12 Giu NUOVA VIA SUL CERRO COTA 2000
Tra il 5 e il 9 marzo 2026, gli alpinisti giapponesi Yudai Suzuki, Toru Nakajima e Kosuke Kawachi aprono “Echoes in the Dark” (800m, 7a/A3, grado X) sulla parete est del Cerro Cota 2000 in Patagonia.
Il team composto da Yudai Suzuki, Toru Nakajima e Kosuke Kawachi ha firmato una nuova linea nel gruppo del Paine, sulla parete est del Cerro Cota 2000. Battezzato Echoes in the Dark, l’itinerario conta 20 lunghezze per 800 metri complessivi. Le valutazioni tecniche indicano tiri fino al 7a in libera e all’A3 in artificiale, a cui si aggiunge un grado di impegno globale X giustificato dalla scarsa proteggibilità dei passaggi e dall’isolamento della struttura.
La salita è stata effettuata tra il 5 e il 9 marzo 2026, sfruttando la prima finestra utile di bel tempo dopo una perturbazione. Le caratteristiche riscontrate dai tre alpinisti evidenziano un terreno eterogeneo con diversi ostacoli tecnici: da placche lisce a tratti con scaglie fragili, fino a lunghe tratte in artificiale. Tra le sezioni più delicate spiccano alcuni camini verticali con runout protettivi distanti oltre 20 metri e un passaggio all’interno di una fessura-camino ghiacciata superata con le scarpette da arrampicata.
Dal punto di vista dell’itinerario, l’attacco ripercorre per le prime sei lunghezze la via Osa ma non troppo, aperta nel 2007 dagli italiani Elio Orlandi, Michele Cagol, Fabio Leoni e Rolando Larcher. Una volta superata questa sezione iniziale, la cordata asiatica ha deviato per individuare una linea logica sulla parete est. Rispetto al precedente tracciato italiano, questa variante descrive un percorso più lungo e articolato, il cui livello di difficoltà deriva dalla somma dei problemi logistici e tecnici distribuiti lungo l’intera parete, piuttosto che da un singolo punto critico.
A differenza delle strutture più note e frequentate del massiccio del Paine, il Cerro Cota 2000 rimane una destinazione secondaria e poco visitata, dove la riuscita dei progetti conserva forti margini di incertezza. La squadra che ha firmato l’apertura associa l’esperienza di Yudai Suzuki, attivo da anni con spedizioni tra Alaska, Ande e Himalaya, alla competenza su terreno trad di Toru Nakajima, fino al background del giovane Kawachi (classe 2005), formatosi sulle pareti di Yosemite e Cochamó prima di questo debutto in ambiente patagonico.
Foto di anteprima: il team giapponese in cima, fonte: instagram di Yudai Suzuki
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Alessandra Prato

