LA TÊTE DU DRAGON, 280 m, 7a - Up-Climbing

LA TÊTE DU DRAGON, 280 m, 7a

Nuova via sulla Vierge du Petit Flambeau (Monte Bianco)

Filip Babicz e Heike Schmitt hanno aperto La Tête du Dragon, sull’affilato spigolo nord della Vierge du Petit Flambeau.

La Vierge è una guglia granitica che si eleva a nord del Petit Flambeau, al quale è collegata da una cresta rocciosa e nevosa, molto frequentata come percorso d’alpinismo facile.

L’apertura de La Tête du Dragon segna il ritorno di Filip Babicz all’alta montagna dopo una sfortunata serie di incidenti, uno dei quali subito proprio sul Petit Flambeau, durante l’apertura della via Partita Lampo.

«È stato un periodo buio, molto difficile» racconta Filip. «È da novembre che non sono più riuscito a tornare in montagna… Giorno dopo giorno, rinchiuso in casa, la sete di realizzare i miei progetti cresceva in me. Appena ho potuto tornare in alta quota e prima di intraprendere progetti più grandi, mi sono subito lanciato insieme ad Heike, la mia solita compagna di cordata, nell’apertura di questa nuova via, preferendo la Vierge du Flambeau ai Satelliti del Tacul per il brevissimo avvicinamento».

Secondo gli apritori La Tête du Dragon è un’ottima alternativa alle vie più famose e frequentate dei Satelliti, per chi ama scalare in totale tranquillità, su bella roccia, a soli 45 minuti dalla funivia.

Monte Bianco, Alpi Graie (Haute-Savoie, Francia)
Vierge du Petit Flambeau 3244 m, spigolo nord
La Tête du Dragon
Filip Babicz, Heike Schmitt, 9, 20 e 21 giugno 2025
280 m, 7a

Materiale: classico da roccia, serie di friend (Camalot da 0 a 3, doppi dallo 0.3 al 1, utile il numero 5 per i tiri 7° e 11°). Materiale per avvicinamento su ghiacciaio. Le soste sono attrezzate a spit con maglia di calata, sui tiri invece si trovano solo 8 spit, piantati nei punti dove non è possibile proteggersi altrimenti.

Accesso: da Entrèves (Courmayeur, AO) salire a Punta Helbronner con la funivia Skyway. Accedere al Glacier du Géant e scendere nel ramo glaciale che si apre a nord del Col du Géant, compreso tra il Petit Flambeau e i contrafforti del Dente del Gigante. Transitare sulla destra, evitando di passare sotto le pareti del Petit Flambeau (aree crepacciate). All’altezza della Vierge e del suo spigolo nord, piegare a sinistra per raggiungere la base della parete. 45’.

È anche possibile arrivare all’attacco in doppia dopo aver raggiunto la vetta della Vierge per la sua via normale, lungo la cresta sud. Possibile deposito materiale da ghiacciaio presso il colle d’attacco della normale.

Relazione

L1: superare la terminale che, in determinate condizioni, potrebbe essere difficile. Uno spit è stato fissato all’altezza dell’attacco originale, un altro il più in basso possibile all’interno della terminale, per favorire il passaggio anche in stagione avanzata. Dopo i primi metri tecnici procedere facilmente su buoni gradoni verso destra fino alla sosta su evidente terrazzo. 6a, 2 fix, 25 m;

L2: seguire un sistema di fessure parallele perfette dritto sopra la sosta. 6b+, 25 m;

L3: continuare lungo lo stesso sistema di fessure, meno ripido. 6a+, 25 m;

L4: trasferimento su comoda cengia. 2, 20 m;

L5: procedere prima direttamente in placca, poi verso sinistra fino in sosta. 6b+, 3 fix, 20 m;

L6: diedro da antologia. 7a, 1 fix, 35 m;

L7: spostarsi a destra e, dopo pochi metri, rientrare sul fondo del diedro. Scalare una fessura offwidth e uscire in cima al contrafforte dello spigolo nord. 6b, 35 m;

L8: trasferimento per cresta orizzontale, 15 m;

L9: scalare il salto successivo, principalmente lungo fessure perfette, con un passo di placca a metà. 6c, 2 fix, 45 m;

L10: trasferimento. Scavalcare il blocco sovrastante la sosta e raggiungere la successiva. 4, 10 m;

L11: scalare la offwidth sopra la sosta, poi percorrere un’esile cengia (una miniatura della “Thank God Ledge” sull’Half Dome), infine seguire una larga fessura fino in vetta. 6b+, 25 m.

Discesa: in corda doppia lungo la via, oppure per la via normale della Vierge (meno consigliabile, perché occorre trasportare il materiale da ghiacciaio durante l’arrampicata).

Tutte le immagini: Filip Babicz, Heike Schmitt

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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