11 Dic Vajo del Segno
Il 7 dicembre Michele Baggio e Antonio De Marchi hanno completato l’apertura di un nuovo itinerario in Piccole Dolomiti: il “Vajo del Segno”.
«Le difficoltà e la bellezza sono concentrate nel primo e secondo tiro, passaggi delicati e protezioni lunghe, una via come ci piaceva e come ce la immaginavamo!» Racconta Michele Baggio. «Con Gino Dal Cero due anni fa salivamo i primi quattro tiri ma, immersi nella nebbia e non vedendo dove continuare, eravamo scesi in doppia».
La via è dedicata a Massimo Rock Vanin, il compagno con il quale Michele Baggio condivideva l’idea di salire questa nuova linea, caduto in montagna il 23 settembre 2017.
Materiale: classico da ghiaccio e misto, serie completa di friend, chiodi e martello, fittoni da neve, kevlar aperti.
Accesso: salire in auto o a piedi, in funzione dell’innevamento, al Rifugio Campogrosso (Recoaro Terme, VI). Continuare quindi come per il classico “Vajo dei Colori”. Salire lungo quest’ultimo e, circa 50 m dopo la diramazione del “Vajo Bianco” e prima della sezione ripida del “Vajo dei Colori” attrezzata con un cavo, individuare sulla destra (sponda sinistra orografica del canalone) una profonda fessura diagonale da destra a sinistra.
Relazione:
L1: tiro chiave. Seguire la fessura con passaggi delicati, proteggibilità discreta su friends o chiodi. Sosta in una nicchia sulla destra, sotto a un camino, 2 ch. con cordino da calata (portare kevlar aperti per i chiodi). M4+, 3 ch. di passaggio con cordino, 25 m;
L2: spostarsi due metri a sinistra lungo una rampa con neve ghiacciata (delicato e improteggibile, chiodo dopo qualche metro). Salire lungo un canale che diventa camino molto stretto (chiodo alla base). Continuare nel canale a 70° fino a un masso incastrato superabile all’esterno con agganci su neve ghiacciata sopra al masso stesso. Seguire ancora il canale fino a una biforcazione su roccia, sosta a destra da attrezzare. M4, neve/ghiaccio a 70°, 2 ch. di passaggio, 50 m;
L3: superare una paretina verticale con passi su misto, proteggibile con friends su roccia a destra. Continuare su pendio di neve, prima verso sinistra, poi dritti. Sosta da attrezzare su mugo o fittoni. Passaggi di misto e neve a 75°-60°, 50 m;
L4: salire dritti su neve a 60°, sosta da attrezzare su mugo o fittoni sotto una fascia rocciosa. 30 m;
L5: superare le rocce andando prima qualche metro a destra, poi dritti fino a quando il pendio diviene cresta e conduce a un larice solitario. Sosta da attrezzare alla base di alcune rocce su mugo o fittoni. Un passo di M2 e neve a 60°, 80 m ca.;
L6: da qui in poi seguire la via “È qui il Ben Nevis”. Spostarsi 10 m a sinistra della sosta e risalire un largo canale verso sinistra fino a quando diviene più ripido. Sosta su roccia.
L7: seguire un bel canalino ripido fino a quando la pendenza diminuisce ed è possibile attrezzare una sosta su roccia. Neve/ghiaccio 80°, 40 m.
Da qui proseguire più facilmente (neve a 40°-50°). Passando tra due enormi massi caratteristici, raggiungere e superare l’ultimo muretto di neve (uscita del “Vajo Nascosto”). 100 m.
Discesa: a piedi come per il “Vajo Nascosto”.
Informazioni e immagini fornite da Michele Baggio.

