30 Set GIOVANNI BONA RIPETE TÉLEIOS D16+
Una salita inaspettata alla Tana del Drago
Pochi giorni fa, il 27 settembre, Giovanni Bona ha ripetuto Téleios D16+.
Téleios è un’estensione di Aletheia, la già difficile via (D16) tracciata nella grande grotta della falesia Tana del Drago (Soccher, Ponte nelle Alpi, BL).
La prima salita di Téleios è stata fatta da Matteo Pilon nel 2024 (vedere qui il nostro articolo). Quella di Giovanni Bona è la seconda salita e conferma il grado proposto D16+.
Di seguito il racconto di Giovanni.
«Téleios è stata una salita un po’ inaspettata, soprattutto per le tempistiche: l’ho realizzata il 27 settembre, più presto di quanto immaginassi. La preparazione, però, era iniziata già a febbraio, dopo aver salito Aletheia (D16). Da quel momento il mio obiettivo era chiaro: continuare ad allenarmi per il drytooling fino a luglio, fermarmi per circa un mese e riprendere a metà agosto.
Allenarsi a giugno non è stato facile: con il caldo le mani sudavano dentro i guanti e le picche scivolavano di continuo. Però questo ha avuto un lato positivo: quando ho ricominciato, in agosto, avevo ancora il “callo del drytooler” e non avevo praticamente perso resistenza.
La via, nella prima metà, coincide con Aletheia, che conoscevo ormai bene. Il secondo tratto invece segue Empeiria (D15), che avevo salito a marzo. È un tiro molto diverso dal precedente: i movimenti sono lunghi, esplosivi e richiedono parecchia forza fisica. Affrontarli dopo 40 metri di tetto non è affatto semplice.
Due settimane prima della salita ero tornato a provare la linea: avevo ripetuto al primo tentativo sia il tratto in comune con Aletheia che quello di Empiria. Poi, da come mi stavo muovendo nei traversi di allenamento, avevo capito che di resistenza ce n’era abbastanza per iniziare a provarlo, forse qualcosa in più. I traversi su cui ci alleniamo io e Matteo sono molto utili, perché, in base ai risultati che riusciamo a ottenere, ci danno l’indicazione del nostro livello di resistenza e forza. Rispetto al livello di Matteo quando aveva chiuso il tiro, io ero già più avanti. Di conseguenza sapevo che sarebbe stata solo una questione di testa. Forse l’estate passata in montagna, sulle vie alpinistiche, mi aveva dato proprio quella tranquillità mentale per non “soffrire la corda”.
Il giorno della salita avevo appuntamento con Matteo Pilon nella grotta. Le piogge in montagna avevano reso impossibile scalare su roccia, quindi quale occasione migliore per fare dry? L’obiettivo era provare Téleios senza pressioni: salire con calma e completarla facendo qualche resting. La mente era rilassata e credo che proprio questo sia stato il segreto.
Sono andato avanti presa dopo presa, senza forzare. Solo dopo aver superato il passo chiave – un lungo movimento di spalla – ho capito davvero che ce l’avrei fatta. Da lì, senza pensare al caldo, ho proseguito fino alla catena.
Per quanto riguarda il grado, sento di confermare il D16+, sulla base del fatto che rispetto ad Aletheia, D16, già confermata da altri, e ad altre vie molto note, anche se non troppe, questa via si dimostra completamente su un altro livello di difficoltà».
Tutte le immagini: Giovanni Bona prova Téleios. Foto di Luca Battocchio.

