Cocktail entr'Eve et Salluard, 200 m, M6 - Up-Climbing

Cocktail entr’Eve et Salluard, 200 m, M6

La G.A. Enrico Bonino propone Cocktail entr’Eve et Salluard, una reinterpretazione in chiave misto moderno – dry della storica Salluard in parete ovest dell’Aiguille d’Entrèves.

L’Aiguille d’Entrèves è una delle numerose e frequentatissime cime “minori” che si elevano nei pressi del Colle del Gigante e sono rapidamente raggiungibili dalla stazione della Skyway Monte Bianco. La via Salluard (M. T. e T. Busi, M. e C. Fuselli, Francis e Franco Salluard, 17 agosto 1952), malgrado la comodità d’accesso e discesa, non ha mai avuto un grande successo, forse a causa dell’esposizione ombrosa. La nuova versione dry unisce gran parte di questa e di altre linee seguendo una logica adatta all’arrampicata con gli attrezzi. Una via comoda e breve, adatta alle mezze stagioni, per chi ama “grattar la roccia coi ramponi al freddo” (vedere il blog di Enrico Bonino).

 

Gruppo del Monte Bianco (Valle d’Aosta, IT)
Aiguille d’Entrèves 3600 m – parete ovest
Cocktail entr’Eve et Salluard
E. Bonino, A. Racchelli, I. Sonatore, M. Ghisio, 20 e 22 ottobre 2016
200 m, M6

 

Materiale: due serie di friends fino al n. 3, una serie di C3 o Alien. Consigliabili ramponi monopunta. Qualche chiodo in parete.

Accesso: salire in funivia a Punta Helbronner. Raggiungere e valicare il Col des Flambeaux e scendere verso O, transitando a fianco dell’Aiguille de Toule, fino a un ripiano ai piedi della sua parete N. Piegare a SO per imboccare il vallone glaciale del Col d’Entrèves. La parete ovest dell’Aiguille d’Entrèves si apre sulla sinistra poco prima del colle.

Relazione:

L1: breve tiro di avvicinamento alla parete. Superare la terminale e sormontare un breve risalto roccioso (a volte coperto dalla neve). Sosta su 2 chiodi alla base del muro successivo;
L2: salire lungo un evidente diedro colatoio, ben proteggibile. Quando questo diventa compatto ci sono 3 chiodi a proteggere i passaggi più duri. Ribaltarsi fuori dal muro in una nicchia, proseguire per rampa esposta verso destra fino ad un chiodo. Da qui si vede la sosta su chiodi poco oltre alla base di uno strapiombo. M5+, 45 m;
L3: superare lo strapiombo, entrare nella successiva goulotte e proseguire per questa fino a reperire una sosta a chiodi e spit più a destra. Talvolta l’uscita dallo strapiombo può essere difficilmente proteggibile e causa della neve che intasa la fessura. M5, 40 m;
L4: ignorare una fettuccia verde a monte della sosta posta su un blocco; traversare invece verso sinistra per 5-6 m, risalendo un paio di grossi blocchi, fino a reperire una fessura che solca tutto il muro soprastante. Seguirla fino al suo termine contro un ripido diedro camino. Sostare su friends alla base del camino e ignorare la sosta a spit posta più in alto a destra (sosta di calata), M6, 40 m;
L5: risalire il diedro camino fino a uscire in cresta; sosta a spit sulla destra. M5 30 m.
 

Discesa: 4 doppie lineari a partire dall’ultima sosta fino alla base (vedi foto).

 

Fonte e foto: blog di Enrico Bonino

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