PRIMA TORRE DELLE GIARE BIANCHE, PILASTRO NORD-EST, 200 m, V+ - Up-Climbing

PRIMA TORRE DELLE GIARE BIANCHE, PILASTRO NORD-EST, 200 m, V+

Relazione di una recente apertura in Piccole Dolomiti

Alla fine dell’estate 2022 Matthias Stefani, in solitaria autoassicurata, ha tracciato un nuovo itinerario sulla Prima Torre delle Giare Bianche (Piccole Dolomiti).

Di stampo alpinistico, il percorso si snoda lungo l’estetico pilastro nord-orientale della Prima Torre delle Giare Bianche seguendone i punti più deboli, su roccia generalmente ottima e ricca di clessidre naturali. L’attacco è in comune con quello della via Alba Nueva e ne condivide i primi metri.

Gino Dalla Valle su L3 (foto archivio G. Dalla Valle)

Sengio Alto, Piccole Dolomiti, Prealpi Venete (Veneto/Trentino-Alto Adige)
Prima Torre delle Giare Bianche, 1700 m c.a.
Pilastro Nord-Est
Matthias Stefani, 10 settembre 2022
200 m, V+

Materiale. Classico da roccia. Successivamente all’apertura alcune clessidre sono state attrezzate con cordoni per segnalare il percorso. Si consiglia di portare alcuni friend medio-piccoli e cordini per le numerose clessidre. Tutte le soste sono attrezzate e si trova qualche chiodo lungo i tiri nei punti più delicati.

Accesso. Salire in auto al Rifugio Campogrosso (Recoaro Terme, VI), quindi percorrere a piedi la Strada del Re passando ai piedi prima del Baffelan, poi del Primo Apostolo. Poco dopo prendere sulla sinistra il sentiero 175A “Bruno Peruffo” (ex: Sentiero della Loffa). Oltrepassare lo sperone orientale del Terzo Apostolo e raggiungere il Boale delle Giare Bianche (scritta rossa su masso). Abbandonare il sentiero e risalire il canale che, tramite tracce e roccette, conduce alla base di uno sbarramento roccioso (attacco via Stella Cometa). Aggirarlo a sinistra (faccia a monte) risalendo la traccia nel pendio boscoso, quindi traversare in leggera discesa verso destra (faccia a monte) fino alla base della torre (canalino d’attacco della via Le Ricette di Elena). Proseguire ancora ca. 20 m lungo la cengia fino alla base di un evidente canale detritico. Sulla placca di destra si trovano un golfaretto e una piastrina artigianale che segnano l’attacco della via Alba Nueva. 40’ dal Rifugio Campogrosso.

Tracciato (foto M. Stefani)

Relazione.

L1: superare il risalto iniziale (fix della via Alba Nueva) e, dopo un breve ghiaione, attaccare l’evidente colata nera sulla destra (chiodo ad anello alla base). Seguire poi in verticale le placche bianche, passando a sinistra dell’evidente camino (2/3 clessidre), fino a un ballatoio con 2 golfari (calate dal canale delle vie Alba Nueva e Mission) sui quali è possibile attrezzare la sosta. IV/IV+, 50/55 m;

L2: salire sopra la sosta e, per facile placchetta in diagonale verso sinistra (clessidra), raggiungere un alberello nel canale. Da qui traversare orizzontalmente per 3 m verso sinistra su roccia ottima (ben visibile un cordone in clessidra). Superare un breve passo tecnico e continuare verticalmente su bella colata nera. Raggiunta un’altra clessidra più in alto, traversare un paio di metri a destra e procedere di nuovo verticalmente su buone prese (chiodo), raggiungendo infine una cengetta. Seguire quest’ultima per ca. 2 m verso destra per accedere a un ballatoio, sosta su 4 chiodi. IV+/V, 35 m;

L3: traversare verso destra per 3/4 metri (chiodo all’inizio), poi salire in verticale per un paio di metri puntando a un chiodo ad anello. Continuare altri due metri a destra fino a rimontare una facile crestina. Scalare il diedro di sinistra (utili i friend) e superare una strozzatura con un passo strapiombante ma con buoni appigli. Non proseguire lungo il solco ma traversare subito per bella placca verso sinistra fino a un pulpito sospeso con 2 clessidre attrezzate per la sosta. V, 25 m;

L4: alzarsi un metro a destra della sosta, poi salire verticalmente per 5 metri su roccia molto lavorata (clessidra) fino a un’altra grossa clessidra con cordone. Da qui traversare in orizzontale puntando a un cordone in clessidra ben visibile ca. 20 m a destra. Raggiunto il cordone abbassarsi un metro e, appena dietro un piccolo spigolo, raggiungere la sosta (non visibile durante il traverso) su 4 chiodi presso un pulpito sospeso. III/IV, 25 m;

L5: salire dritti sopra la sosta lungo un diedrino. Segue una bella parete verticale di ottima roccia scura molto lavorata, ricca di clessidre, da affrontare direttamente fino a una grande cengia erbosa che sorregge il verticale pilastro finale. Comoda sosta su grossa clessidra con cordone. IV/IV+, 30 m;

L6: attaccare il pilastro a sinistra della sosta fino a un dado incastrato, superare un piccolo strapiombo (clessidra con cordone) e raggiungere una nicchia gialla. Salire a destra della nicchia (chiodo) e proseguire verso destra (altro chiodo visibile in alto) fino al culmine del pilastro, nei pressi di un pino mugo. Una breve crestina di rocce rotte conduce all’ultimo facile muretto sulla sinistra (chiodo) che dà accesso alla cima. Sosta su mugo con cordone. V/V+, 35 m.

Discesa. Dalla cima scendere ca. 20 m per tracce di sentiero verso nord-ovest fino a un masso con due golfari. Una calata da 20/25 m deposita nel canale situato alla base del versante ovest della torre. Da qui risalire il pendio con mughi dinanzi alla torre (direzione ovest) per ca. 50 m, tra facili risalti erbosi e sbiaditi bolli rossi, fino al Sentiero d’Arroccamento n.149 che riporta a Campogrosso.

In copertina: Mauro Moretto lungo il pilastro (foto archivio M. Moretto)

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.

 

Condividi: