02 Gen LE CLIN D’ŒIL, 850 m, M7, WI3
Nuova via sulla Dent Blanche per Olivier Kolly, Filippo Sala e Silvan Schüpbach
Olivier Kolly, Filippo Sala e Silvan Schüpbach hanno tracciato Le clin d’œil, una nuova via sull’imponente parete nord-ovest della Dent Blanche (Vallese, CH).

Foto coll. Kolly, Sala, Schüpbach
I tre hanno realizzato l’ascensione nei giorni 28 e 29 dicembre dello scorso anno.
La nuova via fa parte di un progetto più ampio ideato da Silvan Schüpbach, che consiste nell’esplorazione di nuove linee su grandi pareti nord “dimenticate”, remote e poco frequentate delle Alpi. La prima di queste linee è stata tracciata sul Nesthorn (The Cuckoo’s Nest – Silvan Schüpbach, Peter Von Kanel e Carlos Molina, febbraio 2025), la seconda alla Punta Pioda (vedere qui) e la terza, recentemente, all’Aiguille de Triolet (You Didn’t Ask – Silvan Schüpbach, Filippo Sala e Tom Livingstone, dicembre 2025).
Filippo Sala, che è stato compagno di cordata di Silvan su tre delle quattro pareti già affrontate, racconta che la parete nord della Dent Blanche era sulla lista per il progetto.
«Dopo aver valutato tutte le opzioni, questa sembrava quella giusta per questa finestra di bel tempo! Non ci eravamo resi conto di non essere ben acclimatati… Il 27 dicembre abbiamo iniziato il lunghissimo avvicinamento al bivacco sotto la parete, probabilmente uno degli avvicinamenti più lunghi delle Alpi, soprattutto in inverno, quando la strada è chiusa. Quando siamo arrivati al bivacco ci siamo resi conto di quanto facesse freddo anche solo stare al sole».
L’imponente versante settentrionale della Dent Blanche è diviso in due parti dallo sperone roccioso che collega il Col de la Dent Blanche alla vetta. Una parte di parete è esattamente orientata a nord, l’altra a nord-ovest. I tre alpinisti hanno scelto di affrontare quest’ultima, perché attratti da una struttura rocciosa che la caratterizza:
«Durante l’avvicinamento potevamo vedere una sorta di ripido “occhio” di roccia al centro della parete, che era ancora inviolato!».
Kolly, Sala e Schüpbach sono partiti presto il mattino del 28 dicembre dal bivacco al Col de la Dent Blanche. All’inizio hanno seguito l’itinerario di Gabarrou, per poi spostarsi su terreno più sostenuto:
«Non appena la parete ha iniziato a farsi seria, abbiamo svoltato a destra, puntando alla parte più ripida della parete: “l’occhio”. Arrampicare attraverso l’occhio è stata un’ottima decisione, con roccia più o meno buona e ripida, fino alla difficoltà M7!».
Proprio all’occhio di roccia si riferisce il nome che Kolly, Sala e Schüpbach hanno attribuito alla via: Le clin d’œil (“l’occhiolino”). Sala conclude:
«Subito dopo la parte ripida abbiamo finalmente raggiunto un posto da bivacco, che ovviamente era pessimo, non abbastanza grande per tutti e tre. Ci siamo sistemati scomodamente, ma il peggio doveva ancora venire: la notte molto fredda non ci ha permesso di dormire… Il giorno dopo, per fortuna, le difficoltà erano quasi finite e siamo arrivati in cima verso le 14».

Foto Thomas Crauwel
Informazioni e immagini fornite da Filippo Sala. Foto in copertina: coll. Kolly, Sala, Schüpbach.

