi tre giorni prima dall’arrivo dei portatori torna al bel tempo, saliamo a dormire a 5200 m il giorno successivo, riusciamo a concatenare in giornata Great Trango Tower e Little Trango Tower».

Il Team al completo, fonte: D. Nesa
Foto di anteprima: il trio contento in cima a Eternal Flame. Fonte: D.Nesa
Alessandra Prato

