31 Mar VIA DELL’EVA-TADDEI, AI5, M6+, 480 m
Relazione di una prima ripetizione invernale sulla parete nord della Cima Busazza
Emanuele Andreozzi e Stefano Falezza hanno realizzato la prima ripetizione della via Dell’Eva-Taddei, sulla parete nord della Cima Busazza (Gruppo della Presanella).
La via Dell’Eva-Taddei è stata aperta nel 1969 come itinerario estivo, che oppone difficoltà massime di V+ su roccia.
«Con il cambiamento climatico a rendere la parete poco consigliabile in estate, abbiamo pensato che una vecchia e dimenticata via estiva potesse trasformarsi in una bella via di misto durante l’inverno», racconta Emanuele Andreozzi. «D’altronde non stiamo inventando niente di nuovo: ci sono già svariati esempi dove ciò ha funzionato molto bene. La Rébuffat-Terray sull’Aiguille des Pélerins ne è forse il più famoso, visto che, da quando nel 1975 gli scozzesi R. Carrington e A. Rouse l’hanno salita in versione “misto moderno”, è diventata una delle più classiche e ripetute goulotte di Chamonix».
Le particolari condizioni della parete nord della Cima Busazza hanno permesso ad Andreozzi e Falezza di effettuare la prima invernale di questo interessante itinerario, scalando su misto moderno e alpin ce, a tratti ottimo, anche se non sempre ben proteggibile.

Gruppo della Presanella, Alpi Retiche meridionali (Trentino-Alto Adige)
Cima Busazza 3326 m, parete nord
Via Dell’Eva-Taddei
Emanuele Andreozzi, Stefano Falezza, 7 marzo 2025
480 m, AI5, M6+
Materiale. Classico da ghiaccio e misto, doppia serie di friend (da 0.3 al 2 BD, più uno 0.2 e un 3); buona scelta di nut, soprattutto piccoli e medi; cordini e qualche chiodo; materiale per attrezzare o rinforzare le soste di calata (discesa). Le viti da ghiaccio non sono state utilizzate durante la ripetizione di Andreozzi e Falezza, ma potrebbero essere utili con condizioni diverse. Tutte le soste sono da attrezzare su friend, nut o spuntoni. In parete si trovano due chiodi.
Accesso.
• Dal Passo del Tonale (BS/TN) come per la scialpinistica classica detta “Cantiere”. Dal parcheggio seguire la strada forestale, sempre ben tracciata, fino a raggiungere l’Alveo del Presena. Al suo termine abbandonare la traccia, dirigersi a sinistra e puntare all’evidente parete nord della Cima Busazza, risalendo la sottostante Vedretta della Busazza, piccola ma crepacciata (attenzione). L’attacco si trova a centro parete, presso un’evidente colata di ghiaccio che porta a una cengia innevata. 1200 m D+ ca., 3,30/4 h in funzione delle condizioni.
• Dal Passo del Tonale (BS/TN) in funivia, con accesso parzialmente in discesa. Prendere i due tronconi dell’ovovia che, dal Passo del Tonale, porta al Ghiacciaio del Presena. Scendere inizialmente lungo l’itinerario del “Cantiere”, poi traversare a lungo, il più alto possibile, sotto il versante nord-ovest della Cima Busazza. Al termine del traverso si ritrova l’itinerario proveniente direttamente dal passo. Mettere le pelli e salire puntando al ghiacciaio e alla base della parete nord. 450 m D+, un’ora e mezza circa. Opzione comoda e sbrigativa, ma poco pratica, perché l’ovovia apre alle solo alle 8.30, quindi si arriva in parete a mattina inoltrata. Consigliabile solo con gli sci.
Itinerario.
L1: bel tiro tutto su alpine ice. AI5, 40 m;
L2: traverso su neve, 50 m;
L3: attraverso delle placche puntare a una marcata ed evidente fessura leggermente obliqua. Presente un vecchio chiodo lungo il tiro. M5, 20 m;
L4: tiro chiave. Salire tutta la fessura in dry e sostare su un grosso spuntone appena fuori a destra. Tutta la fessura è ben proteggibile, salvo gli ultimi metri dove c’è un bel run-out su bolle precarie di alpin ice per arrivare in sosta. M6, 30 m;
L5: traversare a destra qualche metro per accedere a un’esile fessura esposta in piena parete. Superarla (ottimi agganci), poi proseguire in un diedro su alpin ice e qualche passaggio di misto. Tiro stupendo e ben proteggibile. M5+ e AI5, 45 m.
L6: perfetto nastro di alpin ice, bellissimo ma, purtroppo, poco proteggibile. AI4+, 60 m;
L7: altra bella goulotte tutta in alpin ice, questa volta normalmente proteggibile. AI4+, 60 m;
L8: salire in diagonale a sinistra, in modo da evitare una porzione di parete particolarmente liscia e verticale. Un chiodo a metà tiro circa. Neve a 70°, 55 m;
L9, L10: proseguire su terreno facile fino in vetta, transitando sul lato sinistro di un piccolo sperone. Neve con qualche passaggio facile di misto.
Discesa. Seguire la cresta rocciosa in direzione del Presena (ovest) fino a raggiungere l’uscita della via La Forza della Mente lungo la quale, con settecalate, si torna alla base della parete. Prima calata cordino su spuntone. Da relazione dei primi salitori, le calate su La Forza della Mente erano state attrezzate tutte con vecchi spit e chiodi. In occasione del loro passaggio, Andreozzi e Falezza ne hanno trovata solo una: le altre probabilmente erano sepolte da neve e ghiaccio. La cordata ha quindi attrezzato nuove calate, principalmente su spuntoni, non sempre ben visibili. Alcuni ancoraggi, dopo una nevicata, potrebbero rimanere nascosti. Per questo motivo è consigliabile portare materiale adatto ad attrezzarne altre.
È anche possibile scendere per il Canale Nord-Ovest: usciti dalla via, accedere al canalone e scendere lungo quello all’Alveo di Presena, ritrovando così le tracce d’accesso. Questa opzione è fattibile solo se non occorre tornare all’attacco per recuperare gli sci o le ciaspole.
Tutte le immagini: coll. Andreozzi e Falezza.








