Matteo Pilon ripete Parallel World - Up-Climbing

Matteo Pilon ripete Parallel World

Matteo Pilon ha ripetuto “Parallel World”, nella grande grotta di Tomorrow’s World (Marmolada).

“Parallel World” è stata scalata per la prima volta da Darek Sokolowski in DTS e da lui gradata D16. Circa un anno dopo la salita di Darek, la via è stata ripetuta flash in stile classico (con yaniro) dal pluripremiato Kwon YoungHye che ha proposto il grado D15+.

Matteo Pilon ha realizzato a sua volta una ripetizione, la seconda (terza salita assoluta), l’1 novembre 2021, utilizzando come Kwon la tecnica yaniro. I dettagli ce li racconta direttamente Matteo.

Spiegaci in sintesi la storia di Parallel World.

“Parallel World” è la linea più dura nella grande grotta di Tomorrow’s World, la mecca del drytooling, un enorme tetto orizzontale dove il compianto Tom Ballard ha creato un “laboratorio” per testare i limiti di questa disciplina. Ogni anno gli atleti più forti arrivano da tutto il mondo per testarsi sulle sue vie. Tra questi Darek Sokolowsky che, dopo aver ripetuto velocemente la via che allora era considerata la più dura al mondo, “A Line Above the Sky” D15, ha voluto aggiungere la sua firma nel calcare del tempio. Darek ha lavorato per qualche anno a una linea ancora più lunga e intensa, “Parallel World”, che poi è riuscito a liberare il 20 dicembre 2018 proponendo il grado di D16 per la prima volta nella storia di questo sport. La via attraversa un tetto orizzontale di quasi 40 metri, i movimenti sono una sessantina, di cui trenta sul tetto, con un totale di 37 rinvii, uno più uno meno.

Raccontaci la tua esperienza sulla via, quanto hai dovuto provarla e come ti è sembrata.

Negli ultimi anni di frequentazione saltuaria di Tomorrow’s World ero già salito qualche volta a provare la prima parte della via (“Invocation”, D14), ma tra una cosa e l’altra queste giornate capitavano sempre fuori stagione e quindi mancava la preparazione. Questo ottobre invece, avendo iniziato presto gli allenamenti per un progetto personale e trovandomi già in ottima forma, ho deciso di sfruttare l’occasione di passare tre giorni lassù per provare l’intera linea. La via è molto lunga, con qualche passaggio veramente duro e mi ci è voluto qualche giro per assimilarla – soprattutto la prima parte – per trovare le prese e la sequenza. Il primo giorno mi è riuscita solamente la salita di “Invocation”. Il secondo ho portato a casa “War Without End” D15, che esce a metà della grotta. Purtroppo il terzo e ultimo giorno, per colpa di qualche errore, sono riuscito a fare solo due tentativi, cadendo all’ultimo movimento.

Per fortuna dieci giorni dopo ho avuto l’occasione di fare un blitz in mattinata, grazie all’amico Max salito apposta per farmi sicura, e questa volta il tiro è riuscito subito e senza errori. È stata una scalata molto divertente, 40 minuti in cui mi sono sentito sempre fresco e in controllo. Alla fine anche l’ultimo lungo movimento, che mi aveva fermato la volta precedente, è venuto fluido al primo colpo. In tutta onestà non posso dire di essere un grande fan della via, che in sé non ha una logica ma cerca piuttosto lunghezza e movimenti estremi, ma devo ammettere che è stato emozionante poter scalare su quella che qualche anno prima era solo un sogno negli occhi di un principiante. E non ho dubbi che si tratti di una milestone per chiunque voglia praticare il drytooling a livello mondiale. Anch’io come Kwon prima di me propongo il grado D15+, che non significa sminuire la difficoltà del tracciato ma semplicemente constatare che per il tanto ambito nuovo grado ancora manca qualcosa.

Perché hai scelto di usare la yaniro? Ci sono anche casi in cui escludi questa tecnica oppure in generale il DTS non ti interessa, non è il tuo stile?

Ah, l’annoso dibattito DTS contro Yaniro. Devo dire che spesso è capitato a me o ad amici di sentirci sotto accusa per l’utilizzo di questa tecnica. Io ho sempre creduto che ognuno dovrebbe essere libero di adottare la tecnica che più lo stimola. L’arrampicata è uno sport personale e le sfide sono personali. Detto questo, il grado è il grado. Se una salita risulta più facile con l’uso della figure 4 o yaniro, quello sarà il discriminante nella scelta del grado, perchè è il sistema più semplice ed efficace per realizzarla. Altrimenti, come dico sempre, sarebbe come se un giorno qualcuno si inventasse che nella ricerca della difficoltà in arrampicata sportiva dovremmo togliere il tallonaggio e rigradare tutto perché questo rende tutto molto più facile e dipende ormai troppo dalla tecnologia dell’attrezzatura, che in questo caso è la scarpetta.

Per quanto anch’io mi diverta a ripetere i tiri anche in DTS, perché spesso i movimenti richiedono più tempo e forza, ho sempre trovato questo stile poco efficiente. È sicuramente più muscolare e spettacolare ma questi non sono mai stati aspetti importanti per me. L’arrampicata significa efficienza e il mio obiettivo è sempre stato quello di cercare la difficoltà assoluta in questo sport. Non sono interessato a mettere paletti arbitrari nella tecnica per complicare l’arrampicata, preferisco impegnarmi nella ricerca di linee che spingano il possibile sempre un po’ più in là. Nelle mie vie cerco di alternare sequenze impossibili senza l’utilizzo della yaniro ad altre in cui essa è impossibile da usare. È la mia visione per il futuro di questo sport, perché credo che un grande drytooler sia colui in grado di padroneggiare ogni tecnica.

E non dobbiamo dimenticare che nelle gare di Coppa del Mondo, che da sempre determinano l’evoluzione di uno sport, la yaniro è non solo consentita, ma fondamentale. La mia speranza è che anno dopo anno assisteremo alla comparsa di giovani talenti sempre più forti e sempre meno interessati a questo dibattito.

Spiegaci bene perché secondo te “Parallel World” è meno che D16.

Ora che conosco bene il tiro non posso che nutrire profondo rispetto per le due straordinarie salite precedenti. Quella di Darek in DTS, una dimostrazione di forza brutale a cui si stenta quasi a credere tanto estremi appaiono alcuni movimenti. E quella flash di Kwon che con la sua estrema leggerezza e una tecnica sublime, ha dimostrato una resistenza sovraumana nel navigare a intuito in questa infinita serie di movimenti. Pur ammirando queste salite non posso far altro che confermare il grado di D15+ perché secondo me il passaggio di grado dev’essere un incremento esponenziale di difficoltà e non può derivare semplicemente da una via un po’ più lunga e qualche movimento più difficile. Sul tetto sono presenti troppe posizioni di riposo ottimale per essere considerata una vera prova di resistenza. Io stesso nel giro buono sono arrivato al lungo movimento finale in ottime condizioni grazie a questi riposi distribuiti tra le varie sequenze. E questa è una caratteristica indipendente dalla tecnica utilizzata (DTS o yaniro).

Al momento quali sono le altre vie con grado proposto D16 al mondo? Hai in programma di tentare di ripeterle per vedere un po’ come sono? Se si, quale ti sembra più temibile e quindi più interessante da provare?

Prima della salita di Sokolowski il numero era stato proposto due volte con due M16, prima da Gordon McArthur con “Storm Giant” (non ancora ripetuta e confermata), poi da Filip Babicz con “Oswiecenie” (ripetuta da Sokolowsky nel maggio scorso, grado proposto D14+, vedere questo link). Entrambe queste vie si trovano purtroppo in luoghi molto remoti, rispettivamente in Canada e in Polonia, e difficilmente riuscirò a fare piani per raggiungerle nell’immediato futuro, anche se non mi dispiacerebbe un giorno avere tempo per provarle. In realtà secondo me la via più dura del mondo potrebbe essere “Ascension” di Kwon, in Cina, per la quale lui propose D15+. Ecco, quella sì che mi affascina e spaventa parecchio e spero un giorno di avere la possibilità e il tempo di provarla. Sarebbe un sogno.

MR. Informazioni e immagini fornite da Matteo Pilon.

Matteo ringrazia Milton Mountaineering e Blackyak.

Nota: il video non è girato durante la chiusura del tiro ma in tentativo successivo nel quale per stanchezza Matteo ha dovuto fare un resting. Il taglio tuttavia non si vede perché è coperto dal fast forwarding.

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