THE ALIEN FACE, 7a, M3, 60°, 1000 m - Up-Climbing

THE ALIEN FACE, 7a, M3, 60°, 1000 m

I dettagli della nuova via di Della Bordella, Schüpbach e Welfringer sul Baintha Kabata

Matteo della Bordella racconta i dettagli di “The Alien Face” (7a max), la nuova via tracciata insieme a Silvan Schüpbach e Symon Welfringer lungo la parete sud del Baintha Kabata (6250 m), in Karakorum.

L’apertura di “The Alien Face” è stata una piacevole sorpresa a conclusione di una spedizione altrimenti sfortunata, perché ostacolata dal maltempo.

Della Bordella, Schüpbach e Welfringer si trovavano in Karakorum con l’obiettivo di tentare la prima ascensione del pilastro est dell’Ogre. Faceva parte della spedizione, sostenuta dal Club Alpino Italiano, anche François Cazzanelli.

Dopo aver atteso invano le condizioni favorevoli all’ascensione, Cazzanelli è dovuto rientrare in Italia e i tre rimasti sono riusciti ad approfittare di una breve tregua del maltempo per esplorare la parete sud del Baintha Kabata.

“Abbiamo sfruttato gli unici due giorni di semi bel tempo, dopo oltre un mese di lunga ed estenuante attesa” commenta Matteo Della Bordella. “Due giornate fantastiche, che ci hanno permesso di rientrare in Italia con il sorriso sulle labbra e una via tecnica e verticale.

Il Baintha Kabata 

Baintha Kabata in Urdu significa “figlio dell’Ogre” ed è il nome che attribuito alla montagna dai suoi primi salitori, Colin Haley Maxime Turgeon, nel 2008. I due alpinisti, proprio come la spedizione Della Bordella-Cazzanelli-Schüpbach-Welfringer, erano partiti alla volta del Pakistan sul finire di agosto con l’obiettivo di tentare l’Ogre, salendo lungo l’allora inviolato pilastro sud-est. Anche Haley e Turgeon hanno atteso a lungo una buona finestra meteo che non è mai arrivata. Adeguandosi alle condizioni, si sono infine concentrati su questa aguzza montagna situata alla testata del ghiacciaio Choktoi.

The Alien Face

La cordata Della Bordella-Schüpbach-Welfringer ha attaccato a sinistra rispetto alla via di Haley e Turgeon, portando a termine la salita in soli due giorni e coprendo uno sviluppo di circa mille metri“La parete si è subito rilevata difficile, ma la scalata è stata eccezionale” spiega Matteo. “Una roccia stupenda che ci ha rapidamente portati fino a 6000 metri, dove abbiamo bivaccato intagliando una piazzola in un nevaio”. Da qui sono poi ripartiti all’alba, completamento la scalata. “La seconda giornata è anche stata la più impegnativa, prima con una bella arrampicata in fessura e poi con un tiro di 7a, il più duro, che ci ha portati in vetta”.

Nel tratto centrale, ma al momento non è ancora stato possibile verificarlo, la via ricalca per circa 150 metri l’itinerario dei primi salitori.

“Una via nata dal nostro desiderio di montagna, dalla voglia di tornare all’azione dopo tutta quell’attesa chiusi nelle tende ad ascoltare il suono dell’acqua o della neve ticchettare sul telo” conclude Matteo. “Abbiamo vissuto un ambiente severo, dove le dimensioni sono difficilmente paragonabili. Di sicuro vorrei tornare a mettere mano sulla roccia dell’Ogre, ma non sarà certamente la mia prossima spedizione”.

I dettagli della nuova via. Foto Coll. Della Bordella

In copertina: i tre alpinisti in cima al Baintha Kabata, foto  Della Bordella.

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