CLIMBING SPOT: JUMAR ISCARIOTA - Up-Climbing

CLIMBING SPOT: JUMAR ISCARIOTA

Una via severa sull’imponente versante nord-ovest del Pizzo Badile

Sull’ombrosa parete nord-ovest del Pizzo Badile corre la storica Jumar Iscariota (500 m, 6c/RS4/IV).

Immagine da “Solo Granito Vol. 2”, di Mario Sertori, ed. Versante Sud. Via n. 53

Tra le vie aperte dal mitico Tarcisio Fazzini, questa è tra le più significative per lunghezza, complessità e ambiente. Un itinerario “ardito”, impegnativo e psicologico, scarsamente ripetuto, che richiede grande sicurezza nell’arrampicata in placca con protezioni lontane, ma che comprende anche passaggi in fessura a incastro (nella parte superiore).

La parete e la via sono ben difese dal tormentato Ghiacciaio della Trubinasca. Le condizioni ideali per una ripetizione sono complicate e non si presentano con frequenza: il ghiacciaio deve essere ben innevato e percorribile, ma il clima non deve essere freddo o ventoso.

In Climbing Spot Caterina Bassi racconta i suoi tentativi di superare in libera L7, un tiro molto particolare, diagonale, caratterizzato da “strani passaggi in placca in discesa”, che richiede normalmente due pendoli. Finalmente l’impresa è riuscita: il grado proposto per il tiro è 7c.

Pizzo Badile, 3308 m
Parete nord-ovest
Jumar Iscariota
O. e T. Fazzini, L. Gianola, 1986
500 m (13L), 6c (6b obbl.)/RS4/IV

Materiale: classico da roccia con nut, friend (fino al n.4, doppie misure medio-grandi), alcuni chiodi. Materiale da ghiaccio per l’avvicinamento. Lungo la via si trovano vecchi chiodi e spit, le soste sono attrezzate (tranne S1, S9, S13), ma da verificare e rinforzare.

Accesso: da Bondo (Val Bregaglia, CH) salire alla Capanna Sasc Furä. In seguito alla grande frana del Pizzo Cengalo del 2017, numerosi sentieri della Val Bondasca sono rimasti chiusi. Il nuovo sentiero d’accesso alla capanna, che evita la parte pericolosa del vallone, è molto lungo (ca. 5,30 h dal Portale del CAS).

Dalla capanna tornare lungo il sentiero d’accesso in direzione del Passo della Trubinasca. Presso il ripiano sottostante la parete nord-ovest abbandonare il sentiero e salire verso sud fino al Ghiacciaio della Trubinasca. Il ghiacciaio può essere molto “aperto”, come afferma Caterina Bassi nel video, difficile da superare in piena estate o nelle annate sfavorevoli. Di solito lo si percorre dal centro verso la base della parete, con traiettoria variabile in funzione delle condizioni (crepacci, si raccomanda di procedere assicurati). La via ha inizio nella porzione superiore del ghiacciaio, sulla verticale di alcuni tetti, presso un’evidente lama/fessura a sinistra di una vena bianca obliqua. L’altezza del punto di attacco è variabile a seconda delle condizioni del ghiacciaio. Nel 2005 Carlo Micheli ha chiodato un tiro che raggiunge direttamente una sosta poco sotto la S1 originale. L’inizio di questa variante è in placca, poco a destra di Microcosmo.

Immagine da “Solo Granito Vol. 2”, di Mario Sertori, ed. Versante Sud. Via n. 53

Relazione:

L1: salire la placca spittata subito a destra di Microcosmo. 40m 5b/c. Oppure percorrere la fessura dell’originale L1 e uscire a sinistra facilmente fino a uno spuntone dove si sosta. 40m, 5a;

L2: placca verso sinistra. Dall’unico spit, prima salire dritti a un ch., poi in diagonale a sinistra (1 ch.) a una cengia. 45m, 6a+ (2 ch.);

L3: abbassarsi a sinistra su rampa facile, quindi salire una sottile fessura, spostandosi poi a destra sotto un piccolo tetto. Raggiungere un diedrino e percorrerlo, traversando infine a destra alla sosta sotto un grande tetto. 45m 6b (5ch.);

L4: superare il tetto soprastante, quindi salire in diagonale a sinistra sotto un altro tetto. 35m 6a+ e A1 (2 ch.);

L5: dirigersi in diagonale verso destra, salendo poi una lama, dalla quale si esce a sinistra su cengia. 40m 6° (2 ch.);

L6: dritti in placca, poi verso destra a prendere alcune lame, che si seguono verso sinistra fino alla sosta. 45m 6a+ (1spit 1 ch. e 1 nut);

L7: salire brevemente in placca, poi traversare a uno spit, pendolare a un secondo spit, quindi effettuare ancora un pendolo a sinistra fino a un terzo spit. Proseguire su placca molto ripida fino alla S7. 40m 6b/c con i pendoli (6 spit e vari ch.);

L8/L9: bellissima lama/fessura molto atletica (friend grossi), 35m 5c e 40m 6b/c (2 ch.);

L10: diedro con uscita a sinistra su roccia lichenosa. 50m 5c+ (S10 con 4 ch.);

L11/L12/L13: salire su placche adagiate fino allo Spigolo Nord. 120m 4a.

Discesa: in doppia lungo lo Spigolo Nord.

Informazioni tecniche e immagini tratte da “Solo Granito Vol. 2”, di Mario Sertori, ed. Versante Sud.

Approfondimento sulla figura di Tarcisio Fazzini: “La Via del Tarci” di Giuseppe “Popi” Miotti, ed. Versante Sud.

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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