07 Set O’ Sole Mia, 400 m, 6b/A0
Davide Mazzucchelli, Paolo Grisa e Giovanni Pagnoncelli hanno aperto O’ Sole Mia, una nuova via sul Pizzo d’Andolla.
L’obiettivo originale del trio era un altro, ma un temporale imprevisto ha imposto un cambiamento di programma. Racconta Giovanni Pagnoncelli:
Durante l’avvicinamento un violentissimo temporale ha depositato venti centimetri di grandine sulle cenge che si sono trasformate in fiumi d’acqua sulle pareti il giorno dopo. L’obiettivo si è dunque spostato su qualcosa di più semplice. È la sesta volta per me in Alta Valle Antrona tra Andolla e Mittelruck, conosco bene l’area e sapevo esattamente che se avessi voluto aprire una via avrei avuto almeno tre aree da “visitare”. Ho optato per quella più sicura, quella che corre vicina a una linea di calate che già avevo attrezzato durante la salita invernale del Pilastro Murgia, una delle guglie che dalla Cresta Sud del Pizzo Andolla cade sul versante italiano Sud est con una parete variabile tra i 300 e i 600 metri. Sulla sua destra c’è una stupenda muraglia di roccia rossa e gialla, verticale e compatta, larga circa 500 metri, su cui non corre nessuna via.
Il risultato di questa esplorazione è O’ Sole Mia, un nuovo itinerario che include, presso la muraglia superiore, il passaggio di arrampicata più impegnativo del Pizzo Andolla.
La via è dedicata alle figlie di Davide e Giovanni, le vere e uniche loro donne, e alla “Nuvola dell’Andolla”, una “nuvola fantozziana” che avvolge la famosa montagna ossolana durante tutta l’estate.
Materiale: due corde da 60 m, qualche rinvio con fettuccia lunga, serie completa di friends (fino al 3 BD).
Accesso: da Villadossola (VB) seguire le indicazioni per la Valle Antrona e salire alla località di Cheggio (parcheggio). Attraversare la diga del Lago dei Cavalli e prendere il sentiero per il Rifugio Antrona (2 h). È possibile pernottare qui come pure al Bivacco Varese, raggiungibile in 1 h 45’ di marcia dal rifugio (circa 4 h dal fondovalle). Risalire i pendii morenici sottostanti la parete est del Mittelruck e portarsi alla base di un evidente anfiteatro che, fino a qualche anno fa, era coperto da un ghiacciaio. Attualmente è possibile incontrare un nevaio, più consistente a inizio stagione. L’attacco della via, segnalato da uno spit e un cordino sulle placche (a volte coperte dal nevaio), si trova sotto la verticale del Pilastro Murgia.
Relazione: vedere lo schema pubblicato sopra.
Discesa: ogni alternativa è lunga, complicata e non priva di rischi. La soluzione più semplice è la discesa in doppia lungo la via, ma le soste sono attrezzate su un solo spit.
Relazione e immagini fornite da Giovanni Pagnoncelli.

