06 Feb BOBER KURWA, 145 m, TD, AI3+
Nuova via sul versante nord del Monte Terminillo
Alberto Perronace, Roberto Corsanici ed Elena Maria Saffioti hanno aperto Bober Kurwa sul versante nord del Monte Terminillo.

Foto coll. Corsanici, Perronace, Saffiotti
La nuova via ha inizio a sinistra di Sfizi d’aprile e incrocia quest’ultima nei pressi della seconda sosta.
Alberto Perronace racconta:
«Il versante nord del Monte Terminillo è un terreno ancora in parte inesplorato, dove è possibile salire tante nuove linee. C’è molto spazio per aprire molte altre vie interessanti, non meno divertenti delle grandi classiche come Brucchietti, Fiction e Canalino Nord. Negli scorsi anni, infatti, alcuni alpinisti si sono cimentati nella salita di alcune linee logiche ed estetiche sulle pareti alla sinistra orografica del Canale 1° Maggio: Effimeri Spiragli nel 2024 da parte di Pino Calandrella, e Sfizi d’aprile nel 2025 da parte di Luca Gasparini e Stefano Trichi. Il mio mentore e caro amico Lorenzo Trento, nell’inverno 2024-2025, già aveva adocchiato alcune linee su quella parete, ma non riuscimmo a organizzarci per andare ad aprirne una.
Quest’anno mi organizzo con due altri amici che hanno poco frequentato il Terminillo, Roberto Corsanici ed Elena Maria Saffioti, per portarli a salire o il Canalino Nord o la Brucchietti. Il meteo prevede nuvoloso e possibile white-out, ma non mi preoccupo perché non ho problemi a orientarmi, conosco il Terminillo come le mie tasche ormai. Arrivati in macchina al rifugio Sebastiani, troviamo un sole meraviglioso, non una nuvola in vista e non un filo di vento, giornata inaspettatamente fantastica! Avendo sempre in mente il suggerimento di Lorenzo di aprire una nuova via, suggerisco ai compagni di cordata di andare a dare un’occhiata alla parete, sperando in buone condizioni. Se non ce la fossimo sentita, avremmo ripiegato sul Canalino Nord. Avvicinandosi al versante est, già notiamo una buona copertura di alpine ice su tutte le pareti, il che ci fa ben sperare. Superiamo il Canalino Nord, anch’esso in super condizioni, e ci ritroviamo alla base del Canale 1° Maggio, davanti a una parete totalmente ricoperta di ghiaccio, un paesaggio meraviglioso, quasi da Patagonia! Dopo una breve ispezione e dopo aver individuato l’inizio di Sfizi d’aprile, decido di attaccare un muro qualche metro alla sua sinistra. Da sotto la parete sembra davvero molto appoggiata ma, salendo, mi rendo conto che è più ripida del previsto, a tratti verticale, soprattutto sul secondo tiro! Un effetto ottico abbastanza strano, un po’ l’opposto rispetto al Canalino Brucchietti, che invece da sotto sembra molto più verticale di quanto non sia realmente. La salita è però gloriosa, su un bel ghiaccio dove la piccozza entra con facilità, ma solida e sicura, scalando senza necessità di passare su roccia. Piazzo qualche vite da ghiaccio, sembra che tengano decentemente bene. L’unica rottura di scatole è che, nei tratti meno ripidi (sotto ai 65°-70° di pendenza) la neve è poco trasformata, con una dura crosta in superficie ma farinosa alla base. Quindi, aprendo i tiri, devo stare attento a non buttare giù troppi pezzi di crosta. Per questo faccio salire Roberto ed Elena da secondi uno alla volta, per evitare che si tirino roba in faccia a vicenda! Comunque, dopo 2 ore e 20 dall’attacco, sbuchiamo tutti e tre sulla cresta che porta in vetta, soddisfatti della nuova salita: una linea diretta, con difficoltà simili alla vicina Sfizi d’aprile e alle altre vie impegnative del Terminillo.

Foto coll. Corsanici, Perronace, Saffiotti
Decidiamo di chiamarla Bober Kurwa, dopo un po’ di riflessione, in onore del meme polacco sui castori, che a tutti e tre ha fatto da sempre molto ridere. Io in particolare sono talmente fissato con questo meme che ormai da anni ho soprannominato Roberto come “Bober”. Ma c’è anche un motivo più valido per questo nome! Inizialmente avevo pensato nominare questa via “Consapevolezza”, o qualcos’altro di serio e, diciamocelo, anche un po’ pesante. Ma poi, insieme a Roberto, abbiamo concluso che spesso viviamo la vita in maniera eccessivamente seria e pesante, anche quando non serve. Un po’ di autoironia fa sempre bene e crediamo che sia assolutamente necessario trovare momenti per farsi una risata in leggerezza, anche ripensando ai propri errori. Quindi, in qualche modo, anche prendersi in giro da soli è una forma di “consapevolezza”! Trovo che questo sia vero anche nel mondo della montagna, che viene sempre più influenzato dalla competitività dei social, in cui si fa gara a chi scala più duro. A noi, il giorno dell’apertura, di scalare duro non c’è minimamente importato, ci interessava solo fare due battute mentre approfittavamo delle ottime condizioni del momento! È così che voglio ricordare quella giornata, come dice Elena: “nel chill”! Penso che non potrei avere ricordo migliore della prima via che ho aperto!».
Monti Reatini, Appennino (Lazio, IT)
Monte Terminillo 2217 m, parete nord
Bober Kurwa
Roberto Corsanici, Alberto M. Perronace, Elena Maria Saffiotti, 23 gennaio 2026
145 m, TD, AI3+
Materiale: classico da ghiaccio e misto, 6 viti da ghiaccio, corpi morti per attrezzare le soste su neve. Sulla via non è stato lasciato materiale, nemmeno alle soste. Notare che, durante la prima ascensione, le condizioni favorevoli hanno permesso agli apritori di realizzare la salita interamente su ghiaccio. In condizioni più secche è probabilmente necessario scalare e proteggersi anche su roccia (portare il materiale necessario).
Accesso: dal Rifugio Sebastiani, raggiungibile in auto, salire in direzione del versante est del Monte Terminillo e aggirarlo fino alla Sella delle Scangive. Scendere circa 100 m per portarsi alla base del versante nord. Risalire il pendio nevoso fino all’attacco del Canale 1° Maggio (1h10′ dal rifugio). L’attacco di Bober Kurwa si trova 7-8 m a sinistra della partenza di Sfizi d’aprile.

In rosso Sfizi d’aprile, in arancione Bober Kurwa. Foto cortesia Luca Gasperini
Relazione:
L1: salire direttamente, puntando alla base di un evidente salto di roccia dove si sosta. 75°-80° con passi a 85°, rampa finale a 55°. AI3, 30 m;
L2: attaccare il muretto verticale a sinistra dello sperone (80°-85° con un breve passo a 90°). Successivamente, dopo una corta rampa nevosa meno ripida, affrontare direttamente un secondo risalto a 75°-80°. Continuare a salire su pendenze minori (60°-70°), aggirando gli speroni rocciosi che si trovano alla propria destra e puntando leggermente a sinistra, verso le pareti che conducono in cresta. Sostare alla base di queste ultime. AI3+, 55 m;
L3: proseguire leggermente a sinistra della sosta per qualche metro, risalendo una sezione a 70°, tra uno sperone sulla sinistra e le pareti sulla destra. Superata questa sezione, si nota un canaletto incassato nettamente a destra, non visibile dalla sosta. Seguirlo (55°-60°), poi salire per facili pendii e roccette alla propria sinistra (45°-50°), puntando verso la cresta che conduce in vetta. 60 m.
L4: proseguire facilmente per altri 150 m lungo la cresta, guadagnando la vetta del Monte Terminillo (2,30/3 h dall’attacco della via).
Discesa: per il Canale Centrale (40′ al rifugio Sebastiani).
In copertina: foto coll. Corsanici, Perronace, Saffiotti

