SUCCESSI PER VANHEE E BERTHE NEI PICOS DE EUROPA - Up-Climbing

SUCCESSI PER VANHEE E BERTHE NEI PICOS DE EUROPA

I due climbers belgi ripetono Rayu in giornata, Siebe Vanhee scala El Pilar del Cantábrico in solitaria assicurata

Grandi successi per Siebe Vanhee e Sébastien Berthe nei Picos de Europa. Sabato 19 agosto i due climber belgi si sono messi alla prova sulla difficile via tracciata dai fratelli Pou e Kico Cerdà, nel 2020, sulla parete sud del Peña Santa de Castilla: Rayu (8c, 600 m). Siebe Vanhee e Sébastien Berthe sono riusciti a uscire in cima alle 19:30, concludendo l’ascensione in un solo giorno.

S. Vanhee su Rayu, foto S. Berthe

 

In seguito i due si sono separati per concentrarsi su obiettivi differenti. Berthe desiderava ripetere Orbayu, un’altra dei Pou tracciata sul celebre Naranjo de Bulnes o Picu Urriellu (8c+, 500 m), che Vanhee però aveva già ripetuto. Così, mentre Berthe ha affrontato Orbayu con la fidanzata, Vanhee si è impegnato nello stesso giorno e sulla stessa montagna, ma per un’altra via: El Pilar del Cantábrico (8a+, 500 m). Quest’ultima è una linea tracciata in artificiale da Antonio Gómez Bohórquez e Jesús Gálvez nel 1981. La prima libera completa è stata realizzata da Dani Andrada nel 1995.

Siebe Vanhee ha affrontato El Pilar del Cantábrico in solitaria autoassicurata: 15 tiri e 500 metri di manovre complesse per 12 ore di arrampicata dalla base alla vetta!

L’impegno di El Pilar del Cantábrico è dovuto non solo alla difficoltà ma anche alle protezioni precarie. «La maggior parte della via è attrezzata con “burilles”, vecchi chiodi non ad espansione utilizzati per l’arrampicata artificiale, friends e cordini» racconta Vanhee che, in occasione di una caduta sul tiro chiave, ammette con grande disappunto di aver afferrato la corda: «All’improvviso mi sono reso conto che stavo scalando in solitaria su vecchi chiodi, cosa che mi faceva un po’ paura. Cadendo ho afferrato la corda! Non so cosa sia stato più deludente, afferrare la corda durante la caduta o non aver salito il tiro a vista».

«Alle 19 ho raggiunto la vetta! Ero sopra le nuvole, al sole, da solo. Una sensazione bellissima, non avrei mai osato sognare di riuscire in una performance del genere divertendomi così tanto da solo, nella mia “nuvola”» conclude Vanhee.

 

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Informazioni e immagini S. Vanhee – S. Berthe. In copertina: i due climbers alla fine di Rayu, foto S. Vanhee.

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