COTECHINO E PEARA’, VIII, 165 m - Up-Climbing

COTECHINO E PEARA’, VIII, 165 m

Nuova via nel Gruppo del Corno D’Aquilio

Walter Polidori e compagni hanno aperto una nuova via nel Gruppo del Corno D’Aquilio: Cotechino e Peara’.

L’itinerario si svolge su un balcone roccioso isolato, in zona selvaggia e tranquilla, su roccia ottima, anche se alcune prese sono ancora da pulire e occorre attraversare alcune cenge con tratti erbosi ripidi e sassi: il terreno è alpinistico.

Il periodo consigliato per una ripetizione va dalla fine della primavera all’autunno.

Walter Polidori racconta:

Tracciato indicativo

«Negli ultimi tempi, con gli amici arrampicatori, sono andato spesso in Val d’Adige a ripetere vie. La Val d’Adige è davvero bella, sempre verde, ricca di pareti che spuntano qua e là, alcune conosciute, altre senza un nome. A dispetto dell’autostrada sempre visibile, alcune zone sono davvero selvagge e difficili da raggiungere. Lo sanno bene Beppe Vidali e Sergio Coltri, grandi esploratori della valle che, con altri apritori, hanno creato vere opere d’arte, alcune delle quali davvero selvagge».

Arrampicando in zona Brentino, Polidori ha notato una struttura rocciosa che ha catturato la sua attenzione. Durante una ricognizione con Max Garavaglia, ha trovato «Un pilastro molto estetico ed interessante, che abbiamo ipotizzato avere uno sviluppo di un centinaio di metri, due o tre lunghezze di corda. Nonostante questo, visto il posto veramente bello, un balcone sulla Val d’Adige con alberi bellissimi, selvaggio nonostante il vicino sentiero, abbiamo deciso che saremmo tornati per provare un’apertura».

«Con foto intriganti e il mio solito entusiasmo, ho poi convinto, senza molto sforzo, Alessandro e Said a partecipare all’avventura. Max era già della partita. Dopo poco tempo, il 1° maggio 2025, ci siamo trovati tutti e quattro in Lessinia, per cercare di concretizzare il nostro progetto. Il nome della via era già coniato, sarebbe stato “Cotechino e Pearà”, per celebrare la tradizione veronese. Il nome del pilastro, invece, era ancora da decidere».

«Il sentiero comodo ci ha portato facilmente vicino al pilastro. Ora iniziava il bello, cioè valutare dove salire, per combinare estetica, difficoltà tecnica, proteggibilità. Il profilo del pilastro che si vede arrivando è molto bello, ma è chiaro che le difficoltà sono alte, su roccia compatta. Poco oltre, il pilastro si apre e mostra una invitante serie di muri fessurati. Saremmo saliti lì! Abbiamo ipotizzato una via di quattro o cinque lunghezze, così ho proposto che ognuno di noi aprisse almeno un tiro, sarebbe stato bello. Alessandro ha piazzato un chiodo con cordone alla base, la nostra firma. Tutti abbiamo sperato di poter aprire in stile tradizionale, con friend e chiodi, utilizzando fix solo per le soste, e così è stato».

La sezione più difficile della via coincide con una fessura larga: «Solo Said, di noi quattro, è riuscito a salire in libera questo tratto, da secondo, proponendo una difficoltà di VIII (6c)». Polidori conclude: «Abbiamo aperto la via divertendoci, solo con friend, un chiodo e qualche cordone su albero, sasso incastrato o clessidra, a parte le soste a fix. Ne è uscita una bella via trad, breve ma intensa, alpinistica e decisamente consigliabile, per gli amanti dell’arrampicata un po’ “ruvida”».

Il nome della struttura rocciosa su cui corre la nuova via è stato infine scelto: “Parete dei Lavoratori”, per celebrare la giornata del 1° maggio, durante il quale è stata realizzata l’apertura.

Gruppo del Corno D’Aquilio, Vallagarina, Prealpi Venete (Trentino-Alto Adige)
Parete dei Lavoratori (toponimo proposto), versante nord-nord-ovest
Cotechino e Peara’
Alessandro Ceriani, Max Garavaglia, Said Taghipour, Walter Polidori, 1° maggio 2025
165 m, VIII, VI+ obbl., R2/R3

Materiale: classico da roccia, due serie di friend (fino al 4 BD, utilizzabile anche il 5). Soste attrezzate su due spit da 10 mm tranne, S5 su albero con cordone. Lungo i tiri si trovano solo 1 chiodo e qualche cordone.

Accesso: dalla località Coste in Lessinia salire brevemente fino al parcheggio denominato “Tommasi 2” (si trova in google maps). A piedi prendere una strada asfaltata che sale a sinistra (palina con varie indicazioni, seguire il sentiero 234 per il Corno d’Aquilio). Lasciare la strada, che svolta a destra, e proseguire dritti, passando per la proprietà dell’agriturismo Le Coste. Seguire la strada sterrata, che poi diventa sentiero, fino a un cartello che indica a sinistra il sentiero 250 – Rocca Pia. Ignorarlo e continuare invece sul sentiero 234 – Corno d’Aquilio. Il sentiero 234 svolta a destra (cartello Riserva Naturale), si può salire anche dritti per scalinata terrosa. A un bivio tenere la destra e continuare lungamente, in leggera discesa, fino a quando il sentiero comincia a salire ripidamente. Presso una barriera rocciosa il sentiero piega a destra. Abbandonarlo e traversare invece a sinistra, seguendo una debole traccia quasi orizzontale, che passa sempre in prossimità della fascia rocciosa. Si arriva in breve a vedere il pilastro, evidente e più alto della fascia rocciosa precedente, costituito da tre salti interrotti da cenge erbose. L’attacco della via si trova poco a sinistra della base del pilastro, in corrispondenza di una parete fessurata. Visibile un chiodo con cordone. Circa 1h.

Relazione:

Schema degli apritori

L1: salire il muretto a sinistra dell’attacco (chiodo non molto buono), uscire su lista erbosa (delicato) e raggiungere una spaccatura che sale sulla sinistra della verticale di un masso squadrato sporgente (sasso incastrato con cordone). Dopo la spaccatura si esce su grande cengia ripida erbosa, da risalire verso destra con attenzione, raggiungendo un pino caduto dove è possibile proteggersi. Salire verso la parete successiva, dove si trova la sosta. IV+, V, 30 m;

L2: spostarsi a destra e scalare una bella fessura. Quando diventa strapiombante, spostarsi nella fessura più a destra (clessidra con cordone) e salire fino a un albero con cordone a sinistra. Affrontare una splendida fessura con tratto iniziale difficile. Dopo di essa si raggiunge una cengia erbosa (albero con cordone), sotto il muro fessurato successivo, dove si trova la sosta. VI+, un breve tratto VIII, 35m;

L3: salire a destra della sosta, raggiungendo un gradone. Proseguire su fessura un po’ arrotondata per accedere a una rampa ripida dietro lo spigolo. Seguire la rampa (cordone su albero), poi uscire verso destra su cengia erbosa. Sosta alla base del muro successivo. VI, 35m;

L4: scalare una fessura ad arco a destra della sosta. Al suo termine dirigersi a sinistra, su roccia delicata, fino a un grosso albero. Salire alla sua sinistra per pendio erboso ripido (attenzione ai sassi mobili). Sosta alla base di un camino. Pass. VII, poi VI, 35 m;

L5: salire sopra la sosta, puntando a un cordone in clessidra. Traversare verso destra, individuando i punti ideali per proteggersi con i friend, poi uscire sul pendio erboso terminale. Proseguire fino a un grosso albero secco con ometto (sotto l’ometto c’è il libro di via), quindi a un grosso albero con cordone, dove si può fare sosta. VII, VI+, poi facile. 30 m.

Discesa: dalla sosta su albero traversare verso destra (faccia a monte) nel bosco con pendenza moderata, poi scendere gradualmente fino a quando il sentiero 234 è visibile. Raggiungerlo ora più direttamente e scendere. Si arriva al punto dove, a destra, si può tornare all’attacco. Ripercorrere quindi il sentiero utilizzato per l’avvicinamento. 1h 15’ ca.

All’uscita della via, raggiunto il sentiero 234, è anche possibile seguirlo in salita fino ai dolci rilievi pratosi della Lessinia. Con lungo giro è possibile tornare al parcheggio tramite il sentiero 240 che scende dal Corno d’Aquilio (consigliata una digressione per arrivare in cima). Soluzione più lunga ma molto panoramica.

Le calate sulla via sono possibili in caso di necessità (soluzione non verificata). Prevedere cordoni per collegare i due spit di S4 e per sostituire o rinforzare quelli delle altre soste.

Tutte le immagini: coll. apritori

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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