MOULIN ROUGE IN SOLITARIA INVERNALE - Up-Climbing

MOULIN ROUGE IN SOLITARIA INVERNALE

Mini intervista a Stefano Ragazzo

Stefano Ragazzo ha realizzato la probabile prima solitaria invernale di Moulin Rouge, 7b/+, sulla strapiombante parete sud-ovest della Roda di Vael/Rotwand (Dolomiti).

Moulin Rouge è stata aperta nel 2002 da Christoph Hainz e Oswald Celva (qui la relazione).  Nel 2005 Nicola Tondini e Nicola Sartori hanno effettuato la prima ascensione invernale.

Stefano Ragazzo, già noto per l’esplorazione della Sato Pyramide insieme alla compagna Silvia Loreggian (vedere qui il nostro articolo), questa volta ha deciso di muoversi da solo e ha ottenuto un altro grande successo, ripetendo Moulin Rouge in giornata il 17 marzo 2023.

Come mai hai scelto proprio Moulin Rouge per metterti alla prova in solitaria? Conoscevi già la via?

Ho salito questa via per la prima volta nel 2016 insieme a Silvia Loreggian, ci eravamo conosciuti da poco e fu un bel banco di prova che ci aiutò a spalancare le porte alle vie di alta difficoltà insieme, come cordata e come coppia.

Ho ripetuto molte vie aperte da Cristoph Hainz e compagni, il loro stile di apertura lo conosco bene e sapevo quindi che le protezioni, se pur tradizionali, dove servono ci sono.

Quali sono stati i tiri più duri e complicati (specialmente con la tecnica solitaria autoassicurata)?

Ogni tiro ha avuto una storia a sé, sicuramente i due tiri di IX- e VIII+ sono quelli che a livello fisico mi hanno richiesto di più, i tiri più semplici bisogna comunque guadagnarseli ma permettono di riposare un po’ le braccia e la mente in diversi punti.

In questo tipo di salite è molto importante avere una buona logistica e un ordine mentale su come affrontare le varie situazioni che ti si propongono davanti. La via si sviluppa molto in traverso e necessita delle giuste accortezze sia nella fase di salita che in quella di risalita. Nelle mie ultime spedizioni extraeuropee ho imparato molto sull’hauling e la progressione su big wall, poter mettere tutto in pratica a due passi da casa è una cosa che mi piace molto e mi dà molta soddisfazione.

Data la struttura della parete, un bivacco è piuttosto improbabile… Però salire in giornata durante la stagione invernale non è facile: le ore di luce sono poche e ancora di meno quelle con temperatura accettabile per scalare. Qual è stata la tua strategia?

Ho deciso di salire il giorno precedente all’ascensione fino a sotto la parete per depositare il materiale e fissare i primi due tiri, in modo da poter partire la mattina presto con le jumar e scaldare un po’ le braccia e la testa. Ricordavo i primi due tiri non banali e con roccia mediocre, partire con le mani gelate al buio mi avrebbe sicuramente portato via molto tempo. Così ho deciso di optare per una notte in tenda sotto la parete e una partenza al buio alla luce della lampada frontale.

Il pensiero di ritrovarmi al calar della notte appeso in mezzo alla parete mi ha accompagnato per gran parte della salita, ma allo stesso tempo mi ha dato lo stimolo per continuare a testa bassa senza perdere tempo.

Cosa pensi dell’arrampicata in solitaria in generale? Hai già altri progetti interessanti o quella di Moulin Rouge sarà un’esperienza isolata?

Non sono un veterano dell’arrampicata in solitaria ma è una cosa che mi ha sempre affascinato. Ci sono molte persone che nell’arco degli anni mi hanno ispirato, da Emilio Comici nel lontano passato, ai giorni nostri con Colin Haley e Simon Gietl che ogni anno portano a casa grandi salite, fonte di profonda ammirazione e ispirazione per me.

Vedo l’arrampicata in solitaria come un banco di prova per un alpinista, ho sempre avuto il bisogno di avere conferme e risposte nel mio percorso senza fine di alpinista e questa salita è stata una di quelle. Credo però che scalare in coppia, soprattutto se il compagno è quello giusto, sia una delle cose più belle che ci siano. I ricordi e le emozioni che provi si intrecciano con quelli del tuo compagno per creare un legame indelebile e duraturo nel tempo.

Per quanto riguarda progetti futuri, ne ho veramente tanti in testa. Nell’immediato futuro voglio continuare ad allenarmi e prepararmi per la mia prossima spedizione: a maggio partirò con Silvia alla volta dell’Alaska e al momento è l’unica cosa che ho in testa. Per quanto riguarda le solitarie, non sono una priorità ora, ma non si sa mai cosa riserva il domani…

 

MR. Informazioni e foto di Stefano Ragazzo.

Condividi: