Drytooling alla Tana del Drago - Up-Climbing

Drytooling alla Tana del Drago

Grande settimana quella del 6-12 dicembre alla Tana del Drago, falesia total dry di Soccher (BL).

Matteo Pilon ci racconta un doppio successo: la sua prima salita di Archè D15+, realizzata l’8 dicembre, e il primo raduno che si è tenuto con successo presso la falesia nella giornata di sabato 11 dicembre.

La Tana del Drago è una falesia per il drytooling unica nel suo genere. Arroccate su un colle a monte del mio piccolo paesino pedemontano – Soccher – si trovano una serie di vecchie cave da mole dove, fino a un secolo fa, venivano estratte grandi ruote di pietra per i mulini di tutte le Alpi. Da qualche anno in queste piccole grotte sparse nel bosco sono stati attrezzati numerosi traversi, vari e colorati, da affrontare con piccozze e ramponi. Si va dal facile e didattico fino al Settore del Drago, che ospita lunghe vie di difficoltà elitaria in pieno strapiombo. La maggior parte dei tracciati è poco distante dal suolo sabbioso e permette quindi di allenarsi da soli in totale sicurezza.

Io ho iniziato qui il mio percorso in questo sport. Dai primi tremolanti passi appeso a un paio di piccozze dritte alle ore di allenamento su alta difficoltà, due folli idee mi hanno accompagnato in questi anni. Due progetti che, nella settimana del 6-12 dicembre, per romantica coincidenza hanno ottenuto entrambi un primo grande successo.

Il primo: il sogno di scalare il tetto immenso della struttura più grande, la Grotta del Drago, che mi ha spinto a spendere un’estate scomodamente appeso al marmoreo soffitto per chiodare la mia linea visionaria che ora, partendo dalla buia profondità dell’antro, si fa faticosamente strada verso la luce del giorno su un tetto orizzontale avaro e spaventoso di quasi settanta metri. Dopo mesi di allenamento mirato e sacrifici sono riuscito, l’8 dicembre, a realizzare la prima salita di Archè D15+, la catena che segna la prima metà della via. Venti rinvii di movimenti lunghi e violenti, senza nessuna possibilità di riposo, che la rendono senza ombra di dubbio la via più dura che io abbia salito in corda a oggi.

Anche se la strada per completare l’intero progetto è ancora lunga, è già una grande soddisfazione, che però dopo pochi giorni è stata bissata dal secondo grande successo della settimana: il Raduno di drytooling alla Tana del Drago. Una giornata che sognavo da sempre e che quest’anno è diventata realtà. Con gli amici dello staff – storici frequentatori della Tana – abbiamo lavorato a lungo sulla preparazione di un’esperienza che potesse sia attirare i rari appassionati di questa disciplina sparsi qua e là tra le Alpi, sia incuriosire i neofiti, fornendo a tutti un ambiente controllato dove imparare a muoversi sugli attrezzi e venire a contatto con altri atleti innamorati di questo sport. Per fare ciò sono stati fondamentali i nostri sponsor, che hanno messo a disposizione una montagna di attrezzatura da testare, e la Pro Loco della frazione di Soccher che ha organizzato una serata indimenticabile.

Sabato 11 è stato incredibile ritrovarsi le cave imbiancate da un sacco di neve ma con un bel sole che – quasi a premiarci per il gran lavoro svolto – ha regalato alla giornata un’atmosfera quasi magica. Insieme ai compagni dell’Italian Ice team abbiamo illustrato il “gioco” a premi e distribuito un po’ di gadget. Quindi ragazzi e ragazze, mappa alla mano, sono stati lasciati liberi di testare le loro capacità sui vari traversi e registrare più realizzazioni possibili. Durante la giornata abbiamo inoltre offerto alcune clinics sulla tecnica per principianti e avanzati, piccole competizioni goliardiche come la gara di trazioni e la prova di yaniro, test materiali offerti dai nostri sponsor. Tutto è terminato la sera, intorno al fuoco, tra chiacchiere, premi e vin brulé.

È stata una grande soddisfazione vedere così tanti iscritti a una manifestazione per uno sport ancora un po’ snobbato. Sapere che c’è gente che si è fatta molte ore di macchina per raggiungerci, che ha prenotato appartamenti nella zona per partecipare all’evento ci ha caricati di gioia ma anche di responsabilità. È un presagio ottimistico per il futuro del drytooling in Italia, con una Tana del Drago protagonista tra i luoghi di riferimento per la disciplina. Non possiamo che rimboccarci le maniche e confermare che l’anno prossimo l’evento si ripeterà e cercheremo di fare le cose ancora più in grande. Stiamo già pensando a nuovi settori e nuove sfide per tutti!

 

Matteo Pilon ringrazia di cuore gli sponsor che hanno reso possibile la manifestazione: Scarpa, Blackyak, CAMP, Milton Mountaineering, Mantis-Pro. Grazie allo staff di drytooler appassionati, ai membri del comitato frazionale di Soccher e ovviamente tutti i nostri straordinari atleti.

Condividi: