VIA TETI, AI4, M5, 215 m - Up-Climbing

VIA TETI, AI4, M5, 215 m

Nuova via sulla parete nord della Cima Busazza

Emanuele Andreozzi e Andrea Gremes hanno tracciato la Via Teti, una nuova linea sulla parete nord della Cima Busazza.

Si tratta di una via breve piuttosto breve e non troppo difficile, se paragonata alle altre linee vicine. Anche per questo è stata rapidamente ripetuta e ha ottenuto un discreto successo.

L’itinerario si trova nella porzione destra della parete ed esce presso lo spigolo nord-ovest.

Emanuele racconta:

«Il 24 febbraio, con la mia compagna Vaida Vaivadaite, ho effettuato la prima ripetizione della via “Tra cuore e pensiero”, aperta il 29 maggio 2021 da Martin Giovanazzi e Davide Miori. Oltre a goderci la bellezza dell’arrampicata che offre questa logica goulotte, tutta su ottimo alpine ice, abbiamo notato, nascosta sulla destra, una possibile nuova linea.

Così il 4 marzo, con il mio amico Andrea Gremes, sono andato ad aprirla. Le condizioni si sono rivelate ottime e le difficoltà contenute, sempre tra il terzo e il quarto grado di ghiaccio, salvo un breve passo di misto all’ultimo tiro, in partenza dalla sosta. L’arrampicata, che si svolge lungo una serie di diedri ghiacciati, è davvero estetica e ci ha decisamente soddisfatti. Arrivati sulla spalla dove passa la Via Dibona, che porterebbe in cima alla parete, noi ci siamo calati, attrezzando quattro doppie che ci hanno permesso un veloce rientro ai nostri sci.

Dedichiamo la via a Stefano, caro zio di Andrea, soprannominato da tutti “Teti”, che purtroppo è recentemente mancato».

Gruppo della Presanella, Alpi Retiche meridionali (Trentino-Alto Adige)
Cima Busazza 3326 m, parete nord
Via Teti
Emanuele Andreozzi, Andrea Gremes, 4 marzo 2025
215 m, AI4, M5

Materiale

Classico da ghiaccio e misto, serie di friend (fino al rosso), utili doppie misure piccole (due neri totem, due blu totem e due viola); una serie di dadi (utili dadi piccoli); chiodi e cordini per rinforzare/riattrezzare le soste di calata; utili due viti corte per il quarto tiro.

Accesso

• Dal Passo del Tonale (BS/TN) come per la scialpinistica classica detta “Cantiere”. Dal parcheggio seguire la strada forestale, sempre ben tracciata, fino a raggiungere l’Alveo del Presena. Al suo termine abbandonare la traccia, dirigersi a sinistra e puntare all’evidente parete nord della Cima Busazza, risalendo la sottostante Vedretta della Busazza, piccola ma crepacciata (attenzione).

• Dal Passo del Tonale (BS/TN) in funivia, con accesso parzialmente in discesa. Prendere i due tronconi dell’ovovia che, dal Passo del Tonale, porta al Ghiacciaio del Presena. Scendere inizialmente lungo l’itinerario del “Cantiere”, poi traversare a lungo, il più alto possibile, sotto il versante nord-ovest della Cima Busazza. Al termine del traverso si ritrova l’itinerario proveniente direttamente dal passo. Mettere le pelli e salire puntando al ghiacciaio e alla base della parete nord. 450 m D+, un’ora e mezza circa. Opzione comoda e sbrigativa, ma poco pratica, perché l’ovovia apre alle solo alle 8.30, quindi si arriva in parete a mattina inoltrata. Consigliabile solo con gli sci.

Itinerario

L1: AI4 con prima parte difficile da proteggere. Sosta alla base della rampa di neve su friend. 60 m;

L2: AI3+/4, sosta su fettuccia incastrata, 35 m;

L3: AI3+/4, sosta attrezzata su chiodo e dado, 55 m;

L4: AI4-, sosta su spuntone e chiodo di progressione a metà tiro, 30 m;

L5: M5, AI3, sosta da attrezzare, 35 m.

Discesa

In doppia lungo la via. 1° calata: scendere 10 m sul filo di cresta ovest fino a una rampa di neve, dove si trova uno spuntone con cordone colorato. 2° calata: 60 m, scendere fino alla sosta del terzo tiro. 3° calata: 50 m, scendere fino alla sosta del secondo tiro, su fettuccia incastrata. 4° calata: 50 m, calarsi all’interno della goulotte a destra della via, dove si trova una sosta su chiodo e clessidra. 5° calata: 40 m fino alla rampa di neve iniziale.

Tutte le immagini: coll. Emanuele Andreozzi, Andrea Gremes

Nota: l’arrampicata e l’alpinismo sono attività potenzialmente pericolose, che devono essere affrontate con esperienza e consapevolezza. L’uso delle informazioni qui riportate si fa a proprio rischio.
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