28 Feb Riders on the Storm resiste ancora alla libera
Il tentativo della libera della famosa Riders on the Storm, sulla Torre Centrale del Paine, da parte di Mayan Smith-Gobat e Brette Harrington è stato abbandonato causa maltempo e così il progetto deve essere nuovamente rinviato.
“La Patagonia ha mostrato il suo volto più brutale” ha scritto la Smith-Gobat in un comunicato. “Abbiamo dato tutto quello che avevamo per sei settimane nelle quale abbiamo avuto solo una giornata e mezzo di scalata alla settimana dove potevamo progredire in un misto di artificiale e che si chiudeva spesso con una tempesta di neve. E’ incredibile cosa hanno fatto Gullich, Albert, Arnold, Batz e Dittrich 26 anni fa.”
Riders on the Storm (7c, A3, 1300 metri) è una via mitica e futuristica, che ad oggi conta pochissime ripetizioni. La prima avvenne solo nel 2002 grazie ai cechi David Stastny e Jan Kreisinger e pochi mesi dopo seguirono i francesi Arnaud Boudet, Martial Dumas, Jean Yves Fredericksen e Yann Mimet. Nel 2006 fu obiettivo dei fuoriclasse Nico e Olivier Favresse insieme a Sean Villanueva e Mike Macomte.
Lo scorso anno, la Smith-Gobat con Ines Papert già tentò la prima libera, riuscendoci per alcuni tiri, e realizzando comunque la prima salita femminile di questo mostro patagonico.
Riders è una via mitica che ha segnato una svolta dell’arrampicata libera in ambiente. La scelta degli apritori di tentare una cosa così audace fu in parte motivata come reazione al vecchio ambiente alpinistico che mal vedeva i moderni free climbers “capaci solo di arrampicare al sole”. L’apertura di Riders on the Storm e molte altre storie è raccontata nel libro Action Direct, Ed. Versante Sud ed era per intenderci, anche la canzone preferita di Wolfagang.
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