23 Lug OBIETTIVO MONTE KENYA PER LANFRI E CODA
I due alpinisti tenteranno di tracciare una nuova via
Andrea Lanfri e Massimo Coda sono partiti oggi, 23 luglio, con l’obiettivo di scalare il Monte Kenya (5199 m).
Andrea e Massimo sono una cordata affiatata. Nel 2020 hanno raggiunto la vetta del Monte Bianco lungo la via normale italiana. Nel 2021 hanno affrontato la traversata del massiccio del Monte Rosa, da Gressoney a Cervinia. Nel 2022, infine, hanno portato a termine il progetto “K2K”, conquistando la vetta del Kilimangiaro, la montagna più alta del continente africano.
I due atleti ora sono tornati in Africa e puntano all’ascensione del Monte Kenya, in totale autonomia e seguendo un nuovo itinerario. La nuova linea di salita ha già un nome: “Unagambaindue”, a evidenziare le caratteristiche fisiche dei due alpinisti, che rendono uniche le loro imprese.
Come nel progetto del 2022, anche l’attuale spedizione avrà uno scopo benefico: supportare l’ospedale di Nairobi, donando protesi a bambini e ragazzi che ne hanno bisogno.
ANDREA LANFRI
Classe ’86, nasce con la passione per lo sport e la montagna. Il suo istinto lo sprona da sempre a superare ogni limite, anche quando si tratta solo di barriere mentali. La sua vita viene stravolta improvvisamente nel 2015, quando viene colpito da una meningite fulminate con sepsi meningococcica. Da quel momento tutto è cambiato.
Andrea ha dovuto riprogrammare la sua vita e imparare ad affrontare la quotidianità senza entrambe le gambe e con sette dita delle mani amputate. Ma questa nuova realtà non lo ha mai allontanato dalla sua passione. Oggi Andrea è un ex atleta della nazionale paralimpica italiana e un alpinista che sogna di raggiungere cime sempre più alte.
MASSIMO CODA
Atleta biellese appassionato di arrampicata, nel 2009 è rimasto coinvolto in un grave incidente in montagna. Dopo un lungo calvario e numerosi interventi chirurgici, gli è stata amputata la gamba destra dal ginocchio in giù, ormai compromessa. Questo imprevisto non lo ha mai distolto dall’affrontare le pareti più impervie grazie alla sua protesi in titanio.
In copertina: foto coll. Andrea Lanfri

