IL TUO GIOCO, VI, 350 m - Up-Climbing

IL TUO GIOCO, VI, 350 m

Nuova via in Val Salarno (Gruppo dell’Adamello)

Sarah Haase, Andrea Oliani e Niccolò Bartoli hanno tracciato Il tuo gioco, un nuovo itinerario in stile completamente pulito in Val Salarno, sulla tonalite del Gruppo dell’Adamello.

L’arrampicata è varia su roccia lavoratissima con alternanza di placche, diedri, strapiombi facilmente superabili e abbastanza proteggibili. L’itinerario si conclude sulla cresta che collega il Cornetto di Salarno all’omonimo passo, presso il quale sorge il Bivacco Giannantonj, con vista mozzafiato sul ghiacciaio dell’Adamello.

Il tuo gioco in origine doveva essere una via parzialmente protetta con chiodi e alcuni spit. Di seguito Sarah Haase racconta come mai le attrezzature previste non ci sono più.

17/07/2023 Sono mesi che aspetto questo momento… Non potevo sognare di aprire la mia prima via di roccia in un posto più bello della Val Salarno, immersa tra le imponenti e grandiose pareti di tonalite , che colpiscono e ammaliano il fortuito scalatore che cede inerme al suo fascino.

La voglia di finire la via iniziata con Andrea Oliani è incontenibile. Continuo a monitorare meteo e webcam per trovare una finestra di bel tempo che ci permetta di terminare la via, tanto sognata e agognata…

Così, il 17 luglio 2023, in compagnia stavolta del climber mellico Niccolò Bartoli, partiamo per completare la via, interrotta lo scorso 3 ottobre 2022 al terzo tiro a causa della neve sulle cenge che sciogliendosi aveva reso la parete completamente bagnata.

Mi accorgo subito di non trovare i 3 chiodi che avevamo messo all’attacco della via… penso che la neve presente possa averli coperti, perciò avanziamo ma, purtroppo, arrivata alla prima sosta, vedo che gli spit sono stati volutamente tranciati, così come i chiodi di progressione lasciati in via. Dopo qualche imprecazione per un gesto così vergognoso e scorretto, decidiamo di procedere nella maniera più pulita, senza chiodare nemmeno le soste.

In tre ore apriamo la nuova via “Il tuo gioco”, salita solo con l’uso di protezioni veloci, portandoci uno zaino sulle spalle di circa 20 kg con dentro trapano, due batterie, venti spit, martello e tutta l’attrezzatura per chiodare.

“Il tuo gioco” è stata la dimostrazione che è possibile aprire nuove vie nella maniera più etica e pulita che esiste, senza lasciare nulla in parete.

Parlando di etica mi sorgono delle domande su cosa sia eticamente corretto e cosa no. Uno spit nella roccia è un segno indelebile, che sia piantato a mano o col trapano poco cambia, lì rimane. È forse eticamente corretto raggiungere le pareti con mezzi a motore, in un posto per altro vietato? Cos’è che spinge una persona a fare un gesto simile se non un ego spasmodico che ostenta superiorità e detta regole proprie? Il fatto accaduto non ha palesemente nulla a che fare con l’etica ma è stato fatto volutamente solo per compiere un dispetto, visto che gli unici spit messi erano alle soste e, oltre a quelli, sono stati rubati anche i chiodi di progressione, martellati con olio di gomito.

Un gesto davvero vergognoso che dovrebbe far riflettere la comunità alpinistica su come certe persone, pur di non lasciare spazio alle nuove generazioni, siano disposte a farsi 5 ore di cammino (molto meno in trial) con l’unico intento di infrangere i sogni di qualcun altro in nome di un’etica che loro stessi non rispettano.

Penso che il trapano sia semplicemente un’evoluzione che negli anni ha permesso di chiodare vie con più facilità, ma che non toglie alcun valore alla scalata stessa, e anzi, ne permette la messa in sicurezza. Cercare passi in libera, protezioni naturali al posto di un foro nella roccia, dovrebbe essere la base logica che spinge ogni chiodatore a un utilizzo adeguato del trapano soprattutto in luoghi con una certa rilevanza storica. Ma penso anche che il rispetto della libertà altrui sia essenziale, che nessuno è padrone di pareti o montagne e la natura avrà sempre la meglio sull’uomo.

Lasciamo quindi guidarci da essa, nei movimenti, nelle danze e nelle intuizioni che ci può dare, diffidando da chi ostenta egocentrismo e arroganza, fino al punto di ridicolizzarsi con questi gesti, senza portare alcun rispetto, né verso nuovi sognatori, né verso la montagna.

Sarah sull’ultima lunghezza. Foto coll. apritori

Val Salarno, Alpi Retiche Meridionali (Lombardia)
Cornetto di Salarno 3201 m, parete sud (Parete del Giannantonj)
Il tuo gioco
Sarah Haase, Andrea Oliani, Niccolò Bartoli, ottobre 2022-luglio 2023
350 m, 7 L, V+ con pass. VI

Tracciato (foto coll. apritori)

Materiale. Classico da roccia. La via è stata salita utilizzando solamente protezioni veloci, anche per attrezzare le soste. In via non è rimasto nulla, è perciò richiesto un buon livello alpinistico e dimestichezza nel sapersi proteggere con protezioni veloci. Portare una serie di friend (fino al n.3, utili i micro per il diedro fessurato), dadi piccoli.

Accesso. Da Saviore dell’Adamello (BS) salire al Rifugio Prudenzini. Prendere quindi il sentiero per il Bivacco Giannantonj e il Passo di Salarno. Seguirlo fino a quando la parete è visibile: si tratta della lastronata situata a destra (est) della verticale della cima del Cornetto di Salarno e a sinistra del Bivacco Giannantonj. Abbandonare allora il sentiero e risalire al meglio per detriti in direzione della parete, superando anche un nevaio che normalmente si trova alla sua base. L’attacco della via si trova sulla sinistra, alla base di due fessure che formano una “V” e a sinistra della via Stellaluna (TD+, VII-, 350 m. Rivadossi, Rossetti, 2000). 1h45 dal Rifugio Prudenzini.

Relazione. Vedere tracciato.

Discesa. La via esce presso la cresta che collega il Cornetto di Salarno al Passo di Salarno. Seguirla verso est con alcuni passaggi d’arrampicata, puntando al ben visibile Bivacco Giannantonj. Nei pressi del bivacco si ritrova il sentiero che collega il Passo di Salarno al rifugio Prudenzini.

Immagini e informazioni fornite da Sarah Haase. Gli apritori ringraziano: Vertical Evolution, Raumer, Wild Country, HDry, Prusik Outdoor.

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