LA TOPÀ, 7a+ A0 - Up-Climbing

LA TOPÀ, 7a+ A0

Svelata una nuova via in Verdon

Ivano Zanetti ed Eugenio Pesci presentano La Topà, un itinerario aperto nel 2016 in Verdon e non ancora divulgato.

Risalendo nel vuoto. Foto I. Zanetti

Ancora del tutto sconosciuta, anche agli stessi francesi, La Topà è una delle vie più lunghe delle Gorges: 400 metri per 12 lunghezze completamente attrezzate a fix. Molto sostenuta, anche se non estrema, conta numerosi tiri di livello sette da liberare e un tiro o due di probabile livello otto. Alcune lunghezze si svolgono su roccia veramente pazzesca, tipica del luogo, altri sono un po’ più “dolomitici” ma comunque interessanti.

Quella dell’apertura di questa via è una lunga storia. L’ultimo tiro, nominato Novanta Urlanti, è stato aperto e scalato da Zanetti nel 1990. Nel 2016 lo stesso ha iniziato a chiodare la parte bassa della via, da solo e in autosicura. L’apritore ha trascorso più di un mese da solo a La Palud-sur-Verdon per completare l’opera, tanto da poter reclamare la “cittadinanza onoraria”! Il lavoro di chiodatura si è concluso definitivamente il 9 maggio 2019 e poco dopo, il 9 giugno 2019,  Ivano Zanetti ha effettuato la prima salita integrale insieme ad Eugenio Pesci. Quest’ultimo, con Alessandro Monti, si è aggiudicato anche la prima ripetizione il 23 aprile 2022.

Ivano Zanetti racconta:

Dopo molti anni, nel 2016, mi trovo di nuovo in Verdon assieme a mio fratello Fausto.  Decido di andare a vedere alcune vie aperte tra gli anni Ottanta e Novanta. Impossibile dimenticare quella bellissima prua (allora valutata 7a), che avevo salito con la mia compagna dell’epoca Marilena Caspani.

Nel rivederla lì, abbandonata e del tutto dimenticata, vengo preso quasi dallo sconforto. È davvero brutto che alcune vie abbiano avuto una sorte orrenda, pur senza meritarlo! La decisione è quasi immediata: armato di trapano e fix decido di richiodarla.

Il giorno dopo, nonostante i dubbi di mio fratello, mi calo da solo. Arrivato infine alla base del tiro, senza peraltro vedere nessun segno di passaggio, trovo i vecchi spit da 8 e 10 mm (rigorosamente messi a mano) inutilizzati e ormai arrugginiti. Questo mi dà ancora più energia e voglia di fare, così di buona lena mi adopero nel risistemare a dovere questo bellissimo tiro. Poi un tarlo che avevo quasi del tutto rimosso riappare impetuoso e mi chiedo, come già nel ’90: “Ma sotto com’è? Si potrà continuare?”.

In apertura su L5. Foto I. Zanetti

Quel giorno mi dedicherò esclusivamente alla richiodatura, ma si sa che quando un’idea si insinua, è molto difficile farla sparire. Così nei giorni successivi non farò altro che osservare, per cercare di capire se quel pensiero che mi ossessiona sia davvero realizzabile o no!

Sotto, un enorme bombé sbarra la strada, ma sembra che una possibilità ci sia…

Nemmeno un mese dopo tornerò da solo per effettuare almeno un tentativo. Con varie giornate di dure discese e tentativi dal basso e vari spaventi, vedo pian piano crescere sempre di più la mia idea. Dopo altri anni di invereconde fatiche e tempo speso alla Palud, dove quasi prendevo cittadinanza onoraria avendo passato lì più di un mese da solo, la via prenderà finalmente forma.

Quel che ne risulterà sarà una bella via nuova di 12 lunghezze. Aperta in uno dei luoghi a parer mio più fantastici e iconici al mondo. Un paradiso per gli sport all’aria aperta come il trekking, il kayak, ecc. ma soprattutto per l’arrampicata.

La ripeterò assieme a Eugenio Pesci, il mio compagno di molte avventure in terra di Francia e non, il 9 giugno del 2019 e sarà la notte a sigillarne la chiusura. Ma non certo la fine.

Buon viaggio a tutti su La Topà.

 

Gorges Du Verdon (Francia)
Falaise dell’Escalès, Settore Jardin des Suisses
La Topà
Aperta in autosicura dal basso e per brevi tratti dall’alto da Ivano Zanetti. 1990: chiodatura e ascensione dell’ultimo tiro allora nominato “Novanta Urlanti”; 2016: inizio chiodatura della parte bassa, 9 maggio 2019: fine chiodatura. Prima salita integrale: Ivano Zanetti, Eugenio Pesci, 9 giugno 2019. Prima ripetizione: Eugenio Pesci, Alessandro Monti, 23 aprile 2022
395 m di sviluppo, 12 L. 7a+ A0, S1/S2, III

Materiale. Classico da roccia, 18 rinvii, cordini/fettucce per sosta.

Accesso. Come per la via “Hellfest”. Dal bordo della parete effettuare tre doppie lunghe, la prima delle quali su albero con cordone, situato poco sotto il bordo stesso. Arrivati al Jardin des Suisses, scendere in diagonale a sinistra fino al suo limite inferiore dove si trova una catena di calata. Da qui due ulteriori doppie conducono alla base della parete. Attacco 30 m a destra di “Hellfest”.

Relazione (gradi indicativi e da confermare).

L1: 6c+/7a, 30 m;
L2: pass. A0 al primo fix, poi 6b+, 35 m;
L3: 7a+, 42 m;
Trasferimento lungo il cosiddetto Jardin des Bananes: spostarsi a destra, prima in discesa e poi in salita, fino alla base di una placca con sosta comoda su fix. 25 m;
L4: 6b, 25 m;
L5: 7a e A0, 45 m;
L6: 7b+ da confermare, 23 m;
L7: 6c+ e 2 fix in A0, 28 m;
L8: 7a/b, 42 m;
L9: 6c+, 45 m;
L10: 7a+, 22 m;
L11: 6b e A0, 28 m;
L12: 7b, 30 m.

 

 

 

La relazione completa sarà disponibile a breve sull’annuario UP Climbing.

I materiali per l’apertura sono stati offerti dal negozio Sherpa Mountain Shop di Ronco Briantino.

MR. Informazioni e immagini fornite da Ivano Zanetti, Eugenio Pesci. Immagini di copertina: coll. Zanetti, Pesci, Monti.

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