PIOLETS D’OR 2022 - SILVO KARO - Up-Climbing

PIOLETS D’OR 2022 – SILVO KARO

L’alpinista sloveno si guadagna il 14° Premio Walter Bonatti o Piolet d’Or alla Carriera

È Silvo Karo il vincitore del Piolet d’Or alla Carriera per il 2022. L’alpinista sloveno si guadagna la quattordicesima edizione del premio che fu attribuito per la prima volta nel 2009 a Walter Bonatti.

Silvio Karo, immagine di copertina dell’autobiografia “Rock’n’roll on the Wall”.

Silvo Karo, classe 1960, è cresciuto in una fattoria sopra il villaggio rurale di Brdo, a nord-est di Lubiana, e ha iniziato ad arrampicare all’età di 17 anni. Con Janez Jeglič e Franček Knez ha formato la cordata dei “Tre Moschettieri”, attivissima nell’apertura di nuove vie sia in patria che all’estero.

Tra le imprese più celebri della sua carriera alpinistica si ricordano innanzittutto alcune ascensioni in Patagonia: l’apertura di Diedro del Diablo (6a A2 90°) sulla est del Fitz Roy (1983); Directisima del Infierno (7a A4 M6 95°) sulla est del Cerro Torre (1986) cui fa seguito, sulla stessa montagna, la Directisima del Diablo sulla parete sud (1987); Psycho Vertical (6c A3 90°) sulla Torre Egger (1986).

Le parole del grande alpinista patagonico Rolando Garibotti, citate sul sito dei Piolets d’Or, sono particolarmente significative:

«Quando l’ho conosciuto, Silvo era nel fiore degli anni – 70 kg di motivazione e risolutezza, poche parole e tanta azione. Negli anni successivi siamo riusciti a fare cordata in un buon numero di occasioni, in Yosemite, in Patagonia e altrove. Arrampicare con lui era quasi barare. Condensate in un solo uomo c’erano tutte le abilità di cui si può avere bisogno in montagna, da un asso dell’arrampicata per tirare la lunghezza più difficile, a un esercito di portatori per carichi pesanti, a un’intera squadra di soccorso in caso di incidente. Aveva l’energia di un treno e c’era qualcosa di decisamente rassicurante nel modo in cui batteva i chiodi: la roccia chiedeva perdono. Indipendentemente dalle condizioni, di fronte a un obiettivo a cui teneva, la sua determinazione era incrollabile. Un uomo onesto, senza fronzoli, per il quale ho sempre avuto un enorme rispetto. Alcune delle sue salite sono leggendarie e hanno ispirato scalatori di tutto il mondo. Ha lasciato un segno indelebile in questo sport».

Fino a oggi Silvo ha scalato oltre 2000 vie e tracciato più di 300 nuove linee sulle montagne di tutto il mondo. Ha lasciato il segno anche in Himalaya, nel 1990, con l’apertura di una nuova via sulla ovest del Bhagirathi III.

Karo si è dedicato anche all’alpinismo veloce, realizzando notevoli performances, alcune delle quali da record, sulle montagne di casa e all’estero. Da segnalare tra queste, nel 2006, la prima ascensione in giornata della mitica Eternal Flame sulla Nameless Tower di Trango.

Per approfondire: Silvo Karo, Rock’n’roll on the wall, Versante Sud, Milano 2020.

Immagine da Rock’n’roll on the wall. A sinistra i “Tre moschettieri”.

 

MR, fonte Piolets d’Or

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