SUCCESSI A QUOTA 6000 - Up-Climbing

SUCCESSI A QUOTA 6000

Riepilogo delle nuove salite in Himalaya e oltre nell’autunno 2023

I successi a quota 6000 sono stati numerosi durante la stagione autunnale 2023 in Himalaya.

Cordate di differenti nazionalità hanno esplorato pareti note e meno note, muovendosi in piccoli gruppi autonomi e tracciando nuove vie per lo più in stile alpino. Si conferma la tendenza ormai dominante tra gli alpinisti di alto livello: puntare ai Settemila e ai Seimila per trovare tranquillità e avventura lontano dalle spedizioni commerciali che si affollano sugli Ottomila e sulle cime più celebri.

Abbiamo già parlato qui della grande impresa di Alan Rousseau, Jackson Marvell e Mike Gardner sulla parete nord dello Jannu/Kumbhakarna.

Più recentemente abbiamo pubblicato le immagini della nuova via tracciata da Christian Black, Vitaly Musiyenko e Hayden Wyatt sull’elegante picco chiamato White Sapphire (6040 m, Kishtwar, India).

Di seguito un riepilogo delle ulteriori ascensioni interessanti che sono state realizzate in questo periodo.

Dal 2 al 7 ottobre i tre svizzeri Nathan Monard, Hugo Béguin e Matthias Gribi hanno affrontato la parete nord del Flat Top (6057 m, Kishtwar) tracciando “Tomorrow is another day” (1.400 m, ED; WI4, M6, A2, 5c).

Tra il 14 e il 18 ottobre i polacchi Wadim Jabłoński e Maciej Kimel hanno tracciato “Just Breathe” (M5 VI4 R/X 1600 m) sul Chobutse, 6680 m (Rolwaling).

Il 23 ottobre i russi Alexey Lonchinsky e Yuri Koshelenko hanno realizzato la prima ascensione del Rowaling Kang Shar 6645 m lungo lo sperone sud-est, anche in questo caso in stile alpino.

Il 28 ottobre Oswaldo Freire e Joshua Jarrin (Ecuador) hanno realizzato la prima ascensione dello Yansa Tsenji (6575 m, Langtang Himal), tracciando la via “Between fairies and unicorns” (ED, M4+, WI5+, 90°) sulla parete est. Pochi giorni dopo hanno concluso un’altra nuova salita sulla parete nord del Ganchenpo (6387 m, Jugal Himal): “Cold Therapy”, 1000 m, AI4+, 90°, TD/TD+.

Il 31 ottobre Marek Disman e Jakub Vlček (Repubblica Ceca) sono saliti in vetta al Tengi Ragi Tau (6938 m) tracciando “Johnny’s Route”, M5, 80°, 1300 m.

 

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Paul Ramsden e Tim Miller hanno scalato la parete nord del Surma-Sarovar, 6605 m, in Nepal (informazioni qui).

Citiamo anche l’impresa conclusa il 24 settembre da Dane Steadman, Jared Vilhauer e Seth Timpano sul Pik Alpinist, anche se non si trova in Himalaya ma sulle montagne del Tien Shan in Kyrgyzstan. I tre hanno tracciato “Trophy Hunt” (AI5+, M5, 1100 m) sulla parete nord-est.

Infine successo solo parziale per gli spagnoli Mikel Zabalza, Juan Vallejo e Iker Madoz, che hanno tracciato un nuovo itinerario sul Phurbi Chyachu (6637 m, Jugal Himal), ma che sono stati costretti a rinunciare alla vetta e a ritirarsi alla fine delle difficoltà, a ca. 50 metri di dislivello dalla cima, a causa del maltempo in arrivo.

In copertina: foto di Sylwia Bartyzel su Unsplash

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