01 Apr SIMON GIETL IN SOLITARIA SU DAS PHANTOM DER ZINNE
Simon Gietl firma la prima solitaria invernale di “Das Phantom der Zinne” (IX+) sulla Nord della Cima Grande di Lavaredo: cronaca di un’impresa attesa dieci anni.

La minuscola tenda in parete, ph: Silvan Metz
Simon Gietl colpisce ancora sulla Nord della Cima Grande: L’alpinista sudtirolese, sfruttando un’impeccabile finestra di alta pressione tra il 5 e il 6 marzo 2026, ha finalmente chiuso i conti con la linea capolavoro aperta nel 1995 da Kurt Astner e Christoph Hainz. Con i suoi 550 metri di sviluppo e difficoltà fino al IX+ (7c+, 7a+ obbligatorio), la via è una delle più tecniche e severe delle Tre Cime di Lavaredo, descritta dallo stesso Gietl come una delle più belle dell’intero gruppo.

Simon intento sulla Nord della Cima Grande di Lavaredo, ph Silvan Metz
I preparativi sono iniziati il 27 febbraio, quando Gietl ha trasportato il materiale alla base della parete e ha fissato i primi tiri, depositando l’attrezzatura all’attacco. Il 5 marzo è tornato per l’assalto decisivo. Nonostante i circa dieci centimetri di neve fresca caduti durante la notte e le temperature intorno ai −5 °C, le condizioni sono rimaste gestibili per un professionista del suo calibro.
Gietl ha allestito il bivacco sulla cengia della celebre Hasse-Brandler, un esile pulpito nel cuore della parete, dove una piccola tenda singola offriva lo spazio strettamente necessario. Sotto un cielo stellato e temperature in costante calo, l’alpinista ha trascorso una notte solitaria sospeso sopra la valle. La via, che richiede un’arrampicata obbligatoria fino al 7a+, si fa particolarmente severa nella sezione superiore: la roccia non sempre solida, la copertura nevosa e la necessità di proteggersi con ancoraggi mobili hanno richiesto grande esperienza e intuito nell’individuare la linea. Durante tutta l’ascesa, Gietl ha recuperato da solo il proprio saccone.

Simon impegnato sulla maestosa parete, ph. Silvan Metz
Le condizioni di pieno inverno si sono fatte sentire sulla Ringband, dove è stato necessario proseguire con ramponi e piccozza. Questa sezione ha richiesto molto tempo, poiché l’intera cengia ha dovuto essere messa in sicurezza per poter procedere.

Simon tra le pareti dolomitiche innevate, ph. Silvan Metz
Poco prima delle 16:00, Gietl ha finalmente raggiunto la vetta della Cima Grande.

Tracciato dell’itinerario, ph. Silvan Metz
Questa impresa ha un profondo significato personale: dieci anni fa l’alpinista aveva già effettuato un primo tentativo, senza però riuscire a completare la via. La soddisfazione per aver portato a termine il progetto è stata, di conseguenza, immensa.
“Già 10 anni fa volevo scalare qualcosa che mi mettesse alla prova!
Ma allora avevo ancora poca esperienza con l’arrampicata in solitaria e avevo anche commesso alcuni errori, come ad esempio: non mi sono mai tolto le scarpe da arrampicata e mi sono congelato le dita dei piedi; questo è stato uno dei motivi per cui all’epoca non sono riuscito a completare la via! “Das Phantom Der Zinne” è sicuramente una delle grandi vie di questa zona! Sono stato molto felice di aver completato questa via da solo in inverno e sono super grato ai miei amici Silvan Metz e Felix Bub per aver immortalato questa esperienza!”
L’intera spedizione è stata documentata dai filmmaker Silvan Metz e Felix Bub.

Un felicissimo Simon al termine della via. Fonte Simon Gietl
Con questa solitaria invernale, Simon Gietl corona un progetto personale di lunga data su una delle pareti più suggestive delle Dolomiti.
Foto di anteprima: Bivacco in parete, ph: Silvan Metz
Alessandra Prato

