ITALIAN ICE TEAM - Up-Climbing

ITALIAN ICE TEAM

Storia e prospettive della nuova squadra italiana di arrampicata su ghiaccio

È nata nella stagione 2021/22 la Italian Ice Team, la squadra italiana di arrampicata su ghiaccio.

Dopo un lungo periodo di assenza finalmente, a partire dalle prime prove di Coppa Europa ghiaccio 2022/23, è possibile tifare per gli azzurri. Questi si sono distinti specialmente nella tappa di Brno, con Gabriele “Lele” Bagnoli che ha scalato la classifica fino al settimo posto.

Proprio a Lele chiediamo di raccontarci la storia della Italian Ice Team.

Come e perché è nata l’idea di una squadra italiana di arrampicata su ghiaccio?

L’idea è nata dalla mente di Matteo Pilon, spinto insieme a me a cercare di fare conoscere il Drytooling e l’arrampicata su ghiaccio e coinvolgere più giovani possibili. Quando si è appassionati ovviamente si vogliono condividere esperienze e sensazioni, di conseguenza è venuto spontaneo provare a creare un team che rappresenti l’Italia. Nonostante gli ostacoli che si sono presentati, come la mancanza di strutture adeguate per l’allenamento e la distanza logistica che divide i membri, credo che sia una buona partenza.

Chi sono gli atleti che ne fanno parte e come sono stati selezionati?

Siamo partiti numerosi. Nell’ottobre 2021 abbiamo organizzato un raduno nella struttura di Rabestein (Val Passiria), sede di numerosi mondiali. Abbiamo attrezzato alcune vie su cui gli atleti potevano capire e dimostrare se avrebbero potuto partecipare alle sfide europee e mondiali. Per ora il team è composto da due atleti, oltre a me e al fondatore Matteo Pilon: Giuseppe Rocca e Jacopo Forza.

Manca completamente la componente femminile. Eppure anche in Italia ci sono scalatrici forti su ghiaccio e misto, attive in montagna. Come mai secondo te non prendono parte alle competizioni sportive?

A parte la fortissima Angelika Rainer, vincitrice di due Coppe del Mondo, europei e varie manifestazioni anche oltre oceano, purtroppo le gare non piacciono e non attirano altre scalatrici del gentil sesso. La componente sfida probabilmente non è così sentita in Italia, o comunque si preferisce competere nelle discipline a mani nude, dove palestre e attività agonistica sono molto più attive. Non dimentichiamoci che, non avendo strutture, non è possibile organizzare eventi e di conseguenza diffondere e promuovere adeguatamente l’arrampicata su ghiaccio/dry di tipo sportivo.

Com’è organizzata la Italian Ice Team dal punto di vista degli allenamenti? Avete strutture adatte e allenatori? Vi allenate insieme o ciascuno fa da sé?

Nel 2019, pre-covid, io mi allenavo in una palestra di arrampicata dove mi avevano permesso di attrezzare qualche via di dry, infatti avevamo addirittura ospitato la Nazionale giovanile francese, così da confrontarci e allenarci insieme. All’epoca eravamo solo io e Pilon a crederci. Poi il covid ha distrutto l’inizio di un piccolo sogno facendo chiudere la palestra! Da allora siamo costretti ad allenarci individualmente, ognuno come può, per esempio in palestre casalinghe o in piccole strutture delle città vicine. In ogni caso nessuna delle “palestrine” offre la possibilità di allenarsi con le scarpe ramponate che si usano in gara.

La preparazione, i materiali e soprattutto i viaggi costano cari. La prima tappa di Coppa del Mondo UIAA di arrampicata su ghiaccio, quest’anno, si è svolta in Corea… Anche la Coppa Europa impone trasferte consistenti. Avete trovato qualche sponsor?

Prima del covid avevo uno sponsor, che mi era stato fornito dagli amici romani dell’ASD Drypride, ma che ora ho perso per via della pandemia. Per il momento ci auto-finanziamo, solo Matteo Pilon è riuscito a farsi fare alcuni sconti e agevolazioni sull’abbigliamento da una marca non italiana. Per il resto è tutto a spese nostre. Proprio per questo non sempre riusciamo a partecipare a tutte le gare che sono spesso impegnative dal punto di vista logistico ed economico.

Quali sono le vostre prospettive a breve e a lungo termine?

Avevamo intenzione di ripetere il raduno a Rabenstein, ma la struttura aveva idee differenti e ha previsto l’apertura solo per la parte ghiaccio, perciò non siamo riusciti a organizzare un evento che permettesse una selezione. C’era l’intenzione di partecipare alla terza tappa di Coppa Europa a Glasgow (18 febbraio) ma i costi sono troppo elevati. Abbiamo optato per la coppa open slovena che si terrà il 4 marzo a Domžale. Personalmente dalla settimana scorsa sono riuscito, tramite il CAI di Tortona, vicino a casa, a farmi dare un piccolo spazio con la corda dove tracciare un paio di vie per esercitarmi meglio, ma la disponibilità è solo di due giorni alla settimana perché la struttura è condivisa con altre associazioni sportive.

Sembra ripetitivo e tedioso ma si scrive sempre la stessa frase: lo spazio in Italia è per il calcio… per il resto degli sport chi fa da sé fa per tre.

In ogni caso nonostante tutti gli ostacoli e le sfortune noi ci crediamo e ci proviamo, perché le cose facili non ci piacciono ma soprattutto perché è divertente, ingaggiante ed estremamente affascinante allenarsi e confrontarsi con atleti internazionali. Oltre a fare bene al fisico, fa bene alla mente.

Se qualcuno desidera contattarvi cosa deve fare?

Può cercarci su Instagram al profilo @italian.ice.team e, volendo, provare un allenamento e magari anche le gare, perché no!

MR. Immagini: coll. Italian Ice Team

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