27 Gen TOMAS, 400 m, TD-, M5/+, AI4+
Nuova via sulla Cima Busazza
Emanuele Andreozzi e Silvestro Franchini hanno aperto Tomas, una nuova via sulla Cima Busazza (Gruppo della Presanella).
Le ottime condizioni riscontrate nell’inverno 2024/2025 su questa parete hanno reso questa salita non solo fattibile, ma anche relativamente agevole e sicura. Con condizioni più secche le difficoltà e l’impegno potrebbero cambiare radicalmente. Secondo gli apritori, Tomas è un itinerario effimero, le cui difficoltà dipendono fortemente dalla presenza dei placage in parete: in assenza di ghiaccio, la via correrebbe lungo lisce placche di granito.
Di seguito il racconto di Emanuele.
Il 30 dicembre, con i miei amici Fabio Tamanini e Stefano Falezza, sono andato a ripetere La Forza della Mente, una via sulla parete nord della Cima Busazza, aperta nel lontano 2006 e che, in quasi vent’anni, contava giusto una manciata di ripetizioni. Eravamo riusciti a recuperare solo una relazione con un tracciato piuttosto impreciso, così, tiro dopo tiro, abbiamo scoperto una via bellissima, che ci ha entusiasmati oltremodo. Le condizioni erano estremamente favorevoli, grazie all’abbondante Alpine Ice che ricopriva interamente la goulotte. Gli apritori non ebbero la nostra stessa fortuna: trovarono la parete molto più secca, di conseguenza affrontarono difficoltà più alte e dovettero fare addirittura un tiro in artificiale sulla roccia totalmente priva di ghiaccio.
Durante la salita mi ero accorto che, sulla sinistra, c’era una linea ancora vergine. Date le condizioni ottimali della parete, volevo assolutamente approfittarne, così ho telefonato a Silvestro, che ha accettato subito con entusiasmo.
Il 16 gennaio, sci ai piedi, siamo partiti poco prima delle 5 del mattino dal parcheggio nei pressi del Passo del Tonale. La poca neve ci ha fatto tribolare non poco in svariati tratti del lungo avvicinamento, ma entro le 9 del mattino Silvestro era pronto a partire sul primo tiro. Carico come una molla, ha scalato in scioltezza il bel diedro ghiacciato di 60 metri e, quando la corda è finita, invece di fermarsi, è salito per altri 60 metri. Solo a quel punto finalmente ha attrezzato una sosta. Le difficoltà si sono mantenute abbordabili, così, alternandoci al comando della cordata, abbiamo scalato fluidi e veloci sulle placche di Alpine Ice che ricoprivano il granito, ricorrendo quando possibile alla conserva protetta. Abbiamo rallentato un pochino solo sul quarto tiro (per noi il terzo, visto che i primi due li avevamo uniti in un unico tiro da 120 metri), in quanto era su roccia e non su ghiaccio. Per il resto abbiamo scalato agevolmente su una serie di belle goulottine, sbucando al sole in cresta solo quattro ore dopo aver attaccato la via.
Siamo scesi in doppia lungo la via La Forza della Mente, che ben conoscevo, avendo attrezzato gli ancoraggi per le calate appena due settimane prima. Una volta tornati alla base della parete, abbiamo calzato gli sci e, facendo lo slalom tra i sassi, siamo arrivati al punto di partenza con lamine e solette neanche troppo segnate.
Terminata la scalata, abbiamo pensato di dedicare la via a Tomas, il fratello di Silvestro, tragicamente deceduto l’estate scorsa sul Monte Cashan in Perù. Tomas amava l’avventura e le pareti più selvagge e nascoste, quindi non potevamo di certo dedicargli una via in un posto qualunque. Proprio ricordando le avventure di suo fratello, con Silvestro abbiamo convenuto che la nord della Busazza poteva essere il posto giusto. Tomas ci ha sempre detto di amare quella parete, mi ricordo come si illuminavano i suoi occhi quando me ne parlava.
Tra le avventure dei fratelli Franchini sulla nord della Busazza spicca l’apertura di Sogni ed Incubi (2012), ripetuta per la prima volta proprio da Emanuele Andreozzi con Rolando Varesco (2020).
Gruppo della Presanella, Alpi Retiche Meridionali (Trentino-Alto Adige)
Cima Busazza 3326 m, parete nord
Tomas
Emanuele Andreozzi, Silvestro Franchini, 16 gennaio 2025
400 m, TD-, M5/+, AI4+
Materiale: una serie di friend (fino al giallo BD) e microfriend, 2 viti da ghiaccio, rinvii. Chiodi e materiale d’abbandono per emergenza. Lungo la via sono stati lasciati solo due chiodi.
Accesso: dal Passo del Tonale (BS/TN) come per la scialpinistica classica detta “Cantiere”. Dal parcheggio seguire la strada forestale, sempre ben tracciata, fino a raggiungere l’Alveo del Presena. Al suo termine abbandonare la traccia, dirigersi a sinistra e puntare all’evidente parete nord della Cima Busazza, risalendo il ghiacciaio piccolo ma crepacciato (attenzione) che si trova ai suoi piedi. L’attacco si trova presso il primo diedro a sinistra della via La Forza della Mente. 1200 m D+ ca., 3,30/4 h in funzione delle condizioni.
Relazione: vedere immagine.

Discesa: in doppia lungo La Forza della Mente. Da relazione dei primi salitori, le calate su La Forza della mente erano state attrezzate tutte con vecchi spit e chiodi, ma Andreozzi e Franchini ne hanno trovata solo una. Le altre probabilmente si trovavano sotto il ghiaccio, a conferma della sua eccezionale abbondanza. Sono state quindi attrezzate nuove calate, principalmente su spuntoni, spesso un po’ fuori dalla linea di salita e non sempre ben visibili. Alcuni ancoraggi, dopo una nevicata, potrebbero rimanere nascosti. Per questo motivo gli apritori consigliano di portare materiale adatto ad attrezzarne altri.
È anche possibile scendere per il Canale Nord-Ovest: usciti dalla via, accedere al canalone e scendere lungo quello all’Alveo di Presena, ritrovando così le tracce d’accesso. Questa opzione è fattibile solo se non occorre tornare all’attacco per recuperare gli sci o le ciaspole.
Tutte le immagini: coll. Andreozzi/Franchini







