LA DONNA DI PICCHE, 230 m, M7 - Up-Climbing

LA DONNA DI PICCHE, 230 m, M7

Misto moderno sul Monte Baldo

Manuel Leorato presenta un itinerario tracciato con Riccardo Dalla Brea ed Elena Padovani sul Monte Baldo: La Donna di Picche.

L’itinerario, aperto e attrezzato nell’inverno 2022/2023, percorre un estetico e lungo camino dalle pareti molto lavorate, che si apre sulla parete nord della Vetta delle Buse.

Il particolare microclima della zona a balcone sul Lago di Garda favorisce l’incrostazione della neve sulla roccia dopo abbondanti nevicate e la trasformazione della stessa ben prima di altre località. Il freddo salda i massi delle sezioni friabili e la progressione con le picche è facilitata dalle molte fessure da incastro.

I tratti più difficili della via e le soste sono attrezzati a fix. Si trovano anche chiodi e cordoni nelle sezioni meno sostenute. Il tracciato è indipendente da quello delle vicine vie estive (Turri, Molinaroli), a eccezione del traverso nevoso di L4 dove non è stata aggiunta alcuna protezione.

Per una ripetizione si raccomanda di attendere un periodo con buon innevamento ben assestato, perché la parete e i percorsi d’accesso e discesa sono esposti a scariche e valanghe.

Relazione originale

Monte Baldo, Prealpi Bresciane e Gardesane (Veneto)
Vetta delle Buse 2155 m
Versante nord
La Donna di Picche
Riccardo Dalla Brea, Elena Padovani, Manuel Leorato, inverno 2022/2023
230 m, M7, M4 obbl.

Materiale: classico da ghiaccio e misto, 2-3 friend medi, 10 rinvii.

Accesso: da Punta Veleno (Brenzone, VR) per strada asfaltata verso nord per circa 1 km fino al sentiero che si stacca a destra (654) entrando nella Val delle Nogare, in direzione del Rif. Telegrafo. Il sentiero incrocia una strada carrabile, seguirla verso sinistra fino a un guado oltre il quale svoltare su un sentiero verso destra. Al bivio a quota 1820 m seguire per Ferrata delle Taccole (destra) entrando nella Val delle Pré. Puntare all’evidente pilastro dove corrono la Via Turri e la Via Molinaroli, risalendo il ghiaione sul lato destro della valle (faccia a monte). L’attacco si trova a sinistra della Via Turri sotto un evidente camino (1,30 h).

Relazione

L0: dal ghiaione (neve) salire a sinistra per neve e facili roccette fino a una cengia dove si sosta (2 fix+anello+cordone, targhetta con nome). Integrabile con friend se poco innevato;

L1: salire per placche e diedrini aiutandosi con le zolle d’erba gelate fino ad entrare nel camino che caratterizza la via, sosta a destra (2 fix + anello + cordone). M5, 35 m;

L2: proseguire nel largo camino, superare direttamente un primo strapiombo, poi per placche passare sotto un masso incastrato. Risalire ora lo stretto camino verso sinistra aggirando una lama, poi proseguire in una zona friabile fino a un risaltino verticale. Superarlo e sostare su un terrazzino a destra (3 fix + maglia rapida + cordone). M5, 30 m;

L3: risalire facilmente per qualche metro puntando al grosso masso incastrato che ostruisce il camino. Superarlo con atletico passo in strapiombo, tenendosi a destra dove la roccia è migliore (a sinistra roccia pericolosa). Proseguire qualche metro in camino fino alla sosta (2 fix + anello + cordone). M7, 25 m;

L4: risalire la cengia nevosa (sassi instabili) e traversare a sinistra ignorando la sosta della Via Turri. La sosta de La Donna di Picche si trova a sinistra di un evidente diedro-camino sotto un tetto (2 fix + maglia rapida+ cordone). 50°, 30 m;

L5: scalare il diedro-camino fino alla sosta successiva (1 fix + 1 chiodo). M4, 35 m;

L6: uscire dalle difficoltà per pendio nevoso puntando alla cresta della Vetta delle Buse. 50°, 80 m.

Discesa: è possibile calarsi in corda doppia da S5 lungo la via. Da S6 si scende a piedi: puntare al ripetitore, nel circo glaciale delle Buse (sud), lasciarlo a destra e attraversare il canalone della Val Trovai (sud), poi scendere per versante prativo fino al Baito Buse (ovest). Da qui scendere in direzione ovest prima per prati, stando sul margine sinistro della Val Trovai, poi per sentiero nel bosco fino al parcheggio presso Punta Veleno (1,30 h).

Immagini: Manuel Leorato e Riccardo dalla Brea.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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