TORRE DEI GORILLA - Up-Climbing

TORRE DEI GORILLA

Nuove vie d’arrampicata in Lagorai

Corrado Adamo, Federico e Matteo Barbieri, Emanuele Ferrari, Francesco Marchini e Eugenio Pinotti hanno tracciato due nuove vie sulla “Torre dei Gorilla” (toponimo proposto), nella selvaggia Val di Rava (Lagorai, TN).

Le due vie sono state battezzate “Radio Gorilla” (175 m, 6c+) e “Silverback” (155 m, 6c).

Gli apritori raccontano:

«Al ritorno da una giornata campale sul Sass d’Ortiga, mio fratello Matteo vede in paese una nuova guida: Lagorai Rock di Alessio Conz. Il titolo e la foto in copertina sono irresistibili, e così veniamo a conoscenza di un piccolo mondo di valli, pareti e vie di cui non sapevamo assolutamente nulla, lasciate in ombra dalle più blasonate vicine dolomitiche».

L’anno successivo Matteo Barbieri, con Francesco Marchini, si reca in Val di Rava, nel gruppo di Cima d’Asta, per scalare sulla Torre Anna. Dalla cima i due notano un torrione senza nome, solcato da un lungo spigolo affilato e verticale:

Coll. apritori

«La roccia sembra ottima, con una grande varietà di placche, diedri, fessure e strapiombi. I due iniziano a sognarselo di notte, finché non vedono apparire il fatidico disegno tra le pieghe della roccia. Ecco quale sarà il nome della parete: la Torre dei Gorilla!».

Dopo qualche anno, il 30 maggio 2025, i due tornano in Val di Rava insieme agli altri amici con l’obiettivo di esplorare il torrione che cela. tra le sue forme, il profilo di un gorilla.

«La Torre del Gorilla inizia a spuntare tra le cime dei larici; quando il bosco si dirada, la parete appare tutta intera. Il lato destro, esposto a ovest, è perfettamente illuminato dal sole pomeridiano e presenta una serie di diedri, placche e fessure che a un certo punto vengono sbarrate da un sistema di tetti. Sopra, le ultime placche digradano, non proprio dolcemente, verso la cima. Il lato nord invece è affacciato sul canalone, ed è ancor più minaccioso. Al centro, sul filo dello spigolo si erge un avancorpo di granito rossastro che lancia un richiamo irresistibile. È deciso: si organizzano due cordate e si prova ad aprire tutte e due le linee! Così, dopo due giorni e mezzo di intensa arrampicata e con un lavoro di squadra in “parallelo” tra le due cordate, ci ritroviamo tutti insieme in cima per festeggiare quella che per noi è stata una grande impresa, che ci ha impegnati a fondo e che abbiamo voluto vivere insieme».

Gli apritori concludono:

«Con questa avventura siamo riusciti a realizzare un nostro piccolo sogno. Non era per niente scontato per noi, climber di livello assolutamente nella media e con zero esperienza di apertura, riuscire a salire due linee in tre giorni, dal basso e in buono stile. È stato un regalo bellissimo poter trovare due tracciati logici e naturali, su roccia eccezionale e su difficoltà che ci hanno richiesto un bell’ingaggio, ma comunque alla nostra portata.

Pensiamo che tracciare due linee nuove su una parete mai salita, in Italia nel 2025, sia un grande privilegio, inevitabilmente destinato a diventare sempre più raro. L’avventura e la scoperta sono per noi l’aspetto più bello dell’arrampicata e crediamo che, dove ancora è presente, vada preservato il più possibile. Se anche voi siete così malati, e se non vi spaventano gli avvicinamenti lunghi, il sentirsi fuori dal mondo e un po’ di “scomfort zone” generale, verrete stregati dalla magia del granito dolomitico. Tastatelo, vivetelo, spellatevi le dita! Lui sarà generoso e vi ricompenserà con grandi avventure».

Lagorai, Sottogruppo di Rava (Trentino-Alto Adige)
Torre dei Gorilla (toponimo proposto), versante ovest

Disegno di Eugenio Pinotti

1> Radio Gorilla
Federico Barbieri, Matteo Barbieri, Emanuele Ferrari, Francesco Marchini, Eugenio Pinotti e il contributo di Fabrizio Cappa, 30,31 maggio e 1 giugno 2025
175 m, 6c+ (6b obbl.)/R2

Spettacolare linea di fessure che incidono lo spigolo nordovest della Torre. Particolare e bellissimo il diedro di L3. La via è stata aperta tutta con protezioni veloci, in libera e a vista, eccetto L3 e L6, liberate da Matteo Barbieri nella ripetizione del 1° giugno 2025.

Materiale: via interamente da attrezzare, in parete un fix in L1. Tutte le soste sono attrezzate con due fix e cordone; per una ripetizione portare due mezze corde da 60 m, due serie di friend fino al 4BD, un 5BD e qualche micro. Molto consigliati i Totem.

Accesso: punto di appoggio per la salita è la Malga Rava di Sotto (1671 m – aperta ma non gestita, utilizzabile per la sosta e il pernottamento; è dotata di camino, tavolo e panche, soppalco con tavolato per la notte, acqua), raggiungibile da Bieno per strada forestale e sentiero CAI 365, passando per la Malga Fierollo di Sotto. Da Malga Rava di Sotto continuare lungo il sentiero fino al ponte sul torrente. Prendere a destra per prati e risalire senza via obbligata il canale che delimita a destra Punta Anna, portandosi contro la parete della Torre dei Gorilla (40’ da Malga Rava). Risalire ancora qualche decina di metri lungo il canale fino in corrispondenza di una piccola e profonda grotta. La via attacca sullo sperone alla sua sinistra.

Discesa: dalla sosta di fine via abbassarsi verso ovest per circa 15 m fino a raggiungere la sosta finale di Silverback. Con tre doppie lungo la via si scende alla base della parete (S6/S4 40 m, S4/S2 45 m, S2/S0 55 m).

2> Silverback
Corrado Adamo, Emanuele Ferrari e Francesco Marchini, 31 maggio e 1° giugno 2025
155 m, 6c (6b obbl.)/R2

Interessante sequenza di fessure a destra dello spigolo nord-ovest. La via è stata aperta con protezioni veloci, in libera e a vista a eccezione di L3, una placca molto compatta, dove sono stati usati quattro fix. Questa lunghezza è stata successivamente liberata da Matteo Barbieri il 1° giugno 2025.

Materiale: via interamente da attrezzare, in parete quattro fix in L3. Tutte le soste sono attrezzate con due fix e cordone; per una ripetizione portare due mezze corde da 60 m, una serie di friend fino al 4BD, raddoppiando le misure da 0.5 a 3. Molto consigliati i Totem.

Accesso: portarsi alla base della parete come per la via 1. Traversare verso destra e risalire un ripido prato, seguito da un canalino erboso, fino alla base delle rocce.

Discesa: tre calate lungo la via (S6/S4 40 m, S4/S2 45 m, S2/S0 55 m).

In copertina: foto Scimmie Forti

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.

 

Condividi: