MAMMA ANNA, 380 m, WI5, M6 - Up-Climbing

MAMMA ANNA, 380 m, WI5, M6

La relazione della nuova via di Andreozzi, Samaden e Franchini sulle Dolomiti di Brenta

Emanuele Andreozzi presenta la relazione di Mamma Anna, aperta all’inizio di aprile 2026 con Ruggero Samaden e Silvestro Franchini sulle Dolomiti di Brenta.

Ne abbiamo già parlato qui.

L’itinerario si svolge in un lungo camino e, come dice Emanuele, il tiro chiave impone alcuni passaggi di “speleo-arrampicata”. I tre hanno incontrato ottime condizioni e un’imprevista abbondanza di ghiaccio. «Arrivati in cima, eravamo grati alla sorte per averci regalato un’arrampicata così divertente quasi interamente su ghiaccio. Nessuno di noi ci avrebbe scommesso un euro. Ma il bello dell’esplorazione di questi profondi e bui camini dolomitici è proprio questo: non sai mai cosa troverai e l’unico modo per scoprirlo è metterci il naso direttamente, perché né da lontano, né da vicino è possibile saperlo in anticipo».

Dolomiti di Brenta, Alpi Retiche meridionali (Trentino-Alto Adige)
Punte di Campiglio 2969 m, versante nord-ovest
Mamma Anna
Emanuele Andreozzi, Ruggero Samaden, Silvestro Franchini, 8 aprile 2026
380 m, WI5, M6

Materiale: classico da ghiaccio e misto, due mezze corde da 60 m, 5 viti, una serie completa di friend (raddoppiare alcune misure medie e piccole).

Accesso: da Madonna di Campiglio (TN) percorrere a piedi la strada che conduce a Vallesinella, chiusa al traffico motorizzato in inverno e primavera (utile una bici, se la strada è priva di neve). Da Vallesinella prendere il sentiero n° 317 per il Rifugio Tuckett. Prima di raggiungere il rifugio, a circa 2.000 m di quota, abbandonare il sentiero, salendo verso destra (direzione sud) in un rado boschetto di larici e passando poi in una zona piena di grossi massi, da evitare il più possibile a destra (faccia a monte). Oltrepassata la zona con massi, seguire il canale che la delimita e raggiungere la dorsale dove passa il sentiero estivo 305 B SOSAT, che può essere completamente sepolto dalla neve. Da questo punto il camino della via è molto evidente: a vista puntare verso l’alto, su terreno sempre più ripido, fino all’attacco della via. Circa 3h e poco più di 1.100 m di dislivello. Necessari sci o ciaspole.

In alternativa si può bivaccare al locale invernale del Rifugio Tuckett. Dal rifugio tornare indietro sul sentiero d’accesso allo stesso fino a quota 2.150. Da lì iniziare a traversare in direzione sud. Anche in questo caso occorre attraversare la fastidiosa e labirintica zona con i grossi massi ma, mantenendosi tra le quote 2.150 e 2.200, il percorso è relativamente scorrevole. Molto sconsigliato invece traversare più in alto, dove i blocchi sono più fitti e passare tra di essi è più faticoso e problematico. 1h20’ ca. fino all’attacco.

Relazione:

L1: 60° su neve. Sostare nella grotta a sinistra, 25 m;

L2: vari salti di ghiaccio, un passaggio in un camino coperto di ghiaccio molto stretto, infine fungo di neve e sosta in una grande grotta. WI4, 60 m (attenzione: si arriva a fine corda);

L3: salire alcuni metri su ghiaccio fin sotto al tetto, traversare faticosamente in pieno stile camino incastrandosi con la schiena, infine uscirne con un passo atletico, agganciando una breve colata di ghiaccio fino in sosta. Tiro chiave. M6, WI4+, 40 m;

L4: bella colata di ghiaccio. WI5, 55 m;

L5: proseguire in canale di neve fino in cima. Circa 200 metri.

Discesa: dalla cima scendere lungo l’evidente canalone nevoso sulla destra della via (faccia a monte) che, in 20-30 minuti, riporta comodamente all’attacco.

Immagini: coll. Andreozzi, Samaden e Franchini

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. Chi le pratica lo fa a proprio rischio e pericolo. Le notizie qui riportate sono state aggiornate in base alle informazioni disponibili al momento, ma vanno verificate e valutate sul posto e di volta in volta, da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi scalata.
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