SFIZI D’APRILE, 120 m, M4, AI3+ - Up-Climbing

SFIZI D’APRILE, 120 m, M4, AI3+

Nuova via sul Monte Terminillo

Luca Gasparini e Stefano Trinchi hanno aperto Sfizi d’aprile, una nuova via sulla parete nord del Molte Terminillo.

Luca Gasparini aveva da tempo adocchiato una linea su questa parete. L’apertura della vicina Effimeri Spiragli, realizzata nel 2024 da Pino Calandrella, Vlad Almasan e Stefano Cascavilla, ha ulteriormente motivato Luca, che ha finalmente deciso di “fare un po’ di esplorazione” sulle montagne dietro casa, in compagnia di Stefano Trinchi.

Secondo gli apritori anche Sfizi d’aprile, come Effimeri Spiragli, merita probabilmente di diventare una classica e può rappresentare un ottimo banco di prova per chi ama questo genere di salite.

Monti Reatini, Appennino
Terminillo, parete nord
Sfizi d’aprile
Luca Gasparini, Stefano Trinchi, 7 aprile 2025
120 m, TD, M4, AI3+

Materiale

Classico da ghaccio e misto, 2 viti da ghiaccio corte, serie di friend medio-piccoli, una scelta di chiodi da roccia.

Accesso

Dal Rifugio CAI Angelo Sebastiani (1820 m), raggiungibile in auto, salire in direzione del versante est del Monte Terminillo fino alla Sella delle Scangive. Da lì scendere al bacino situato alla base della parete nord. Risalire il Canale Nord per circa 100 m, quindi deviare nel Canale 1° Maggio. Seguirlo per circa 50 m, puntando alla parete alla sinistra orografica del canale. Sfizi d’aprile ha inizio al centro della parete, alla base di una evidente goulotte subito verticale (1h 10’).

Relazione

L1: risalire il pendio in direzione della goulotte stretta al centro. Lasciato uno spit con cordone viola all’attacco della stessa. La presenza di buon ghiaccio su questo tratto verticale è un ottimo indizio di buone condizioni dell’intera via. Risalire la goulotte con passi a 80°/85°, spesso usando i ramponi anche su roccia. Continuare su ghiaccio fino alla sosta a destra, attrezzata su 2 spit. 20m;

L2: attaccare la placca verticale alla sinistra della sosta, puntando alle fessure erbose sovrastanti. La pendenza aumenta progressivamente e, con poco ghiaccio, occorre scalare su erba gelata e su roccia, utilizzando incastri. Segue un tratto più appoggiato da dove è possibile vedere la sosta. Attenzione: non fermarsi al primo muro che si incontra, ma salire ancora due metri verso sinistra per trovare la sosta su 2 spit. 30m;

L3: dalla sosta traversare in modo logico su ghiaccio, puntando a un’evidente placca grigia compatta sulla destra, dove la pendenza comincia nuovamente ad aumentare. Sosta su 2 spit, 30m;

L4: dalla sosta è possibile affrontare un diedrino verticale subito a destra che, al suo termine, conduce sul filo di cresta. Oppure andare dritti per placche e fessure, spesso con roccia delicata, ma con maggiore presenza di alpine ice, per uscire proprio dritti sulla verticale della vetta (percorso della prima ascensione). Finite le difficoltà su misto, proseguire lungo il pendio sovrastante, piegando leggermente a sinistra. Uscire su una vaga crestina nevosa, dalla quale si raggiunge facilmente la cresta che proviene dalla parete nord. Da lì si proseguire fino in cima al Terminillo. Sosta su 2 spit, 30m.

Discesa

Dalla vetta scendere in versante est per il Canale Centrale, che riconduce in breve al percorso di avvicinamento. Lungo questo tornare al Rifugio Sebastiani (45’).

Immagini: coll. Luca Gasparini, Stefano Trinchi

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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