HYPNOTIC LAIN & FOLIE PERSEVERANTE - Up-Climbing

HYPNOTIC LAIN & FOLIE PERSEVERANTE

Nuove vie all’Envers des Aiguilles – Monte Bianco

Tra il 19 e il 25 febbraio Santiago Padrós, Valérie Dupont e Oliver Gajewski hanno aperto due nuove vie all’Envers des Aiguilles (Monte Bianco): Hypnotic Lain e Folie Persévérante.

I tre hanno approfittato delle ottime condizioni dell’area, eccezionalmente incrostata di ghiaccio, per esplorare due linee evidenti.

La prima, battezzata Hypnotic Lain, coincide parzialmente con i primi tiri di una via estiva (Sparke in the rain, Bode, Camison, 21 luglio 1984) e corre parallela alla recente via Sorterriko Koblak di Alain Andrés e Garo Azkue (6 febbraio 2024).

«Abbiamo salito la linea il 19 e 20 febbraio» racconta Santi Padrós. «Il primo giorno abbiamo attrezzato i primi due tiri, dato che non avevamo ben chiare le condizioni del plaquage iniziale. Per fortuna le condizioni erano ottimali e ci siamo divertiti a scalare questi 100 metri, velocemente e in relativa sicurezza. Incredibile alpine ice attacato alla roccia. Il secondo giorno, dopo aver fatto un po’ i pigri al rifugio a causa di una leggera nevicata, abbiamo salito il resto dell’itinerario, in perfette condizioni di alpine ice di goulotte».

Da sinistra Olivier, Valérie e Santi. Foto Santi Padrós

Santi spiega così il nome dato alla via: «”Ipnosi” indica un cambiamento dello stato di coscienza e un aumento del rilassamento, consentendo una migliore attenzione e concentrazione. “Lain”, in ricordo di Line van den Berg, che con tutta la sua passione, energia e amore per l’alpinismo ci ha lasciato lo scorso anno in mezzo alla natura selvaggia…».

La seconda linea, Folie Persévérante, si svolge sul Capucin du Requin.

«Dopo quasi un metro di neve recente sul massiccio, è difficile credere che si possano ancora effettuare prime salite. L’intuizione mescolata alla nostra passione e follia ci porta a perseguire il nostro obiettivo» commenta Santi.

«Abbiamo salito la linea il 24 e 25 febbraio, poiché sabato non eravamo sicuri di poterla raggiungere a causa della quantità di neve e del rischio valanghe. Ci è voluto un po’ per arrivare ai piedi della via, pero verso le 11:30 abbiamo cominciato a salire il primo tiro. Abbiamo salito un secondo tiro di 70 m prima di decidere di ritirarci al caldo del Refuge du Requin, a causa degli incessanti spindrift che ci sono caduti addosso lasciandoci inzuppati troppo velocemente. Domenica 25, con un tempo un po’ più clemente ma molto freddo, siamo risaliti sulle corde e abbiamo scalato altri due fantastici tiri fino a un colle vicino alla vetta del Capucin du Requin».

Il nome della via: «”Folie”, perché cosa c’è di più bello di una vita folle? “Persévérante”, mantenersi fermo e costante nei propositi, in un atteggiamento o in un’opinione».

Aiguilles du Chamonix, Monte Bianco (Haute-Savoie, FR)
1. Pointe des Nantillons, avancorpi sud-orientali, parete nord-est
Hypnotic Lain
Santiago Padrós, Oliver Gajewski
370 m, ED, AI6

Materiale. Classico da ghiaccio e misto, chiodi, nut, friend (#.1-#3, ripetere da #.3 a #.75), 5-7 viti da ghiaccio medio-corte (anche se servono a poco). Le soste sono state attrezzate in modo minimalista, è opportuno verificarle e rinforzarle.

Accesso. Da Chamonix salire in funivia all’Aiguille du Midi e scendere lungo la Vallée Blanche in direzione del Refuge du Requin. Traversare verso la base del Capucin du Requin utilizzando le pelli di foca, da lì effettuare una piccola discesa verso il rifugio Envers des Aiguilles fino a raggiungere la base della parete nord-est della punta 2999 m. Dalle 2 alle 3 ore a seconda della quantità e della qualità della neve.

Relazione. La partenza si svolge su un effimero plaquage difficile da proteggere. L’itinerario entra poi in una fantastica goulotte, abbastanza sostenuta, con qualche passaggio tecnico e verticale. L’ultimo tiro risale una delicata e verticale lingua di puro ghiaccio. L1: 80°, sosta su chiodo e nut, 45 m; L2: 85°, sosta su chiodo e abalakov, 60 m; L3: AI4, sosta su chiodo da integrare, 55 m; L4: AI5+, sosta su due nut, 60 m; L5: AI5, sosta su cordone in clessidra, 45 m; L6: AI5, sosta su cordone in clessidra, 55 m; L7: AI6, sosta su cordone in clessidra, 50 m.

Discesa. In doppia lungo la via. Tornati alla base si consiglia di dirigersi nuovamente al Refuge du Requin per scendere lungo la Vallée Blanche.

Hypnotic Lain, relazione. Foto Santiago Padrós

2. Capucin du Requin 3047 m, parete nord
Folie Persévérante
Santiago Padrós, Valérie Dupont, Oliver Gajewski
210 m, ED, M8+, AI5+

Materiale. Classico da ghiaccio e misto, chiodi, nut, friend (#.1-#3, ripetere da #.3 a #.75). Gli apritori non hanno utilizzato viti da ghiaccio, valutare se prenderne 2 o 3. Verificare e completare le soste. Attenzione: la via è stata salita con due corde da 70 m, per utilizzare corde di lunghezza inferiore è necessario attrezzare nuove soste.

Accesso. Come sopra fino alla base del Capucin du Requin. 1,5-2 h a seconda della quantità e qualità della neve.

Relazione. A un primo tiro di misto tutto in da proteggere fa seguito una fantastica goulotte non estremamente difficile. L1: M8+, AI5+, sosta su 2 chiodi, 35 m; L2: AI5+, sosta su chiodo e clessidra, 70 m; L3: M6, AI4+, sosta su cordone, 35 m; L4: AI4+, sosta su chiodo e nut, 70 m.

Discesa. In doppia lungo la via. Dalla base della via la discesa si effettua direttamente verso sud fino alla Vallée Blanche. Attenzione, la parte finale che dà accesso al ghiacciaio può essere molto ghiacciata o con neve molto dura, valutare l’uso dei ramponi.

Folie Persévérante, relazione. Foto Santiago Padrós

Santiago Padrós ringrazia gli sponsor TRANGOWORLD, AKU, H-DRY, GRIVEL.

Immagini in copertina: coll. Padrós-Dupont-Gajewski.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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