07 Ago NUOVA FALESIA DRY IN ARRIVO AL GRAN SASSO
Approvato il progetto dell’associazione Respira il Gran Sasso
Al via il conto alla rovescia per la realizzazione di una nuova falesia dedicata al drytooling in Valle Fredda, ai piedi del Gran Sasso.

Lele Bagnoli in arrampicata dry. Foto Respira il Gran Sasso
“Una nuova falesia è anche una nuova sfida per il futuro dell’arrampicata” afferma Antonio Scipioni, presidente dell’associazione Respira il Gran Sasso.
Dopo il successo della palestra di arrampicata ai piedi del rifugio Franchetti, Respira il Gran Sasso lavora a un altro progetto. Questa volta sarà protagonista la Valle Fredda, facilmente accessibile dalla strada che conduce a Campo Imperatore. Precisamente a 300 metri di distanza dalla strada statale 17 bis e a soltanto 50 metri dal sentiero 216 che risale tutta la valle, nascerà una nuova falesia per praticare il drytooling.
“Drytooling sostanzialmente vuol dire arrampicata su ghiaccio, ma senza ghiaccio. È una tecnica derivata dall’arrampicata su ghiaccio e quella su misto (misto di roccia e ghiaccio) che consiste nello scalare una parete rocciosa utilizzando l’attrezzatura da ghiaccio, ossia le piccozze e i ramponi”, spiega Scipioni.
L’idea è nata ed è stata sviluppata da un team di professionisti tra cui la Guida Alpina Marco Iovenitti, il presidente dell’ASD Antonio Scipioni e il direttivo dell’associazione stessa.
Il progetto è su carta, ma è a un passo dalla realizzazione concreta e arricchirà una delle “location” più frequentate dell’Appennino sia in estate che in inverno.
In copertina: foto Respira il Gran Sasso

