CRUMBLING EMPIRE, 300 m, WI5+, M5 - Up-Climbing

CRUMBLING EMPIRE, 300 m, WI5+, M5

Nuova linea di ghiaccio e misto sul Monviso

Anselmo Giolitti e Michele Tomatis hanno percorso una nuova linea di ghiaccio e misto sul Monviso: Crumbling Empire.

L’itinerario segue un’esile linea ghiacciata lungo quello che può essere definito colatoio est-nord-est. Anselmo Giolitti racconta:

«La salita di questa bellissima nuova linea sul Monviso è la storia di un sogno che in breve si avvera!

Ne intuisco la possibilità una quindicina di giorni prima, salendo al Viso Mozzo. Quella gita con gli sci mi dà la possibilità di vederla e valutarla da diverse angolazioni, prospettive, luci e con una vista imponente dall’alto dalla cima del Viso Mozzo.

Nella settimana successiva era prevista e infatti è poi scesa un’importante nevicata. Da valle ci si fanno tanti film! In questa stagione a quelle esposizioni molta neve seguita da gran caldo potrebbe significare fine dei giochi, ma una cosa che ho rilevato a favore è che la linea poco esposta a pericoli oggettivi. Non ha un canale sopra e le pareti laterali sono di roccia abbastanza compatta. Insomma, cerco razionalmente di motivarmi, nel frattempo comincio a sentire alcuni possibili soci con la premessa che il primo giorno che riteniamo utile sotto l’aspetto condizioni e meteo bisognerà andare!».

L1 vista dall’alto. Foto arch. Michele Tomatis

Venerdì 25 aprile, insieme a Michele Tomatis, Anselmo Giolitti si dirige finalmente ai piedi della parete.

«Ci prepariamo e via, alle 7.30 si parte! Dopo un breve saltino di ghiaccio e un piccolo nevaio si trova la lunghezza più continua e difficile. Ghiaccio sottile e croste vuote poco proteggibili ma, per fortuna, sulla destra ci si può aiutare di tanto in tanto con una “pruetta” rocciosa che consente anche il posizionamento di qualche friend. Dopo 20 metri il colatoio si chiude leggermente a goulotte e il ghiaccio migliora un poco. Prima di una strettoia verticale si appoggia leggermente e presenta un blocco che consente una sosta a friend. Il primo tiro difficile è andato! Segue un tiro più facile con una strettoia verticale su ghiaccio misto a neve poco compatta, breve goulotte e nevaio. Segue un altro tiro impegnativo. La goulotte superiore precipita su uno scivolo roccioso in ghiaccio sottilissimo e neve riportata. Michele con molta perizia lo risale, aiutandosi con la roccia sulla destra, sia con agganci di picca che appoggi di piede per poi, con un passo delicato, prendere l’uscita in ghiaccio sottile e infilarsi nella goulotte. La parte successiva dovrebbe essere più goulotte ma in realtà ci offre ancora una sorpresa, altro scenario simile a quello appena descritto dove, per evitare uno scivolo di ghiaccio eccessivamente sottile chiuso da un fungo di neve, mi tocca divincolarmi (più spingere che tirare!) tra neve e roccia di scarsa qualità, fino ad arrivare al di sopra. Seguono lunghi tratti in goulotte con alcuni risalti di cui i più delicati e ripidi in partenza ai tiri, sempre complicati da scarsa o comunque non buona proteggibilità. La goulotte finale è la linea di alpin ice perfetta che tutti sognano! Alle 15 abbiamo raggiunto il nevaio che dà accesso alla rampa e, nonostante avessimo valutato anche la possibilità di proseguire oltre, riteniamo che abbia più senso fermarci qua e attrezzare le soste di calata, rendendo la via fruibile per sé stessa, piuttosto che proseguire su terreno classico, che poco avrebbe a che vedere con la parte sottostante!».

Anselmo conclude con una spiegazione del nome dato alla via:

«“Crumbling Empire” è il titolo di una canzone del cantante inglese Sam Fender che esplora la fragilità della società moderna, utilizzando metafore potenti per descrivere un mondo che sembra sull’orlo del collasso. “Crumbling Empire” (letteralmente “Impero che crolla”), suggerisce un senso di decadenza e declino. Riflette sulle difficoltà del presente, sulla tensione tra passato e futuro e sulla ricerca di un senso di stabilità in un’epoca di incertezza che io interpreto ed estendo, in senso più ampio, anche alla decadenza negli atteggiamenti e nell’etica delle persone e alla fragilità delle montagne, che affrontano e spesso subiscono il cambiamento climatico, con conseguenze anche sulla pratica dell’alpinismo!».

In avvicinamento verso il colle di Viso. Archivio Anselmo Giolitti

Alpi Cozie, Piemonte
Monviso 3841 m, colatoio est-nord-est
CRUMBLING EMPIRE
Anselmo Giolitti, Michele Tomatis, 25 aprile 2025
300 m, ED+, IV, 5+ M5

Foto arch. Anselmo Giolitti

Materiale: classico da ghiaccio e misto, due corde da 60 m, una serie di friend (dai micro al 3 BD), un assortimento di chiodi da roccia (lama, universale, a U – per una ripetizione 6 chiodi assortiti potrebbero bastare), 8 viti assortite (di cui diverse da 10 e 13 – per una ripetizione 6 potrebbero essere sufficienti).

Accesso: da Crissolo – Pian della Regina si imbocca il vallone del Rio dei Quarti, in prossimità del Lago Chiaretto si prosegue in direzione del Colle di Viso fino a portarsi sotto l’imponente versante NE del Monviso. Il colatoio di Crumbling Empire è quello immediatamente a sinistra del couloir NE. (2,5-3h)

Relazione:

La relazione si riferisce al percorso seguito durante la prima salita. Le condizioni della linea possono essere molto variabili, quindi potrebbe rendersi necessaria una gestione diversa delle lunghezze. La maggior parte delle soste attrezzate per le calate coincide o è alla stessa altezza di quelle attrezzate dagli apritori in salita.

L1: breve risalto (70°), nevaio, poi lungo nastro ghiacciato in leggero strapiombo (90°) con passi di misto; sosta da attrezzare su friend sulla destra, 60 m;

L2: strettoia verticale (85°), breve tratto di goulotte più facile (65°), poi salire fino in cima al secondo nevaio; sosta da attrezzare su friend in una nicchia, 60 m;

L3: rampa verso sinistra tra roccia e neve/ghiaccio sottile con uscita delicata (M5 e 80°), poi successione di risalti in una bella goulotte (65-75°); sosta da attrezzare su friend sulla destra, 60 m;

L4: superare un breve tratto ghiacciato in goulotte (65°), quindi abbandonare la colata che si impenna (troppo sottile), proseguendo sulla destra tra neve e roccia fino a un antro, poi ritornare a sinistra sopra un fungo di neve a fianco di un muro stalattitico; sosta da attrezzare su chiodi e clessidra di ghiaccio, 35 m;

L5: breve risalto verticale (90°), poi goulotte (65-70°); sosta da attrezzare su friend in un grottino sulla destra; 25/30 m;

L6: uscita dal grottino su ghiaccio sottile verticale (85°), poi magnifica goulotte (65-75°); sosta su friend sulla destra; 60 m;

Discesa: in doppia lungo la via. Sono state attrezzate 5 soste a spit per lunghe doppie da 60 m: attenzione ai potenziali incastri di corde.

Immagini in copertina: arch. Anselmo Giolitti e Michele Tomatis

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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