16 Mar NOSTALGIE ALPINE, M8, A0, 325 m
Nuova via in Svizzera per Fay Manners, Max Kilcoyne, Marco Malcangi
Fay Manners, Marco Malcangi e Max Kilcoyne hanno tracciato Nostalgie Alpine, una nuova via sulla parete del Roc Noir, sopra il villaggio svizzero di Arolla.
Ai due lati del Roc Noir esistevano già due vie di difficoltà moderata, mentre la parte centrale della parete era rimasta inviolata. Dopo l’apertura di Elles Aussi a Les Diablerets, con Melanie Grünwald, Fay Manners desiderava tentare una nuova prima salita in Svizzera. Così, in compagnia di Marco Malcangi e Max Kilcoyne, si è recata ad Arolla martedì 3 marzo. Muniti di attrezzatura e binocoli, i tre hanno esaminato la parete e individuato i punti deboli.
Nei due giorni successivi, mercoledì 4 marzo e giovedì 5 marzo, il trio ha aperto i primi cinque tiri della via. Manners aveva precedentemente studiato delle fotografie della parete e sperava di trovare, sul primo tiro, una grande frangia sospesa. Le condizioni, però, si sono rivelate piuttosto secche: a eccezione di un piccolo tratto su ghiaccio, quasi tutta la salita si è svolta su un terreno misto di roccia, neve e sottili placage. Gran parte della roccia è ricoperta di muschio che, quando ghiacciato, impone un’arrampicata delicata e insolita. La via richiede numerosi movimenti precisi e tecnici: un’ottima tecnica di appoggio dei ramponi è essenziale.

La squadra si è presa una pausa venerdì per riposarsi e rifornirsi, rendendosi conto che avrebbe avuto bisogno di ulteriore attrezzatura per proseguire la via. I tre, infatti, non si aspettavano di dover utilizzare così tanti spit, ma la natura della roccia – a tratti fragile, povera di fessure adatte a friend o chiodi – ha imposto un’attrezzatura maggiore del previsto. Dopo essersi riforniti di spit e punte da trapano Manners, Malcangi e Kilcoyne sono tornati alla parete lunedì 9 marzo, portando ulteriore attrezzatura alla base. Martedì 10 e mercoledì 11 marzo hanno continuato ad attrezzare la via. Mercoledì pomeriggio hanno completato gli ultimi tiri. Entro sera hanno rimosso tutte le corde statiche, strettoo i bulloni, ripulito la roccia e preparato la via per le future ripetizioni. Sebbene la squadra abbia rimosso alcune rocce instabili, il percorso richiede cautela e molto tempo.
Ogni tiro di corda è stato scalato dal basso. Tenendo conto della tendenza climatica, con temperature sempre più miti anche in inverno, che non favoriscono la formazione di ghiaccio, il team ha scelto di piazzare alcuni spit anche presso i punti in cui il ghiaccio può formarsi, nei periodi più favorevoli. In questo modo la via può essere percorsa anche con condizioni secche, come è avvenuto in apertura. Al contrario le fessure più solide sono state lasciate libere da spit per favorire l’uso di protezioni tradizionali, preservando il carattere avventuroso della salita.

Due passaggi sono stati superati in artificiale. Il primo si trova sul sesto tiro, chiave della via. A metà del tiro le prese sono inclinate sfavorevolmente e non offrono buoni agganci alle piccozze. Manners ha tentato di superare il passaggio usando le mani, ma il freddo ha reso l’impresa difficile, perciò ha piantato un chiodo per proseguire. Anche gli altri due componenti della cordata hanno superato questo tratto in artificiale.
La seconda sezione di arrampicata artificiale si svolge sull’ultimo tiro. Il passaggio tra la sosta e il tetto sovrastante impone movimenti difficili e impegnativi. Per evitare di esporsi al rischio di una pericolosa caduta sull’assicuratore, Manners ha piantato due spit all’inizio del tiro per proteggere i movimenti iniziali. Anche in questo caso nemmeno Malcangi e Kilcoyne sono riusciti a liberare la sequenza.
Il nome dato alla via, Nostalgie Alpine, riflette la sensazione provata dal team durante l’arrampicata ad Arolla, un luogo relativamente tranquillo, che conserva ancora l’atmosfera di un’epoca passata dell’alpinismo. Con poche infrastrutture e cime selvagge che si ergono direttamente sopra la valle, esplorare queste montagne può dare la sensazione di tornare indietro nel tempo, al periodo delle prime esplorazioni alpinistiche. Durante il periodo di lavoro sulla via, la squadra ha soggiornato nello storico Grand Hôtel Kurhaus, che ha supportato la spedizione, ospitando e rifocillando gli alpinisti. Il Kurhaus stesso è strettamente legato agli albori dell’alpinismo nella valle. Inaugurato nel 1896 da Honorine Gaspo, divenne un punto di riferimento per molti alpinisti britannici e svizzeri che venivano ad esplorare le cime circostanti durante la Belle Époque. Più di un secolo dopo il team si è sentito in qualche modo legato a quello stesso spirito di esplorazione. Manners, Malcangi e Kilcoyne desiderano ringraziare il Grand Hôtel Kurhaus per il sostegno e sperano che Nostalgie Alpine possa incoraggiare e rinnovare l’interesse per l’alpinismo d’esplorazione e d’impegno nelle montagne sopra Arolla.
Val d’Arolla, Alpi Pennine (Vallese, Svizzera)
Roc Noir 2713 m, versante nord
Nostalgie Alpine
Max Kilcoyne, Marco Malcangi, Fay Manners, 3-5 e 9-11 marzo 2026
325 m, M8, A0
Materiale: classico da ghiaccio e misto, 14 rinvii, friend (una serie da n.0.3 a 4, una serie di offset), due corde da 60 m. La via e le soste sono attrezzate a spit.
Accesso: da Arolla dirigersi al vallone del torrente La Borgne d’Arolla, che conduce al Bas e all’Haut Glacier d’Arolla. Ampio parcheggio a sud dell’abitato, lungo la strada che conduce alla centrale elettrica. Oltrepassare la centrale e continuare lungo il vallone fino al ripiano situato a ca. quota 2200 m, quindi salire direttamente verso la parete del Roc Noir, che si eleva poco a ovest del ben più imponente Mont Collon. Il vallone è percorso da numerosi itinerari scialpinistici: è interessante effettuare l’accesso con gli sci.
Relazione:
L1: M4, 4 spit, 60 m; L2: WI3, 1 spit, 40 m; L3: M5+, 6 spit, 35 m; L4: M6, 8 spit, 30 m; L5: M5+, 5 spit, 20 m; L6: M8 A0, 9 spit, 25 m; L7: M4, 5 spit, 35 m; L8: M5, 5 spit, 35 m; L9: M7 A0, 11 spit, 45 m.
Discesa: calate in corda doppia lungo la via.
Immagini: Sergio Muñoz

